Disco

Blanco: mi volevano in galera

Il giovane bresciano attacca la Rai per i “calci alle rose” durante la sua esibizione a Sanremo: «Hanno pensato di più a buttare merda su un ragazzo di vent’anni». Nel nuovo album “Innamorato”, in uscita il 14 aprile, un duetto eccellente con Mina: «Lei però non l’ho mai incontrata, non ci ho parlato neanche al telefono. Il bello di questa collaborazione è che è venuta fuori una cosa moderna»

Dovrebbe presentare il suo nuovo album Innamorato, in uscita il 14 aprile, con dentro un duetto eccellente con Mina, Un briciolo di allegria, ma ancora la lingua batte dove il dente duole: Sanremo. In particolare, le polemiche suscitate dai calci alle rose durante la sua esibizione all’ultima edizione del Festival. «Escluso Amadeus, che è stato buono, hanno giocato su questo incidente che ha fatto una hype incredibile a Sanremo. Hanno pensato di più a buttare merda su un ragazzo di vent’anni. Però intanto hanno intanto mangiato su questa cosa», accusa Blanco.

Invece di un più ponderato e furbo mea culpa per mettere a tacere definitivamente le polemiche, Blanco getta benzina sul fuoco e attacca la Rai, che secondo lui ha strumentalizzato la scenata di un ragazzo per creare attenzione, e quindi reazioni social, polemiche, commenti, meme, ascolti intorno al Festival. Per la prima volta spiega nei dettagli la dinamica dell’incidente: «Già alle prove avevo segnalato questo problema dell’audio nelle cuffie e mi avevano detto che sarebbe stato risolto la sera stessa. Prima ho cantato Brividi e tutto era più o meno normale, anche se all’inizio sentivo qualcosa di strano. Appena è partita L’isola delle rose, ho sentito un rumore, così ho tolto la cuffia. Ho guardato per chiedere aiuto, poi me la sono rimessa. Poi ho detto: non sento la voce, cosa che loro non hanno riportato perché sono dei paraculi. Anzi, mi hanno detto: vai avanti. Loro ti dicono: basta che alzi la mano e si rifà. Non è vero, ci sono i tempi televisivi, tante cose. È una stronzata». Da qui la rabbia: «Ovviamente mi sono incazzato, mi è partita la brocca. Era già previsto che spaccassi le rose nella mia esibizione, ma non così, poi è scivolata di mano la situazione».

«Mi volevano in galera», accusa riferendosi alla notizia secondo cui Blanco era stato indagato dalla Procura di Imperia con l’accusa di danneggiamento, reato previsto all’articolo 635b del Codice Penale, e con il rischio di essere punito con la reclusione da uno a cinque anni.

La copertina dell’album

Vada come Vada, come canta in un brano di Innamorati, il ventenne bresciano spera di chiudere l’increscioso episodio con questo nuovo album definito «di transizione, a partire dal titolo stesso: essere innamorato è una fase di transizione, si è innamorati per dei mesi, non per sempre. Io stesso sto vivendo questo periodo della mia vita come un momento di transizione». Unica – e nobilissima – collaborazione, quella di Mina, «la regina della musica italiana», per il brano Un briciolo di allegria, dialogo tra due generazioni distanti che trovano un terreno comune.

«E pensare che il pezzo così com’era neanche mi convinceva», racconta Blanco, all’anagrafe Riccardo Fabbriconi. «Allora ho detto chiamiamo Mina e ovviamente mi hanno tutti mandato affanculo. E invece… Lei però non l’ho mai incontrata, non ci ho parlato neanche al telefono. Quando sono andato a Lugano, nel suo studio di registrazione, ho conosciuto il figlio e il nipote. Proprio il nipote mi ha raccontato che Mina gli aveva girato un mio video di Notti in bianco in acustico, a lei era piaciuta molto la foga che mettevo nel cantare. Per me la musica non ha tempo e questa canzone con Mina lo dimostra. Il bello di questa collaborazione è che è venuta fuori una cosa moderna. Mina guarda sempre avanti, non rimane ferma. Il fatto che abbia deciso di realizzare un pezzo con me, offrendomi una grande opportunità, fa capire subito quanto sia moderna e attenta alla musica di adesso Resta una dea irraggiungibile. Un’artista che guarda sempre avanti, in evoluzione». 

Un briciolo di allegria è solo uno dei tasselli, tra i più preziosi, che vanno a comporreInnamorato, il secondo album in studio di Blanco (dopo il clamoroso successo di Blu Celeste), anticipato dal singolo L’Isola delle rose. Blanco torna con tutta la sua autenticità, la sua sfrontatezza, spogliandosi di ogni sovrastruttura. Dodici canzoni, «non solo sull’amore, ma sulla vita, sulla famiglia, su tante cose». In più di una canzone si coglie il riferimento alle droghe. «Ogni tanto mi drogo», dice sorridendo, e lascia nel dubbio se credergli o meno per poi aggiungere: «Droghe di vita, emozioni». 

Tra i dodici titoli, fa capolino anche Scusa. Qualcosa da farsi perdonare? «No, niente in particolare. A volte mi sento stronzo, ma sono un buono, però capita a volte una giornata sbagliata». 

Blanco durante una delle “serenate” a Firenze

Nell’album prosegue il sodalizio con Michelangelo, che ha curato le produzioni del disco, con beat e strumentali che spaziano dall’elettronica al funk all’utilizzo di synth e sonorità anni Ottanta. Un album che nei giorni scorsi Blanco ha scelto di presentare con “serenate” a sorpresa, appuntamenti con il suo pubblico, nei quali ha eseguito in acustico alcune delle tracce, a Venezia, Firenze, Napoli e Roma.

In estate è atteso per la prima volta negli stadi: il 4 luglio all’Olimpico di Roma e il 20 luglio a San Siro a Milano.

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