– Parte il 6 febbraio da Roma il tour europeo della nuova produzione dell’artigiano della canzone vincitore del Grammy Award, collaboratore di artisti come CeeLo Green, Mark Ronson, Fergie, BTS, Nikka Costa. «L’Italia non resterà immobile»
– «Con questa band, ho intenzione di rendere omaggio ai vecchi tempi, ma con una nuova interpretazione… La scaletta sarà un bel mix di entrambi i mondi, inclusa la musica del nostro album», che si intitola “Facts” ed è una esplosione di soul-funk
– Ospite nei concerti l’emergente cantante soul Alana Hil. «Il suo timbro cremoso ma grintoso si sposa perfettamente con questo progetto e poi sto lavorando al suo disco d’esordio. Ha un sound profondamente personale e dalle influenze globali»
– A proposito dell’amministrazione Trump e delle violenze dell’ICE commenta: «La politica non è il mio forte, ma devo dire che la violenza non è certamente il MIO metodo di comunicazione. Tutti i miei sforzi sono a favore del #LovePower»
In un’epoca in cui i confini tra produttore, autore, arrangiatore e interprete si sfumano come colori bagnati nell’acqua, c’è un nome che merita di essere osservato con attenzione: Printz Board, musicista eclettico e produttore americano la cui firma corre nascosta dietro alcuni dei brani pop più ascoltati degli ultimi vent’anni.
Nato a Columbus, Ohio, nel 1982, Priese Prince Lamont “Printz” Board è la prova vivente che nel mondo della musica contemporanea chi sa fare di tutto, fa la differenza. Multi-strumentista — tra organo, tromba e tastiere — Board ha imparato presto a tradurre un’idea in ritmo, una vibrazione in melodia.
La sua storia si intreccia indissolubilmente con quella dei Black Eyed Peas, la band che ha ridefinito il pop-hip hop globale negli anni Duemila. Qui Board non è soltanto il musicista dietro le quinte: è co-autore di hit come Where Is the Love?, Don’t Phunk With My Heart e Meet Me Halfway, tracce che non solo hanno dominato le classifiche ma hanno definito il linguaggio sonoro di un decennio.
Ma se restare nell’ombra è stata la sua prima vocazione, con il tempo Board ha spinto più volte la sua ombra sotto i riflettori. Fondatore della propria etichetta e casa di produzione “Beets & Produce”, ha allargato il campo di battaglia creativo a progetti che vanno dal pop al soul, dal funk al rock, passando per collaborazioni con artisti come Justin Timberlake, Dolly Parton, DJ Mustard, Sheryl Crow, fino all’apporto in successi mondiali di gruppi come BTS. «Ma sono molto orgoglioso anche dei progetti con Nikka Costa, Cee Lo Green, Mark Ronson, Six60 e molti altri. Amo scrivere, produrre e suonare con ogni cellula del mio corpo», sottolinea parlando dall’altra parte dell’oceano, alla vigilia del tour europeo con la sua nuova produzione in partenza dal nostro Paese venerdì 6 febbraio dall’Alcazar di Roma per poi fare scalo il 7 febbraio allo Sghetto di Bologna, l’8 febbraio al Biko di Milano, il 14 febbraio al Raindogs di Savona e, infine, dopo aver girato tutta l’Europa, domenica 1 marzo al Nibada di Milano per concludere il tour. «L’Italia e l’Europa non resterà immobile», parola di Printz Board.
Butter Funk Family è il nome dell’esplosivo collettivo guidato dal produttore discografico, cantautore, cantante e due volte vincitore del Grammy Award. Riconosciuti per trasformare ogni venue in una vera celebrazione collettiva, i Butter Funk Family fondono la grinta del funk classico con l’immediatezza del groove contemporaneo. Sezioni di fiati infuocate, voci ruggenti e ritmi ad alta tensione costruiscono un’esperienza live inconfondibile, che ha già conquistato un seguito di culto da Los Angeles a New York, dall’Islanda al Senegal, dal Brasile all’Europa. Un progetto che vuole far rivivere la grande tradizione soul/funk afroamericana, ma con uno spirito nuovo. «Ho intenzione di rendere omaggio ai vecchi tempi, ma con una nuova interpretazione… siamo solo all’inizio», sottolinea Printz Board. «La scaletta sarà un bel mix di entrambi i mondi, inclusa la musica del nostro nuovo album… inedita per molti».

L’album s’intitola Facts e si muove con disinvoltura tra ritmi profondi, linee di fiati incisive e voci svettanti, riflettendo sia la discendenza musicale della band ma con uno sguardo proiettato al futuro. Dall’incipit trascinante di Kootsy Mootsy, ispirato al soul di New Orleans, al contagioso inno funk di Love Power, fino ai groove cinematografici di Pussy Pit o al messaggio provocatorio di perseveranza della title track. Facts è tanto una dichiarazione d’intenti quanto un disco dance.
Il tour vedrà la partecipazione speciale di Alana Hil, alla sua prima apparizione europea con il progetto. Voce emergente del soul contemporaneo, Alana — che appare anche in diverse tracce di Facts — «è una cantante soul del Kentucky», la presenta Printz Board. «Il suo timbro cremoso ma grintoso si sposa perfettamente con questo progetto. Siamo felicissimi di averla. Porta con sé un sound profondamente personale e dalle influenze globali, aggiungendo un potente strato narrativo al tour. Ha appena pubblicato anche un album, quindi è il momento perfetto».
Album, del quale, Printz è il produttore. Ma quello che colpisce nel catalogo di Board non è tanto la quantità dei nomi con cui ha lavorato — sebbene anche questo sia da un vertice della montagna — quanto la qualità di quell’invisibile tessuto che collega un’opera all’altra. Il suo tocco non è mai invadente, ma sempre decisivo: un fraseggio di tromba che trasforma un arrangiamento, una progressione armonica che spinge l’ascoltatore a ri-scoprire un ritornello, quell’equilibrio tra groove e sentimento che distingue i brani destinati a durare. Una influenza che non si ferma solo alla musica, ma si estende anche al cinema e alla televisione.

«Oltre a quello di Alana Hill, nella musica, sto producendo alcuni dischi di cui non posso ancora parlare», dice. «Sto lavorando anche a un nuovo album dei Butter Funk… È buffo che tu mi chieda di cinema e televisione, visto che sto scrivendo la sceneggiatura per un lungometraggio in questo momento…». Ma evita di fare anticipazioni. Un po’ per scaramanzia, un po’ per riservatezza.
- Ma cosa rende davvero speciale la sua produzione? Quale consiglio darebbe a chi sta pensando di produrre musica?
«Consiglierei a chiunque voglia dedicarsi alla produzione musicale di ASCOLTARE, ASCOLTARE, ASCOLTARE tutto ciò che è venuto prima di te. Guardare tutorial su YouTube su ogni aspetto del mixaggio e su come è stato creato un disco. E, in terzo luogo, devi essere al passo con ogni nuova idea tecnologica che esce. È fondamentale se si vuole avere una possibilità in questo settore».
Non è solo la tecnica — che pure è impeccabile — né la capacità di spostarsi agevolmente tra generi e strumenti. Il segreto di Printz Board è quella rara dote di sentire il suono prima ancora di catturarlo, di capire dove spingere un beat, come intrecciare un contrappunto, quale colore timbrico serva per dare alla canzone il suo “cuore vero”. È questa sensibilità da artigiano moderno, che sa che la musica non è solo numeri o formule, ma esperienza condivisa.
- Un’ultima domanda, mister Board: cosa pensa delle politiche dell’amministrazione Trump e, in particolare, delle azioni dell’ICE?
«La politica non è il mio forte, ma devo dire che la violenza non è certamente il MIO metodo di comunicazione. Tutti i miei sforzi sono a favore del #LovePower».
