Storia

Yoko Ono, 90 anni e ancora incompresa

La vedova Lennon festeggia il compleanno chiedendo di piantare alberi nel mondo. Condannata ingiustamente dai fan dei Beatles per lo scioglimento della band, è arrivato il momento di rivalutarla. «John era il leader e lui decise la fine del gruppo», spiega un esperto del quartetto di Liverpool
Yōko Ono Lennon, nata a Tokyo il 18 febbraio 1933

Alcune persone sono vecchie a 18 anni, altre sono giovani a 90. Il tempo è un concetto che gli umani hanno creato

Yoko Ono

«Alcune persone sono vecchie a 18 anni, altre sono giovani a 90. Il tempo è un concetto che gli umani hanno creato». Sante parole Yoko Ono, che questo 18 febbraio spegnerà 90 candeline. È uno dei pensierini che Yoko Ono appenderà all’“albero dei desideri” virtuale creato per lei dal figlio Sean Ono Lennon. Sarà una installazione online, ispirata al primo “albero dei desideri” creato da Yoko nel 1996.

È un’antica usanza giapponese quella di scrivere un desiderio su un foglietto e poi appenderlo al ramo di un albero: «Da lontano, con quei foglietti mossi dal vento, sembrano alberi in fiore», aveva spiegato l’artista all’epoca della installazione originaria. Da allora la vedova di John Lennon ha raccolto quasi due milioni di desideri, sepolti alla base della Imagine Peace Tower in Islanda, da oltre duecento alberi piantati in musei e gallerie di 35 Paesi: nel 2003 uno di questi alberi, un olivo, fu donato dall’artista alla Guggenheim Collection di Venezia e esposto nel giardino del museo (“To Peggy with Love”) vicino alla tomba della fondatrice Peggy Guggenheim di cui Yoko era diventata amica quando le aveva fatto da guida durante una visita in Giappone. 

Oltre ad aprire la pagina online wishtreeforyokoono.com «per dare al mondo intero la possibilità di esprimere un desiderio», Sean Lennon ha incoraggiato gli ammiratori della madre a piantare veri alberi. «Mia mamma non può passare accanto a un albero senza abbracciarlo con entusiasmo», ha spiegato il figlio di John e Yoko. 

Yoko Ono rimane forse la donna più incompresa dei tempi moderni. Per più di 50 anni, ha vissuto come se fosse stata condannata all’ergastolo dal tribunale dell’opinione pubblica per un crimine che non ha commesso. Perché è incredibile che un’estranea possa esercitare tale potere e influenza su John, Paul, George e Ringo fino a far sciogliere i Beatles. È assurdo che questa minuscola donna possa schioccare le dita e causare lo scioglimento della più grande band rock and roll di tutti i tempi, i cui membri erano stati i migliori amici per molti anni. La band morì lentamente e iniziò a sciogliersi quando i ragazzi smisero di fare tournée nel 1966, due anni interi prima che Yoko emergesse. A poco a poco si sono allontanati.

Yoko Ono e John Lennon

Il potere di Lennon nei Beatles

La morte del loro manager, Brian Epstein, nell’agosto 1967, costrinse i Beatles a gestire i loro affari per la prima volta, il che mise a dura prova la loro unità e amicizia. Prima di allora, dovevano solo preoccuparsi di fare musica e creare magie. Epstein si è preso cura del resto.

I successivi disaccordi su chi sarebbe succeduto a Epstein hanno inciso profondamente. E le pressioni per dirigere la loro nuova compagnia, la Apple Corps, si sono rivelate insormontabili per quattro uomini che erano bravissimi a fare musica ma si sono trovati d’un tratto a mettersi nei panni di uomini d’affari.

