– Nel trentesimo anniversario della morte di Hugo Pratt, l’immensa biblioteca del fumettista che ha cambiato le regole del fumetto apre al pubblico in Svizzera. «Un viaggio è una ricerca che nasce dalla lettura», era solito ripetere il padre del Marinaio Universale. «In ogni sua storia ci sono riferimenti alla letteratura e alla storia»
– «Questi libri, nel loro insieme, ne raccontano la formazione, la vita, i viaggi, gli interessi, la sua curiosità, in una sola parola, il suo immaginario». I visitatori possono immergersi in un mondo reale e immaginario, e imbattersi in opere sui gatti veneziani, sulla criminologia, sull’esoterismo, una miriade di mappe e atlanti
«Il mio nome è Corto, Corto Maltese. Sono nato a Malta, il 10 luglio del 1887, almeno così mi dicono. Della mia prima infanzia ricordo una bandiera piena di croci e una barba rossa, quella di mio padre. Mia madre? Una gitana di Siviglia. Era talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò follemente». Così nel 1967 il mitico personaggio nato dalla matita di Hugo Pratt si presentava per la prima volta ai suoi lettori. Da quel momento in poi l’amato marinaio – protagonista dell’omonima serie a fumetti – avrebbe solcato mari e combattuti nemici, per un totale di trentadue storie tutte da collezionare: dal volume d’esordio Una ballata del mare salato, ritenuto un classico del genere, fino all’ultimo Oceano nero, pubblicato nel 2021.
Per immergersi in quel mondo fantastico, dopo un lungo lavoro di catalogazione e archiviazione, l’immensa biblioteca di Hugo Pratt è finalmente aperta al pubblico. Si trova presso il Villars Palace Hotel a Villars-sur-Ollon, vicino a Losanna (Svizzera), ed è visitabile su appuntamento. Questo mercoledì 20 agosto, a trent’anni dalla sua scomparsa, amici, collaboratori e fan si riuniranno per celebrare la vita e l’opera dell’illustratore che ha cambiato le regole del fumetto.
«La biblioteca di Hugo Pratt rappresenta per l’immaginario collettivo dei suoi lettori qualcosa di unico e di estremamente rappresentativo per capire le fonti d’ispirazione che hanno dato vita alle sue indimenticabili storie», scrive Marco Steiner, scrittore e collaboratore di lunga data di Pratt. «Questi libri, nel loro insieme, ne raccontano la formazione, la vita, i viaggi, gli interessi, la sua curiosità, in una sola parola, il suo immaginario».
Un viaggio di carta

Veneziano doc – sebbene nato in una casa estiva su una spiaggia tra Rimini e Ravenna – il fumettista Hugo Pratt (1927-1995) non aveva la patente. Ma questo non gli impedì di essere un viaggiatore accanito, di quelli che si immergono a tutta velocità in nuovi territori e culture. Forse perché prima di quei passi, c’erano i libri. Decine di libri. «Un viaggio è una ricerca che nasce dalla lettura», diceva l’autore di Corto Maltese.
In un’ultima spedizione carica di simbolismo – per Pratt, l’avventura del viaggio non si misurava in esotismo o chilometri, ma in attitudine – i libri sono arrivati al Villars Palace in un camion con centinaia di scatole provenienti dalla sua casa di Grandvaux, a soli 50 chilometri da Villars-sur-Ollon. Questo lussuoso hotel dispone di sette camere che ospitano quasi 20mila volumi in italiano, francese, spagnolo, inglese e portoghese. Ci sono spazi dedicati all’Africa, ai nativi americani, ai grandi scrittori e poeti anglosassoni, alle enciclopedie e ai fumetti.
Come in una biblioteca preziosa, i visitatori possono immergersi in un mondo reale e immaginario, e imbattersi in opere sui gatti veneziani, sulla criminologia, sull’esoterismo, una miriade di mappe e atlanti, copie della rivista The New Yorker, album fotografici, le opere quasi complete del meraviglioso maestro del fumetto Milton Caniff, studi di leggende medievali, libri di Kipling, Octavio Paz, Chrétien de Troyes, Shakespeare, Omero e Agatha Christie, tra molti altri.

