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David 2026, trionfa “Le città di pianura”

– Il film di Francesco Sossai conquista 8 statuette, fra cui quelle più importanti come miglior pellicola e regia. A bocca asciutta Paolo Sorrentino con “La grazia”. Le palermitane Margherita Spampinato e Aurora Quattrocchi (83 anni) vincono con “Gioia mia” rispettivamente come regista esordiente e attrice protagonista. Tutti i vincitori. La lunga maratona tv condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti
– Buon risultato per “Primavera” di Damiano Michieletto con quattro premi. La “miglior canzone originale” è del “carneade” Krano che ha la meglio sui più quotati Brunori Sas, Levante, Nine Inch Nails e Checco Zalone (grande assente alla serata). “Everyday in Gaza” di Omar Rammal vince fra i cortometraggi e l’appello “Free Palestina” è stato più volte lanciato durante la diretta tv su Rai1

Trionfa Le città di pianura di Francesco Sossai con otto statuette, La Grazia di Paolo Sorrentino, che aveva quattordici candidature, rimane a bocca asciutta: la cerimonia dei David di Donatello, aperta da Annalisa in versione Broadway, si celebra senza grandi emozioni, ma è carica di buone intenzioni. Chi vince si scaglia contro chi non difende il cinema, contro chi scatena le guerre, contro chi dimentica i lavoratori dello spettacolo, c’è chi difende la Global Sumund Flottilla, chi invoca la Palestina libera e anche chi, come la palermitana Aurora Quattrocchi (83 anni), miglior attrice per Gioia Mia, urla al microfono tutta la sua gioia per il suo «meravigliosissimo premio».

Flavio Insinna, il conduttore, affiancato da Bianca Balti, va di corsa, fa quel che può, «il maestro Sorrentino mi ha chiesto di andare veloce». Infila battute, stempera, ma i premi da consegnare sono tanti.  Le città di pianura di Francesco Sossai si aggiudica i premi più ambiti, miglior film, miglior regia, miglior produttore e miglior protagonista con Sergio Romano. «La libertà è non avere paura e io l’ho imparato grazie a questo film», commenta commosso Sossai alla fine della lunga serata. A consegnargli il premio per la miglior regia è Matthew Modine, a Roma per girare una commedia romantica, che ricorda a tutti «che il cinema italiano fa film per farci ricordare cosa vuol dire essere umani». 

 Primavera di Damiano Michieletto ottiene quattro David, Le assaggiatrici di Silvio Soldini e La città proibita di Gabriele Mainetti ne portano a casa tre. Un solo David  per  Fuori di Mario Martone, quello per la miglior attrice non protagonista a Matilda De Angelis, che apre la scia di discorsi sul palco: «In questo momento il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale importante e mi dispiace che si debba sempre arrivare a questa metaforica morte per accorgerci di avere qualcosa di bello tra le mani», sottolinea l’attrice. «Mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un’intera categoria per ricordarci che esiste che è quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo che sono la mia famiglia».

Aurora Quattrocchi premiata da Raoul Bova

Lino Musella, David per il miglior attore non protagonista per Nonostante, ricordando quel che disse Robert De Niro «l’arte è una minaccia per gli autocrati e fascisti», rilancia: «Penso che il cinema possa essere una minaccia, come il teatro, la musica, la poesia e la solidarietà umana, quindi ringrazio tutte le donne e gli uomini della Global Sumund flottilla e tutti quelli che si espongono tutti i giorni contro gli orrori del mondo e non smetterò mai di dire Palestina libera».

Il grande assente è Checco Zalone, il suo Buen camino vince il David dello spettatore, ma a ritirare il premio ci sono solo i produttori, ulteriore dimostrazione che il mondo del David non fa per Luca Medici: era stato al Quirinale, ed è bastato così.

Una standing ovation accoglie sul palco il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro, premiato da una commossa Stefania Sandrelli con il premio speciale Cinecittà, così come in piedi viene salutato un ironico Gianni Amelio che riceve il suo David alla carriera e annuncia il suo prossimo film Nessun dolore. Bruno Bozzetto si compiace per il suo David speciale «perché è la dimostrazione che ho fatto il cinema e non solo disegni animati per i bambini».

Il miglior esordio alla regia lo porta a casa la palermitana Margherita Spampinato per Gioia Mia, il miglior film documentario è Roberto Rossellini – Più di una vita, mentre il miglior cortometraggio è Everyday in Gaza di Omar Rammal che confessa: «Ho voluto raccontare la quotidianità delle persone che cercano di sopravvivere tra le macerie di Gaza».

