Storia

Inti Illimani, memoria y futuro

L’incontro fra la leggendaria formazione musicale cilena, ospite per due giorni della comunità di Troina. Da quel concerto del 1982 a Comiso fino allo spettacolo nel paese ennese attraverso l’evento del 2019 a Piazza Armerina

Ho percorso le strade / sono andato per monti / Le vigne m’hanno coperto / della lor tunica verde / ho assaggiato il vino e l’acqua. Tra le mie mani / è volata la farina / è scivolato l’olio / ma è il popolo d’Italia / il prodotto più fine della terra. Sono andato nelle fabbriche / ho conversato con gli uomini / conosco il sorriso / bianco dei volti anneriti / ed è come una dura farina quel sorriso / la terra aspra è il suo mulino. Sono andato / tra i pescatori delle isole / conosco il canto / di un uomo solo…

Pablo Neruda

Bogotà, Barcellona, Roma, Milano, Troina, Monaco, Berlino, Oslo, Stoccolma… Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi cosa ci fa il nome Troina, un paese di montagna dell’entroterra siciliano, in mezzo a grandi capitali? La risposta è nel nuovo tour mondiale degli Inti-Illimani Historico, Imaginacion, memoria y futuro, e nella data 8 settembre 2023. In quel giorno a Troina si è svolto l’unico concerto di tutto il Sud Italia del mitico gruppo cileno.

Nel paese era la vigilia della festa del santo patrono, San Silvestro monaco basiliano. Per l’occasione la comunità ha voluto creare ancora una volta un evento importante e c’è riuscita, grazie anche all’intermediazione amichevole del professore Carmelo Nigrelli e alla disponibilità umana di Horacio Duran, uno dei fondatori storici del gruppo.

Qualche giorno prima l’arrivo degli Inti-Illimani Historico, in paese si chiacchierava. Come fosse una magica conseguenza del nome del tour, per le vie, nelle piazze e nei luoghi di ritrovo la comunità faceva quello che i siciliani sanno fare meglio: immaginava, spolverava la memoria attraverso le proprie testimonianze orali, ipotizzava il futuro e, nel frattempo, con fatica e tenacia costruiva il futuro, anche con quella che Horacio Duran Vidal, durante l’incontro con la comunità troinese, ha definito la «forza trascendente dei fatti minimi».

I fatti minimi e tutti quei momenti brevi che qualcuno può pensare essere senza importanza, a volte diventano avvenimenti fondamentale perché creano le grandi relazioni umane prima per i singoli coinvolti e poi, nel corso del tempo, per intere comunità. Ecco, il nostro concerto di Troina è la magica conseguenza di un fatto minimo avvenuto nel 1982

Horacio Duran Vidal

Le parole di Horacio Duran Vidal fanno riferimento ad un avvenimento accaduto durante il loro concerto a Comiso il 4 aprile 1982 che vede protagonisti il professore Carmelo Nigrelli e la moglie Daniela, che a quel tempo erano due adolescenti di 16 anni.

Dopo le parole di Horacio, Carmelo e Daniela seduti nelle prime file alla Torre Capitania di Troina si scambiano uno sguardo complice. Al telefono, qualche giorno dopo, Carmelo mi racconta cos’è successo quel giorno a Comiso e com’è nata la loro amicizia con Horacio e gli altri componenti degli Inti-Illimani. 

L’evento di Comiso nell’aprile del 1982

«Il 4 aprile 1982 a Comiso c’eravamo migliaia di siciliani e con noi c’erano delegazioni provenienti da ogni parte d’Italia, d’Europa e del Mondo. Alcuni giornali parlarono addirittura di centomila presenze. C’eravamo movimentati per una grande manifestazione per la pace e il disarmo e per dire il nostro NO all’installazione della base atomica a Comiso. La manifestazione si concluse con il concerto degli Inti-Illimani, invitati a partecipare alla manifestazione per il loro impegno pacifista. Io e Daniela siamo saliti sul palco per scattare delle fotografie e conoscere personalmente quelli che già erano dei miti…  Poi il tempo passa e dopo trentasette anni, il 5 ottobre 2019, ci siamo ritrovati con Horacio a Piazza Armerina durante la manifestazione “La Musica Racconta”. Appena ci siamo incontrati tra di noi c’è stato un lungo abbraccio, come se il tempo non fosse mai passato, come se fossimo sul palco di Comiso, e forse un poco sul quel palco ci stiamo ancora. Di sicuro oggi io e Horacio siamo grandi amici e insieme vogliamo continuare ad essere degli ambasciatori della memoria storica, di pace e libertà». 

