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Tarantino: Marvel uccide le movie star

Il regista di “Pulp fiction” punta il dito contro i film dei supereroi. «Captain America è la star, non Chris Evans. O Thor è la star. Sono i personaggi del franchise ad essere le star». «Sono irritato perché sono l’unico prodotto a cui Hollywood sembra essere interessato negli ultimi anni». Dichiarazioni che hanno scatenato la polemica

«È colpa della Marvel se a Hollywood non ci sono più movie star». A dirlo è Quentin Tarantino, attirandosi molti strali per il suo attacco ai film dei supereroi. Riecheggiando un commento di Jennifer Aniston, secondo cui nell’era TikTok «non ci sono più movie star, né glamour», il regista di Pulp Fiction ha attribuito alla “marvelizzazione” di Hollywood la perdita di stelle di prima grandezza.

«Conseguenza della “marvelizzazione” di Hollywood è che hai attori che diventano famosi interpretando questi personaggi. Ma non diventano “movie stars”», spiega Tarantino. «Captain America è la star, non Chris Evans. O Thor è la star. Sono i personaggi del franchise ad essere le star».

Sono così incazzato perché sembra che siano l’unica cosa che si possa produrre, l’unica che possa generare entusiasmo in una fanbase, e anche negli Studios che li realizzano. Rimprovero il fatto che i film Marvel costituiscano l’intera rappresentazione dell’era cinematografica che stiamo vivendo. Non c’è molto spazio per altro, e questo per me è il vero problema

Quentin Tarantino

Parlando con il podcast di Tom Segura “2 Bears, 1 Cave”, sulla piattaforma Mediaite, Tarantino ha precisato che «non odia» i film Marvel: «Sono soltanto irritato perché sono l’unico prodotto a cui Hollywood sembra essere interessato negli ultimi anni». 

«Da ragazzo ero un collezionista fanatico di fumetti Marvel», ha dichiarato nel corso del podcast. «Se questi film fossero usciti quando avevo vent’anni, forse sarei stato felicissimo e li avrei amati. Ma anche perché non sarebbero stati gli unici titoli prodotti a Hollywood. Ora ho quasi sessant’anni, e sugli schermi si vedono solo cinecomic… quindi no, non provo nessun entusiasmo davanti ad essi».

Tarantino sottolinea il fatto che oggigiorno non ci sia molto altro in giro: «Sono così incazzato perché sembra che siano l’unica cosa che si possa produrre, l’unica che possa generare entusiasmo in una fanbase, e anche negli Studios che li realizzano. Rimprovero il fatto che i film Marvel costituiscano l’intera rappresentazione dell’era cinematografica che stiamo vivendo. Non c’è molto spazio per altro, e questo per me è il vero problema».

Una tesi che vede il regista di Kill Bill in linea con Martin Scorsese che tre anni fa, all’uscita di Irishman su Netflix perché non aveva trovato uno studio disposto a distribuirlo nelle sale, fu “crocifisso” per aver affermato che i film dei supereroi non sono vero cinema. Anzi, hanno la colpa di «aver soffocato il cinema d’autore».

L’uscita di Tarantino ha scatenato polemiche. Simu Liu, star del film Marvel 2021 Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, ha commentato che «se i guardiani di quel che si fa a Hollywood fossero solo Tarantino e Scorsese, io non avrei mai girato un film da oltre 400 milioni di dollari di incassi». Liu si è detto «ammirato del genio» dei due cineasti, ma ha aggiunto che «la cosiddetta epoca d’oro di Hollywood era bianca che più bianca non si può». L’attore, che è canadese ma è nato in Cina, si è detto dunque «orgoglioso» per aver lavorato con uno studio che «ha fatto importanti sforzi per migliorare la diversità sullo schermo, creando eroi capaci di ispirare persone di tutte le comunità».

Se i guardiani di quel che si fa a Hollywood fossero solo Tarantino e Scorsese, io non avrei mai girato un film da oltre 400 milioni di dollari di incassi. Io sono orgoglioso per aver lavorato con uno studio che ha fatto importanti sforzi per migliorare la diversità sullo schermo, creando eroi capaci di ispirare persone di tutte le comunità

Simu Liu

Non è la prima volta che Tarantino critica l’universo Marvel: ai primi di novembre aveva affermato che lui non ne avrebbe mai diretto uno, dal momento che «devi essere un mercenario per girarli, e io non sono un mercenario. Non sono in cerca di lavoro». Quentin ha annunciato che il suo decimo film, che è ancora lontano dall’essere girato, sarà l’ultimo. Nel corso di una recente intervista con la CNN, ha affermato: «Faccio questo mestiere da trent’anni, e forse è il caso di interrompere lo spettacolo. Sono un intrattenitore, voglio lasciare il pubblico col desiderio di qualcosa di più. Non voglio diventare un vecchio che ha perso il suo tocco», ha aggiunto. «In realtà mi sento già un vecchio, quando osservo il panorama cinematografico di oggi. È esattamente quello che mi sta succedendo».

Il suo prossimo progetto potrebbe dunque essere davvero l’ultimo, «ma non ho fretta di girarlo. Ho il mio libro (il romanzo che amplia le vicende di C’era una volta a… Hollywood, ndr), tante altre cose in ballo. Deciderò poi di cosa parlerà il mio prossimo film».

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