Tutti i premiati

Miglior film

Il regista Francesco Sossai riceve il David per il film “Le città di pianura”
  • Cinque secondi — prodotto da Marco Belardi per Greenboo Production, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Marco Cohen, Daniel Campos Pavoncelli, Alessandro Mascheroni per Indiana Production, Ester Ligori per Motorino Amaranto, in collaborazione con Sky, Playtime — regia di Paolo Virzì
  • Fuori — prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri per Indigo Film, con Rai Cinema, Annamaria Morelli per The Apartment società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Toufik Ayadi, Christophe Barral per SRAB Films, Jean Labadie, Alice Labadie per Le Pacte Production in collaborazione con Fremantle — regia di Mario Martone
  • La grazia — prodotto da Annamaria Morelli per The Apartment società del gruppo Fremantle, Paolo Sorrentino per Numero10, Andrea Scrosati per Fremantle e Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per Piperfilm — regia di Paolo Sorrentino
  • Le assaggiatrici — prodotto da Lionello Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co., in collaborazione con Joseph Rouschop per Tarantula (Belgio), Katrin Renz e Stefan Jäger per Tellfilm (Svizzera) — regia di Silvio Soldini
  • Le città di pianura — prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter — regia di Francesco Sossai

Miglior regia

  • Fuori — Mario Martone
  • La città proibita — Gabriele Mainetti
  • La grazia — Paolo Sorrentino
  • Le assaggiatrici — Silvio Soldini
  • Le città di pianura — Francesco Sossai

Miglior esordio alla regia

La palermitana Margherita Spampinato premiata come regista esordiente per il film “Gioia mia”
  • Breve storia d’amore — Ludovica Rampoldi
  • Gioia mia — Margherita Spampinato
  • La vita da grandi — Greta Scarano
  • Paternal leave — Alissa Jung
  • Tienimi presente — Alberto Palmiero

Miglior produttore

  • Duse — Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni per Palomar (Mediawan Company), Benedetta Cappon per Avventurosa, con Rai Cinema, in collaborazione con Piperfilm, Alexandra Henochsberg, Pierre-François Piet per Ad Vitam Films
  • Gioia mia — Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco
  • Le assaggiatrici — Lionello Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co., in collaborazione con Joseph Rouschop per Tarantula, Katrin Renz e Stefan Jäger per Tellfilm
  • Le città di pianura — Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter
  • Un film fatto per bene — Andrea Occhipinti per Lucky Red, Marco Alessi per Dugong Films, in collaborazione con Beatrice Bulgari per Eolo Film Productions

Miglior attrice protagonista

  • Duse — Valeria Bruni Tedeschi
  • Elisa — Barbara Ronchi
  • Fuori — Valeria Golino
  • Gioia mia — Aurora Quattrocchi
  • La grazia — Anna Ferzetti
  • Primavera — Tecla Insolia

Miglior attore protagonista

Sergio Romano premiato come “miglior attore protagonista” per il film “Le città di pianura”
  • Cinque secondi — Valerio Mastandrea
  • Il nibbio — Claudio Santamaria
  • La grazia — Toni Servillo
  • Le città di pianura — Pierpaolo Capovilla
  • Le città di pianura — Sergio Romano

Miglior attrice non protagonista

  • Breve storia d’amore — Valeria Golino
  • Cinque secondi — Valeria Bruni Tedeschi
  • Diva Futura — Barbara Ronchi
  • Fuori — Matilda De Angelis
  • La grazia — Milvia Marigliano
  • Tre ciotole — Silvia D’Amico

Miglior attore non protagonista

Lino Musella “miglior attore non protagonista” per il film “Nonostante”
  • 40 secondi — Francesco Gheghi
  • Ammazzare stanca – autobiografia di un assassino — Vinicio Marchioni
  • Duse — Fausto Russo Alesi
  • Le città di pianura — Roberto Citran
  • Le città di pianura — Andrea Pennacchi
  • Nonostante — Lino Musella

Miglior casting

  • 40 secondi — Marco Matteo Donat-Cattin, Federica Baglioni
  • Gioia mia — Margherita Spampinato, Giulia Tarquini
  • La grazia — Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni
  • Le assaggiatrici — Laura Muccino, Liza Stutzky
  • Le città di pianura — Adriano Candiago

Miglior sceneggiatura originale

  • Cinque secondi — Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
  • Duse — Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
  • Gioia mia — Margherita Spampinato
  • La grazia — Paolo Sorrentino
  • Le città di pianura — Francesco Sossai, Adriano Candiago

Miglior sceneggiatura non originale

  • 40 secondi — Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi
  • Elisa — Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
  • Fuori — Mario Martone, Ippolita Di Majo
  • Le assaggiatrici — Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia
  • Primavera — Ludovica Rampoldi

Miglior scenografia

  • Duse — Gaspare De Pascali (scenografia), Carlotta Desmann (arredamento)
  • La città proibita — Andrea Castorina (scenografia), Marco Martucci (arredamento)
  • La grazia — Ludovica Ferrario (scenografia), Laura Casalini (arredamento)
  • Le assaggiatrici — Paola Bizzarri, Igor Gabriel (scenografia)
  • Le città di pianura — Paula Meuthen (scenografia), Emilia Bonsembiante (arredamento)

Migliori costumi

Una scena del film “Primavera” di Damiano Michieletto
  • Duse — Ursula Patzak
  • La città proibita — Susanna Mastroianni
  • La grazia — Carlo Poggioli
  • Le assaggiatrici — Marina Roberti
  • Primavera — Maria Rita Barbera, Gaia Calderone

