– Fra memoria e futuro, i pugliesi Yarákä e i campani Ra di Spina sono fra i protagonisti al Worldwide Music Expo che quest’anno si svolge in Finlandia. I due progetti sono accomunati dalla ricerca sulla ritualità
– Il trio tarantino: «Il filo conduttore è il rapporto fra Dio e l’uomo, il percorso che parte dalla terra e che utilizza l’invocazione per comunicare con la divinità». Al centro della ricerca c’è l’esorcizzazione di un male
– Il gruppo partenopeo raccoglie le tracce lasciate dai viaggi di Alan Lomax, da Rosa Balistreri e Concetta Barra, e le portano altrove, dentro chitarre elettriche, elettronica, percussioni tribali, intrecciando vocalità
C’è un suono che non appartiene al passato ma continua a vibrare nel presente. È quello delle voci del Sud, custodite per secoli nelle case, nei campi, nei cortili, e che oggi tornano a vivere grazie a chi ha scelto di rimetterle in circolo. E le voci del Sud anche quest’anno sono tra i protagonisti del Womex, Worldwide Music Expo, la principale fiera musicale europea che riunisce oltre 20mila delegati provenienti da tutto il mondo, con un’azione di promozione del sistema musicale regionale e nazionale.
Due sono le formazioni che riscalderanno il pubblico di Tampere, in Finlandia, sede dell’edizione 2025 della manifestazione: dalla Puglia, ormai ospite fissa della rassegna, arriva il trio Yarákä, del quale segnalisonori si è occupato due anni fa in occasione della pubblicazione dell’album Curannera, mentre è un progetto napoletano Ra di Spina. I due progetti sono accomunati dalla ricerca sulla ritualità.

Yarákä, è un trio di musicisti di Taranto. Il nome che si sono dato deriva dall’unione di tre parole della lingua tupi-guaraní, un dialetto amazzonico. Racchiude i quattro elementi fondamentali della natura: terra, fuoco, aria e acqua. E Yarákä è il nome del progetto avviato nel 2015 da tre musicisti pugliesi che studiano il rapporto fra la natura, l’uomo e il divino: Gianni Sciambarruto (berimbao, chitarra, saz, doromb, voce), Virginia Pavone (voce, flauto armonico, tamburo sciamanico) e Simone Carrino (tamburello, riq, daf, kanjira, troccola, voce).
La cultura brasiliana di matrice africana è stata il punto di partenza di questa ricerca fra il sacro e il profano, fra ritualità ancestrali ed etnie primordiali. Otto anni dopo, il viaggio riprende dalla città vecchia di Taranto e il mondo magico e misterioso del Brasile “nero” si incontra con la le invocazioni del Sud dell’Italia nell’album Curannera, appena pubblicato dall’etichetta Zero Nove Nove.
«Abbiamo scoperto che c’è uno stretto contatto fra la ritualità di matrice africana e quella nostra», spiega Simone Carrino. «Il filo conduttore è il rapporto fra Dio e l’uomo, il percorso che parte dalla terra e che utilizza l’invocazione per comunicare con la divinità».
Al centro della ricerca c’è l’esorcizzazione di un male, che è poi all’origine del tarantismo, con tutti i suoi derivati, pizzica compresa. «Esatto. Il tarantismo è l’esempio dell’esorcizzazione del male nella cultura del Sud dell’Italia. Si cerca di allontanare un male o una paura attraverso il canto ancestrale, una invocazione al dio. Rappresenta il binomio sacro e profano. La guarigione è il fine. La “curannera” è una figura sciamanica, che guarisce i mali fisici e spirituali».

S’intitola Vocazioni l’album dei Ra di Spina, un progetto coltissimo e ambizioso, incentrato sulla voce. Voci che si intrecciano, radici che pulsano, un suono che unisce passato e futuro. I Ra di spina – guidati da Laura Cuomo con Alexsandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra e produzione) e Francesco Paolo Manna (percussioni) – sono un progetto che fonde tradizione e sperimentazione, trasformando il canto popolare in un’esperienza corale ed elettronica. Raccolgono le tracce lasciate da Alan Lomax nei suoi viaggi, dalle figure potenti come Rosa Balistreri e Concetta Barra, e le portano altrove, dentro chitarre elettriche, elettronica, percussioni tribali.
«Ra di Spina nasce dal desiderio profondo di creare polifonia: voci che si intrecciano, che cantano insieme, ridando vita alle melodie popolari del Sud Italia. Questi canti, prima amati e riconosciuti, sono poi diventati oggetto di studio e approfondimento», spiega Laura Cuomo, cantante, ricercatrice e già voce contralto di Eugenio Bennato nelle Voci del Sud. «La mia formazione affonda le radici nella musica corale, una dimensione che per me ha avuto un valore salvifico. Il canto corale mi ha educato all’ascolto dell’altro, alla condivisione autentica attraverso il suono. Con Ra di Spina ho voluto stilizzare e reinterpretare questa esperienza, trasformandola in un progetto in cui la coralità incontra la tradizione. Il nome “Ra di Spina” in realtà non vuol dire nulla di specifico. Ha un bel suono e invoca le radici e la ruvidezza del suono che caratterizza il progetto».
Anche quest’anno Puglia Sounds ha realizzato dei materiali promozionali specifici – distribuiti ai delegati internazionali presenti al Womex – per supportare le attività degli operatori presenti e promuovere i festival e la ricca scena world regionale. Infine, grazie alla sinergia con ARTI Puglia, è rinnovata la presenza di operatori di Luoghi Comuni, iniziativa delle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI, che partecipano al Womex con uno stand per seguire le attività e realizzare dirette, interviste ai protagonisti, podcast e contenuti inediti trasmessi sul sito web pugliasounds.it, sul blog di Luoghi Comuni e attraverso le web radio Inext Radio, Rare Tracce, AltreMenti, RUTTS, In Punta di Tacco, Podcap 73100 e AWA.
Presente anche quest’anno Assomusica, tra i promotori del Padiglione ITALY@WOMEX, hub di incontri, showcase, workshop e networking internazionale, volto a creare nuove opportunità di collaborazione e a promuovere la vitalità del sistema musicale e culturale nazionale. Il Padiglione nasce come uno spazio condiviso dove artisti, professionisti e imprese si incontrano per raccontare l’identità musicale italiana contemporanea, in equilibrio tra radici millenarie e visione innovativa.
