– Senza Cri, Seltsam, Principe sono i vincitori delle ultime tre sfide. In 11, a causa del ritiro di Soap, si scontreranno il 9 dicembre con la formula sbagliata del duello
– Eliminato OCCHI, meritevole di andare avanti con il suo stralunato valzer. La sua storia dal teatrino dell’oratorio alla platea televisiva. «Continuerò a sognare»
Senza Cri artista non-binary classe 2000, assiduo/a frequentatore/trice di talent e contest è l’ultima concorrente a superare le selezioni per raggiungere la semifinale del 9 dicembre di Sanremo Giovani. Con la sua Spiagge (7), spruzzate di elettroniche in una ennesima ballata urban, nella quale la spiaggia più che dal mare è bagnata da lacrime, ha sconfitto OCCHI, anche lui meritevole di andare avanti. È il paradosso di una formula errata.
Dal teatrino all’oratorio
Continuerà a sognare Andrea Occhipinti, in arte OCCHI, la cui storia comincia dal teatrino di un oratorio. È lì che è nata Ullallà (7.5), la canzone con cui si è presentato in gara. Un valzer stralunato, un po’ naif, allegro, mai banale, che cita i “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.
«È una storia divertente perché io stavo facendo le prove del coro della parrocchia e stavo suonando questa canzone qua», racconta. «A un certo punto mi sono detto: “Cavolo, ma se trasformassi questi accordi che sto suonando in un valzer?”. Allora ho iniziato a suonarli e nell’istante in cui ho iniziato a suonarli mi è venuta subito in mente la frase “non sparate sul pianista”. Da lì mi sono tutto proiettato in un mondo tutto mio e ho iniziato a scrivere».
Il pezzo si apre in un bar di provincia quasi come se fosse una scena di un film, Si viene catapultati in una vera e propria scenografia: un po’ luogo reale della memoria, un po’ simbolo immaginario della quotidianità. Il racconto comincia con un’intro recitata. È un brano d’amore ma anche un racconto generazionale che mette in luce la fatica di crescere e l’incertezza verso il futuro.
«Io ovviamente spero di riuscire a fare il cantante come lavoro, come professione e come occupazione principale. Però mi dico anche se poi non dovesse essere così, va bene lo stesso. La cosa importante e che davvero misura la qualità della vita di ognuno, non è per forza quali obiettivi raggiungi, ma come vivi quando provi ad arrivare lì», dice Andrea Occhipinti. «Il mio termometro del “sta andando bene, sta andando male” è fare le cose rimanendo sempre me stesso e circondarmi di persone giuste in ambito personale e lavorativo. In un mondo utopistico del futuro, vorrei che tutti i ragazzi della mia età si possano sentire realizzati, perché sono convinto che ciascuno di noi ha dei talenti e il potenziale per germogliare. Io adesso vado a cantare in televisione, ma non mi sento neanche lontanamente superiore a una persona che fa il lavoro più umile del mondo. Però, mi rendo conto che uno dei problemi della mia generazione è che, non solo abbiamo smesso di sognare in grande, ma abbiamo persino smesso di farci domande utili, come: Chi sono? Cosa voglio fare? Cosa voglio lasciare agli altri?».
Le altre sfide
Tra gli altri a contendersi gli ultimi tre posti per la semifinale, la ligure Eyeline, ovvero Elena Passalacqua, che, con la languida e sensuale Finché dura (4.5) nello stile di Nina Zilli, «spero di andare il più avanti possibile». Si deve però inchinare a Principe, Eugenio Bovina all’anagrafe di Sant’Agata Bolognese, la città di Nilla Pizzi, ma «io sono cresciuto con Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ligabue e Cesare Cremonini», tiene a sottolineare. La sua Mon Amour (5.5) è un manifesto di leggerezza, carico di ritmo e di allegria, pur parlando di una ex che ora è di un altro.
L’altro match è un derby romano fra Seltsam – che dal tedesco viene tradotto con ‘’strano’’, nome d’arte del classe 2001 Lorenzo Giovanniello – e Jeson, nome d’arte di Daniele Fossatelli, classe ’98, la cui tradizionalista Inizialmente tu (5) non può far nulla davanti all’amor di mamma. Passa la ruffiana Scusa mamma (3) di Seltsam una cavalcata country e di scuse alla mamma da parte di un mammone.

A giudicarli come sempre la Commissione musicale composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia – insieme ai “giurati fuori onda” Carlo Conti (direttore artistico del Festival di Sanremo) e Claudio Fasulo – Vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time.
Gli undici semifinalisti
Con questi ultimi tre vincitori si completa il cast per la semifinale del 9 dicembre alla quale, per motivi personali, non prenderà parte Soap, uno dei vincitori delle scorse sfide. Questa la lista dei semifinalisti: Senza Cri, Seltsam, Principe, Welo, Caro Wow, Petit, Angelica Bove, Antonia, cmqmartina, La Messa e Nicolò Filippucci. Gli undici “superstiti” affronteranno nuovamente il discutibile meccanismo delle sfide a due, vera offesa alla musica. Anche se ci si chiede, visto il numero dispari, come si potranno fare.
I sei vincenti approderanno al Teatro del Casinò di Sanremo il 14 dicembre per la finalissima Sarà Sanremo, quando i due artisti prescelti staccheranno il biglietto per il Festival 2026, insieme ai due giovani provenienti da Area Sanremo, votati dalla medesima Commissione Musicale capitanata da Carlo Conti.