«Per lui, viaggiare era un pellegrinaggio laico, una visita ai luoghi che avevano così riempito la sua immaginazione. Ad esempio, disegnò e scrisse La ballata del mare salatonel 1967, ma non si recò nel Pacifico fino agli anni Novanta», spiega Patrizia Zanotti, responsabile di Cong S.A., la società che gestisce i diritti e distribuisce le opere del veneziano.
La biblioteca è composta da libri che Pratt ha acquisito per curiosità e puro piacere. «Hugo leggeva fin da giovanissimo. Ben presto si innamorò degli scrittori di viaggio, di coloro che mettevano la propria vita al servizio delle idee di libertà, come Rimbaud, Stevenson, Conrad e London», sottolinea Zanotti.
Da bambino, suo padre Rolando gli fece leggere Jules Verne con un atlante davanti, e il primo libro che comprò con i suoi risparmi fu L’Odissea (ne aveva sentito parlare a scuola, anche se non spiegavano molto, e voleva saperne di più). «Pratt non collezionava libri preziosi o prime edizioni, lui i libri li leggeva, li annotava, ci inseriva appunti, foto. In mezzo alle pagine, Pratt cercava spunti o immagini per creare nuove storie, Pratt sapeva che i libri erano sempre lì, pazienti, aspettavano il momento giusto per essere sfogliati, per suggerire connessioni, incontri, dialoghi per le sue storie che poi la sua mano disegnava. I libri erano cibo per la sua fantasia, incontri reali per espandere il suo immaginario», scrive Marco Steiner.
Hugo Pratt – il cui vero nome era Ugo Eugenio Prat – sapeva come nessun altro sfumare i confini tra reale e immaginario, tra realtà e finzione. E come in un gioco di specchi, le sue letture si riflettevano poi nei suoi racconti inventati. In tutti i suoi fumetti ci sono riferimenti alla letteratura e alla storia, e questo gli conferisce un fondamento immaginario così speciale e diverso da tutti gli altri.

Il Marinaio Universale è un personaggio forgiato nel calore della letteratura, le cui avventure includono incontri con James Joyce, Hermann Hesse e Gabriele D’Annunzio, e tra una vignetta e l’altra lo vediamo leggere il Parsifal di Wolfram von Esenbach o l’Utopiadi Thomas More. «È facile dire che bisogna leggere fino a cinquanta libri per fare un buon fumetto, ma è più difficile leggerli davvero. Pratt ci è riuscito», racconta Zanotti, che iniziò a lavorare con Hugo Pratt nel 1979, all’età di 17 anni, colorando le sue storie, in una sorta di diario di organizzazione e spostamento dei libri di Pratt.
Il potere del viaggio
Questi legami permeavano anche la storia personale di Pratt. Sangue inglese, turco e spagnolo scorreva nelle sue vene (aveva antenati di Toledo e, da grande, gli fu data la chiave di una villa nell’antico quartiere ebraico di Santa María la Blanca, ma ci andò e non riuscì a trovarla). Trascorse l’adolescenza in quella che allora era conosciuta come Abissinia (oggi Etiopia, Somalia ed Eritrea), visse in Italia, Etiopia, Argentina, Gran Bretagna, Francia e Svizzera e viaggiò attraverso Trinidad e Tobago, la Guyana inglese, francese e olandese, il Brasile, il Kenya, la Tanzania, il Marocco, la Spagna, gli Stati Uniti, l’Angola, Gibuti, l’Irlanda, il Canada, il Guatemala, il Cile, il Perù, il Messico, l’Honduras, le Samoa e Tahiti.

«Viaggiare con lui è stato fantastico. Era una persona molto entusiasta e i suoi viaggi lo hanno dimostrato ancora di più», racconta Zanotti. «Era un viaggiatore che entrava in contatto con persone di ogni tipo e non pianificava mai il suo itinerario. Un giorno eravamo in una libreria a Montreal e ha visto un libro sulla tomba di Simon Guirty, che sostenne i nativi americani contro i colonizzatori. C’era una foto della sua tomba, fatta di cemento, e si trovava da qualche parte molto lontano. Improvvisamente, il viaggio attraverso il Canada è diventato una ricerca di quel luogo e quando l’abbiamo trovato, è stato un momento molto speciale per lui».
Come il suo personaggio più noto, Pratt era unico. Corto Maltese non ha superpoteri, non è un vincente, non è fatto di cartone, non è bravo nell’amore eterno, non fa la predica a nessuno, non è una figura morale. Ed è un riflesso, ovviamente, di Hugo Pratt. Eppure, le avventure di Corto Maltese entusiasmano milioni di persone in tutta Europa da oltre cinquant’anni. «È un personaggio senza tempo e senza paura», evidenzia Zanotti. «Le sue missioni sono ambientate nella realtà fantastica dei primi anni del XX secolo, dove incontra alcuni dei personaggi più influenti della letteratura e della storia attraversando confini, mari e oceani. Un eroe selvaggio e coinvolgente, sempre padrone del proprio destino».
