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Disco e film per i 75 anni di RINO GAETANO

– Il 29 ottobre, giorno in cui il cantautore calabrese avrebbe festeggiato il compleanno, esce l’inedito “Un film a colori (Jet set)”, anticipo della riedizione del suo ultimo album “E io ci sto” che sarà pubblicato il 21 novembre
– Il 24 novembre nelle sale italiane sarà proiettato “Rino Gaetano sempre più blu” di Giorgio Verdelli, presentato in anteprima alla Festa del Cinema, viaggio tra memorie, taccuini privati, interviste che sembrano confessioni

Cinquant’anni dopo quel lampo chiamato Ma il cielo è sempre più blu, la voce ruvida, lucida e geniale di Rino Gaetano risuona ancora, più viva, più necessaria, più nostra. E lo fa nella riedizione di E io ci sto –  in uscita il prossimo 21 novembre, anticipato dalla bonus track inedita Un film a colori (Jet set)” il 29 ottobre nel giorno in cui avrebbe compiuto 75 anni – e con un film, al cinema il 24, 25 e 26 novembre, che non è una biografia, ma un viaggio, un sogno a occhi aperti: un ritratto a più mani, scritto da Giorgio Verdelli e Luca Rea, con la regia dello stesso Verdelli.

La riedizione di “E io ci sto”

L’album, pubblicato nel 1980, è il ritratto dell’Italia di un artista libero e visionario, capace di trasformare la realtà in racconto, mescolando sogno e disincanto. E io ci sto è una satira feroce del mondo dello spettacolo, una critica al conformismo, una disanima delle dinamiche di potere ancora molto attuale.

Prodotto e arrangiato dal contrabbassista Giovanni Tommaso, l’album dimostra ancora una volta una libertà intellettuale senza pari, che ha sempre contraddistinto la produzione di Rino Gaetano. Fu l’ultimo album di inediti prima della tragica scomparsa a soli 30 anni nel 1981.

Il film mosaico di voci

Un assaggio della bonus track inedita è presente nel film Rino Gaetano sempre più blu di Giorgio Verdelli, presentato in anteprima alla Festa del Cinema. Il film è un ritratto corale e intimo del cantautore, un viaggio tra memorie, taccuini privati, interviste che sembrano confessioni radiofoniche rubate all’incredibile parabola umana e artistica di un artista capace di raccontare il disagio e la bellezza della sua epoca in modo tagliente. Un cantautore in grado di camminare in bilico tra satira e poesia, tra genio e provocazione.

Un mosaico di voci. Dalla sorella Anna Gaetano al nipote Alessandro, dagli amici di sempre come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Ernesto Bassignano, agli eredi spirituali come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere, Giordana Angi. Il docufilm ricostruisce l’uomo oltre il mito, il poeta sotto il cappello. E poi c’è Tommaso Labate, che a bordo di una Fiat 128 ci riporta nei luoghi della Calabria di Rino, mentre la narrazione – affidata alla voce di Peppe Lanzetta, e ai timbri intensi di Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino – ci svela un Rino più intimo, universale, profondamente nostro.

Tra un pensiero tagliente e una risata disarmante, tra l’intervista con Enzo Siciliano, futuro presidente della Rai, in cui mette a fuoco il suo stile compositivo e le riflessioni mai scontate sul senso della sua musica, la sua voce torna ad accendersi. A vibrare. E a completare il ritratto, tre lenti speciali, quelle di Carlo Massarini, Andrea Scanzi e Pietrangelo Buttafuoco. Tre sguardi per rileggere l’opera di Rino al di là delle etichette, delle caricature, delle nostalgie.

«Da molto tempo volevo realizzare un docufilm su Rino Gaetano, lo avevo conosciuto nel 1978, era in vacanza nel villaggio turistico dove facevo il deejay e mi chiedeva di suonare dischi reggae, diventammo amici e in seguito mi regalò un provino della versione inglese di Gianna (Gina)», racconta il regista. «L’intento era quello raccontare Rino a 360 gradi immerso negli eventi dei formidabili anni Settanta e ascoltarlo dai suoi programmi alla radio e nei concerti, scoprendo le sue passioni musicali, quella per Pino Daniele, Bob Marley, e per Enzo Jannacci, che Rino diceva di aver visto persino al Derby. Rino Gaetano ha il potere di fermarci in una giovinezza eterna come le sue canzoni con il sorriso amaro della consapevolezza che “Tutto cambia per restare sempre uguale”».

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