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Peppe Servillo: porto Lucio Dalla in Sudamerica

Il “trio delle meraviglie” formato dalla voce degli Avion Travel e dagli argentini Javier Girotto e Natalio Mangalavite giovedì a Noto con il fortunato spettacolo “L’anno che verrà”, omaggio al cantautore bolognese. «Insieme con l’Orchestra di Piazza Vittorio in settembre chiuderemo la trilogia sul periodo in cui l’autore di “Piazza grande” lavorò con il poeta Roberto Roversi»

Un percorso ormai consolidato quello di Peppe Servillo, che dopo aver affrontato il repertorio di Frank Zappa e quello di Domenico Modugno con Uomini in frac (che vedeva sul palco anche straordinari jazzisti del calibro di Bosso, Girotto, Marcotulli, Di Castri e Barbieri) è proseguito con gli omaggi dedicati ad Adriano Celentano (Memorie di Adriano), Lucio Battisti (Pensieri e Parole), Paolo Conte (Danson metropoli, con la Piccola Orchestra Avion Travel) e Renato Carosone (Carosonamente con il Solis String Quartet, pubblicato lo scorso anno). Un percorso che intende abbattere i confini tra il mondo della canzone e quello del jazz e dell’improvvisazione, portando il pubblico all’interno della grande Musica, con la emme maiuscola, e avvolgendolo in una magia di suoni.

L’anno che verrà, l’omaggio a Lucio Dalla, va oltre anche i confini geografici, gettando un ponte fra l’Italia e il Sudamerica. Al fianco dell’interprete casertano, infatti, due personalità artistiche, provenienti da culture musicali diverse, ricche e versatili in cui non difetta estro, capacità interpretativa e innata voglia d’improvvisare: i due musicisti argentini Javier Girotto (sassofoni) e Natalio Mangalavite (pianoforte e tastiere).

Un “trio delle meraviglie” dal quale nasce uno straordinario concerto, un incastro musicale perfetto, un continuo stimolo con la voglia di inventare insieme nuovi percorsi musicali e nuove “storie” che si potrà ammirare giovedì 20 luglio, inizio ore 21:15, al Chiostro del Collegio dei Gesuiti a Noto. Un recital nel quale le canzoni del cantautore bolognese vengono rilette con un taglio inevitabilmente latino-americano, asciutto e curatissimo nella sapiente miscela di piano acustico, tastiere elettroniche e gli elaborati arabeschi di sax soprano e baritono, il tutto sapientemente avvolto dall’interpretazione vocale di un Servillo particolarmente brillante.

«L’anno che verrà ci sembrava il titolo più indicato, visto gli anni che abbiamo passato e ci auguriamo davvero che… sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno!», affermano i musicisti. «Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta e per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle, canzoni antiche come la terra, ma con dentro un motore che guarda il domani. Dalla ha sempre intercettato il comune sentire traducendolo in forma poetica e popolare, e le sue grandi doti di interprete hanno contribuito non poco a ciò. A noi, il tentativo di rileggere i suoi brani tenendo conto di tutto questo, sperando di indagare e ritrovare nella sua scrittura la capacità di fare della canzone un segnale imprescindibile del nostro cercare la vita, del fare poesia». 

Peppe Servillo,, Javier Girotto e Natalio Mangalavite

«Affrontare questi grandi è un modo per crescere, mettersi alla prova come cantante, grazie anche al fondamentale approccio degli altri due compagni di avventura e al loro modo di fare improvvisazione e anche in questo caso si augura di aver reso un buon servizio all’autore, avvicinato con pudore, rispetto, ma anche grande affetto», commenta Servillo. «Offriamo testimonianza ed omaggio dal nostro punto di vista italo-latino-sudamericano, ricordando che anche in Sudamerica Lucio ha avuto modo di prodursi ed esser apprezzato più e più volte».

La voce degli Avion Travel era consapevole che «l’operazione non fosse esente da rischi, vista l’importanza dell’autore», ma che la loro rilettura è sempre stata guidata «dall’amore e il rispetto per il grande artista, con l’obbligo di affrontare i classici del repertorio ma anche scegliendo brani apparentemente più lineari, più smaccatamente “pop”, che però rilevano, se mai ce ne fosse stato bisogno, la grandezza delle composizioni e del loro autore».

Durante lo spettacolo, oltre ovviamente alla canzone che dà il titolo, L’anno che verrà, si ascolteranno superclassici come Caruso4 marzo 1943Anna e Marco, ma anche canzoni meno note, come La casa in riva al mareCosa vuol dire una lacrima e L’operaio Girolamo. «Felicità è una delle canzoni che ho sempre voglia di cantare», sottolinea Servillo. «Dieci anni fa la Sony chiese di interpretarla come omaggio al suo autore: da allora mi emoziona ogni volta». Insomma, dal Lucio più pop fino a quello più politico, anche per fare capire che un cantautore così non poteva essere incasellato solamente in un genere, e in effetti non lo è stato mai.

Roberto Roversi e Lucio Dalla

Tra l’altro sempre a Dalla, ma al periodo con il poeta Roberto Roversi, è dedicato l’altro lavoro nel quale Servillo è impegnato in quest’estate. S’intitola Nevica sulle mie mani e vede l’interprete casertano coinvolto insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio, dove ritrova Mario Tronco e Peppe D’Argenzio, compagni d’avventura negli Avion Travel. «È il terzo atto di una trilogia fra teatro e musica cominciata con Anidride Solforosa, seguita da Il giorno aveva cinque teste e adesso conclusa con Automobili», annuncia. «Debutterà il 22 settembre a Bologna, nella città di Dalla, dove alcuni giorni fa abbiamo presentato per la prima volta L’anno che verrà con grande successo. Insomma, l’esame l’abbiamo superato».

Nel frattempo, dopo la scomparsa del chitarrista Fausto Mesolella, anche gli Avion Travel sono tornati “on the road”. «Sia in versione grande orchestra, sia nella formazione più tradizionale di quintetto». Il prossimo concerto il 2 agosto a Lecce. «In repertorio tutto il periodo anni Novanta, quello al quale sono più affezionato, il migliore. Il nostro abito bbuono».

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