Miglior trucco

  • Duse — Maurizio Fazzini
  • La grazia — Paola Gattabrusi
  • Le assaggiatrici — Esmé Sciaroni
  • Primavera — Vincenzo Mastrantonio, Adele Di Trani, Emanuele De Luca)
  • Queer — Fernanda Perez, Jason Hamer)

Miglior acconciatura

  • Fuori — Marco Perna
  • Il maestro — Teresa Di Serio
  • Le assaggiatrici — Samankta Mura
  • Primavera — Marta Iacoponi
  • Queer — Massimo Gattabrusi

Miglior autore della fotografia

Una scena del film “La città proibita”
  • Duse — Marco Graziaplena
  • La città proibita — Paolo Carnera
  • La grazia — Daria D’Antonio
  • Le assaggiatrici — Renato Berta
  • Le città di pianura — Massimiliano Kuveiller

Miglior montaggio

  • 40 secondi — Vincenzo Alfieri
  • Fuori — Jacopo Quadri
  • Il maestro — Giogiò Franchini
  • La città proibita — Francesco Di Stefano
  • La grazia — Cristiano Travaglioli
  • Le città di pianura — Paolo Cottignola

Miglior suono

  • Fuori — presa diretta Maricetta Lombardo; montaggio del suono Silvia Moraes; creazione suoni Piergiorgio De Luca; mix Giancarlo Rutigliano
  • La città proibita — presa diretta Angelo Bonanni; montaggio del suono Giulio Previ; creazione suoni Mirko Perri; mix Michele Mazzucco
  • Le assaggiatrici — presa diretta Antoine Vandendriessche; montaggio del suono Daniela Bassani; creazione suoni Stefano Grosso; mix Giancarlo Rutigliano
  • Le città di pianura — presa diretta Marco Zambrano; montaggio del suono Francesco Mauro; creazione suoni Sebastian Pablo Poloni; mix Francesco Tumminello
  • Primavera — presa diretta Gianluca Scarlata; montaggio del suono Davide Favargiotti; creazione suoni Daniele Quadrioli; mix Nadia Paone

Miglior compositore

  • La città proibita — Franco Amurri
  • Le assaggiatrici — Mauro Pagani
  • Le città di pianura — Krano
  • Primavera — Fabio Massimo Capogrosso
  • Queer — Trent Reznor & Atticus Ross

Miglior canzone originale

  • Arrivederci tristezza (Arrivederci tristezza)— Brunori Sas (musica, testi e interpretazione)
  • La prostata enflamada (Buen Camino) — musica e testi di Luca Medici, Antonio Iammarino — interpretata da Checco Zalone
  • Follemente (Follemente) — musica e testi di Claudia Lagona — interpretata da Levante
  • Ti (Le città di pianura) — musica e testi di Krano — interpretata da Krano
  • Vaster than empires (Queer) — musica di Trent Reznor & Atticus Ross, testi di Trent Reznor, William Burroughs, Atticus Ross — interpretata da Caetano Veloso, Trent Reznor, Atticus Ross

Migliori effetti visivi – VFX

  • Itaca – Il ritorno — supervisore Gaia Bussolati; producer Enrico Bernocchi
  • La città proibita — supervisore Stefano Leoni; producer Andrea Lo Priore
  • La grazia — supervisore Rodolfo Migliari; producer Lena Di Gennaro
  • La valle dei sorrisi — supervisore Giuseppe Squillaci; producer Daniele Mischianti
  • Queer — supervisore Marco Fiorani Parenzi; producer Virginia Cefaly

Miglior cortometraggio

  • Astronauta — di Giorgio Giampà
  • Ciao, Varsavia — di Diletta Di Nicolantonio
  • Everyday in Gaza — di Omar Rammal
  • Festa in famiglia — di Nadir Taji
  • Tempi supplementari — di Matteo Memè

Miglior film documentario

  • Bobò — di Pippo Delbono
  • Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra — di Roberto Andò
  • Roberto Rossellini – Più di una vita — di Ilaria De Laurentis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
  • Sotto le nuvole — di Gianfranco Rosi
  • Toni, mio padre — di Anna Negri

Premio alla carriera

Il regista Gianni Amelio
  • Gianni Amelio

David speciale

  • Bruno Bozzetto
  • Ornella Muti
  • Vittorio Storaro

David dello spettatore

  • Buen Camino di Gennaro Nunziante

Miglior Film Internazionale

  • Io sono ancora qui — di Walter Salles
  • La voce di Hind Rajab — di Kaouther Ben Hania
  • The Brutalist — di Brady Corbet
  • Un semplice incidente — di Jafar Panahi
  • Una battaglia dopo l’altra — di Paul Thomas Anderson

David giovani

  • 40 secondi — di Vincenzo Alfieri
  • La grazia — di Paolo Sorrentino
  • Le assaggiatrici — di Silvio Soldini
  • Le città di pianura — di Francesco Sossai
  • Per te — di Alessandro Aronadio

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