A Troina gli Inti-Illimani arrivano il 7 settembre. Nel pomeriggio alcuni componenti del gruppo incontrano la comunità nella sala conferenze della Torre Capitania ed è un piacere ascoltare le loro testimonianze.  Loro si raccontano con passione, viaggiando dai grandi avvenimenti storico-politici agli aneddoti quotidiani.

Horacio Duran Vidal e sua moglie Ligia Gallando Heresmann parlano degli antecedenti e delle similitudini di alcuni eventi storici tra il Cile e l’Italia, dei movimenti operai e del movimento della Nueva Cancòn Chilena, della nascita delle organizzazioni sindacali, del colpo di stato avvenuto in Cile e della morte di Salvatore Allende avvenuta durante l’assalto dei militari di Pinochet al palazzo presidenziale di Santiago del Cile, e in relazione ai fatti storici, politici e sociali parlano della musica degli Inti-Illimani, del potere salvifico dell’arte e della bellezza delle piccole cose.

In quei giorni noi eravamo in tour in Europa. L’undici settembre del settantatré eravamo a Roma; la nostra vita è cambiata completamente in un secondo, ma quel tour ci ha salvati. In Cile, in quei giorni, ci furono brutali assassini. Il cantautore Victor Jara, padre della Nuove Cancòn Cjilena, nostro amico e collaboratore, fu torturato brutalmente e assassinato il 16 settembre del 1973 con 44 colpi di pistola… Noi per 15 anni siamo rimasti in Italia come rifugiati politici. L’Italia è diventata la nostra seconda patria. Nel 1988 siamo rientrati in Cile, dov’è sorto il sole dell’Illimani, proseguendo la nostra attività musicale

Horacio Duran Vidal e Ligia Gallando Heresmann 

Dopo i loro interventi, Horacio e Ligia lasciamo la parola a Camilo Salinas, figlio di Horacio Salinas, un altro fondatore storico del gruppo. 

«Io sono Camilo Salinas e appartengo alla generazione più giovane che è entrata a far parte del complesso degli Inti-Illimani. Mio padre Horacio Salinas, Horacio Duran Vidal e José Seves erano gli amici e i compagni di Salvatore Allende; noi, volendo o non volendo, siamo diventati i figli di Salvatore Allende… Io sono nato in Italia durante l’esilio. A quel tempo, date le circostanze della storia, mi sentivo un falso cileno e un vero italiano. Poi, finito l’esilio, tornato in Cile con la famiglia, mi sono trasformato in un falso italiano e un cileno un poco vero…».

Prima del concerto di Troina, nella piazza Matteotti, in molti ricordavano gli spettacoli degli Inti-Illimani degli anni Settanta e Ottanta. Qualcuno ricordava i loro capelli lunghi, le barbe e il poncho etnico, etico e rivoluzionario; altri ricordavano il senso di meraviglia nell’ascoltare i suoni magici di strumenti musicali come il “charango” o il flauto di pan le cui note andine li trasportava in luoghi immaginari, generando desideri di libertà; altri ancora ricordavano per dire semplicemente io c’ero.  

Ma in piazza, quella sera, c’erano anche i giovani. Alcuni di loro forse solo per curiosità o per la voglia sana di stare insieme; altri perché legati a nuovi ideali di giustizia e solidarietà; altri ancora per ascoltare della buona musica suonata dal vivo, la musica di un gruppo Historico che con le loro atmosfere sonore continua dopo 57 anni a regalarci viaggi immaginari in mondi migliori. Una realtà musicale quella degli Inti-Illimani ormai rara ma vera, che con più di 300 canzoni all’attivo riesce ad unire popoli apparentemente lontani, come dagli Appennini alle Ande, come con i due canti che hanno concluso il concerto, El pueblo unido jamás será vencido e Bella Ciao. Con qualche pugno chiuso levato al cielo…

2 Comments

  • Lina Settembre 23, 2023

    Che belle e toccanti parole
    Sono onorata di avere amici in comune e come se fossi un po’ amica di questo “gruppo”

  • Felice Cacciato Settembre 23, 2023

    Mi sento un privilegiato per potervi avere partecipato!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *