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Coldplay, i segreti di un successo

Sono oggi l’unica band straniera capace di riempire per quattro sere lo stadio Meazza di Milano e per due il “Maradona” di Napoli. Sono riusciti a riposizionarsi fra i giovani collaborando con dj e star del k-pop, hanno cavalcato l’onda di protesta ambientalista e hanno confezionato uno spettacolo impeccabile basato su stimoli visivi e sonori 

Non si sa se la prossima stagione manterrà l’offerta di mega-concerti di quest’anno o tornerà ai numeri ante pandemia, ma per il momento la primavera-estate 2023 è storica. E un record appartiene ai Coldplay. La band inglese per due sere ha colmato lo stadio Maradona di Napoli (21 e 22 giugno) e per quattro il Meazza di Milano (25, 26, 28 e 29 giugno). Nemmeno i Rolling Stones o gli U2, né Bruce Springsteen. Soltanto Vasco Rossi ha riempito il Meazza per sei concerti. 

Come si spiegano dieci esibizioni al Monumental di Buenos Aires, il record assoluto per l’Argentina? Quattro stadi olimpici in Spagna, sei in Italia? La risposta non può che essere una: la band di Chris Martin ha perfettamente compreso il senso dei tempi ed è riuscita a coniugarlo in un evento culturale che è puro intrattenimento basato su stimoli visivi e sonori, specchio di una società tanto audiovisiva quanto contemporanea.

Nello show dei Coldplay, il pubblico è protagonista attivo grazie al braccialetto radiocomandato LEDS Xyloband, parte di uno spettacolo che si alimenta di un repertorio entusiasmante, di canzoni con coretti da stadio adatte ad essere cantate dal pubblico. Sono i motivi per i quali i Coldplay sono oggi la principale band pop del mondo. 

Il braccialetto radiocomandato luminoso

Il riposizionamento dei più giovani ha contribuito ad aumentare esponenzialmente la loro popolarità. La collaborazione con artisti di altre generazioni, con i disc jockey e produttori The Chainsmokers, attivi dal 2012, quando Parachutes, primo album dei Coldplay, aveva compiuto dodici anni (e Viva la Vida quattro), oppure con la banda sud-coreana di K-pop BTS, hanno contribuito a rinfrescare l’età del loro pubblico e trasportarli nei post di TikTok, tappa essenziale per completare il percorso nel mondo dei millennials. 

I Coldplay, inoltre, hanno saputo cavalcare l’onda di protesta giovanile contro il disinteresse della politica nei confronti della crisi climatica. Hanno mostrato una notevole preoccupazione per limitare gli inevitabili effetti ecologici degli spettacoli. Tuttavia, più il gruppo restringe il numero delle città visitate, più sono inevitabili i massicci spostamenti dei fan. Hanno adottato accorgimenti nell’uso di materiali riciclabili, carburanti meno inquinanti e più efficienti energeticamente. Viaggiano con mezzi elettrici e piantumano alberi per ogni biglietto venduto.

Lo spettacolo si svolge su un enorme palco, in parte scoperto, unito da una lunga passerella ad un secondo palco usato come in pista da ballo. Il gruppo ha una solida base di repertorio che si ripete spesso nei concerti, a cominciare da Higher Power, Adventures in Lifetime e Paradise, generalmente accompagnati da The Scientist, e un finale immutabile per HumankindFix You Biutyful. Non possono mancare Viva la VidaYellowClocks e A Sky Full of Stars. In tutto, circa 23 in questo circo pop contemporaneo che dura due ore e mezza all’insegna del “buonismo” e del “penso positivo”. Uno spettacolo multicolore, con un proliferare di coriandoli, fuochi d’artificio, maschere, pupazzi e un effetto speciale determinante, come quello fornito dai famosissimi braccialetti che cambiano colore. Grazie a loro lo stadio sembra pulsare, trasformandosi a tratti in uno spettacolo di luci dai toni psichedelici in cui anche i protagonisti si stemperano.

La band dei Coldplay, il secondo da sinistra è il frontman Chris Martin

Il concerto è suddiviso in quattro sezioni. Il primo è “Planets” e si svolge sul palco principale. E per trasmettere euforia, non c’è niente di meglio che andare al ritmo funk che batte in Adventure of a lifetime, secondo brano del repertorio, recuperato dal loro settimo album A head full of dreams, già con i braccialetti funzionanti al massimo. Il secondo atto, “Moons”, si svolge in chiave “unplugged” su un piccolo palco al centro della pista. Poi, già situata nel terzo atto, Stars e l’anonima Human heart, cantata in duetto con un pupazzo che sembra preso dai muppets. Il quarto atto, battezzato “Home” e preceduto da un breve discorso di Louis Armstrong.

Insomma, che siano canzoni grandiose o banali, il loro prezioso packaging e la professionalità del gruppo nell’interpretarle rendono la messa in scena impeccabile.

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