«Questi fattori hanno sminuito qualsiasi influenza abbia potuto avere Yoko. Lennon, che aveva formato i Beatles da adolescente, sciolse la band», spiega Jon Friedman, che insegna “The Beatles: Their Music, Influence and Legacy” alla Stony Brook University ed è l’autore dell’ebook Goo Goo Ga Joob: Why I Am the Walrus is The Beatles’ Greatest Song. «Lennon era il leader fin dal primo giorno e, come affermava McCartney, aveva il potere di veto. Sia quando fu assunto Epstein come manager, o venne licenziato Pete Best come batterista o deciso di interrompere il tour, nulla è stato fatto senza l’approvazione di Lennon. E, così, Lennon decise di sciogliere i Beatles perché era follemente innamorato di Yoko e voleva passare tutto il suo tempo con lei».

La musa di John

Yoko Ono fece irruzione sulla scena della cultura pop nel 1968, quando divenne l’amante e la musa ispiratrice di Lennon. È nata a Tokyo, figlia di un dirigente bancario. La sua famiglia si è trasferita a New York quando aveva 20 anni e ha frequentato il Sarah Lawrence College. Ha gravitato sulla scena artistica di Manhattan e ha incontrato Lennon a Londra nel 1966, alla vigilia di una delle sue mostre d’arte per una donna.

Si sposarono nel marzo del 1969. I Beatles si sciolsero ufficialmente nell’aprile del 1970, quando McCartney diede la notizia al mondo in un comunicato stampa e opportunamente fece coincidere la sua bomba con la data di uscita del suo primo album da solista, McCartney.

Performance artist, musicista, imprenditrice, magnate, femminista, tafano, pacifista, performer, Yoko Ono ha sicuramente influenzato l’arte di John e la sua felicità. Le prove esistono nelle sue canzoni. Il testo della canzone di John, Imagine, è stato direttamente influenzato dal libro di Yoko, Grapefruit.

Il sangue sugli occhiali che John Lennon indossava il giorno dell’assassinio

Yoko è rimasta sempre al fianco di John fino all’assassinio l’8 dicembre 1980 sotto l’appartamento del Dakota a New York dove lei continua ad abitare. Nei giorni del compleanno sta per uscire un nuovo documentario su quando per una settimana del 1972 lei e John occuparono le onde dell’etere portando per una settimana al popolare Mike Douglas Show, un programma giornaliero guardato da 40 milioni di persone della “Middle America”, i migliori cervelli della controcultura a parlare di empowerment delle donne, diritti civili, l’ambiente in crisi e la violenza politica: tutti temi su cui Yoko, una donna che desidera un mondo senza guerre, si è continuata a impegnare da quando, bambina in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, pativa la fame e con il fratellino Keisuke immaginava di leggere menu tra le nuvole: «Quella è stata la mia prima opera d’arte», commentò un giorno.

Una ventina di album da solista, sette con Lennon (tra i più noti, Wedding AlbumLive Peace in Toronto 1969 e Double Fantasy), mostre in tutto il mondo, le ultime alla Serpentine di Londra, alla Vancouver Art Gallery e alla Kunsthaus di Zurigo, un sito web e oltre 4 milioni e mezzo followers su Twitter: Yoko continua ogni giorno a far sentire la sua voce. Tante celebrità le hanno mandato auguri in vista del novantesimo compleanno, a partire dall’altro Beatle, Ringo Star, la rockstar Elton John col marito David Furnish, Julian Lennon, figlio di John e della prima moglie Cynthia, la star degli Oasis, Liam Gallagher, e la fotografa Annie Leibovitz. 

2 Comments

  • Robert Febbraio 18, 2023

    Può anche darsi che Yoko Ono non sia stata la causa diretta dello scioglimento dei Beatles, scioglimento che invece fu voluto proprio da John.
    Ma nulla mi toglie dalla mente che se Yoko non fosse entrata nella vita di John, le cose sarebbero andate diversamente.

  • Dario Febbraio 24, 2023

    Incompresa perché non c’è proprio niente da capire. Fuffa contemporanea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *