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Sanremo 2026, Caccamo scrive per Patty Pravo

– Resi noti gli autori delle canzoni dei “Big”: il modicano è l’autore di “Opera”. Un altro siciliano, Giuseppe Anastasi, firma per Arisa. Edwyn Roberts fra i collaboratori più richiesti. I temi dei brani
– Laura Pausini al fianco di Carlo Conti per tutte le cinque serate. Sarà lei a raccogliere il testimone per la direzione artistica della edizione 2027? «No, non me la sento. Non potrei essere distaccata»

Chi ha ben otto autori e chi si fida soltanto della propria mano, ma più o meno quest’anno, fatte poche eccezioni (Patty Pravo, Sal Da Vinci e Elettra Lamborghini), i partecipanti al Festival di Sanremo hanno preso parte in prima persona alla stesura del brano con cui sono in gara.

Il palermitano Giuseppe Anastasi continua la sua collaborazione con Arisa, cominciata nel 2009 con Sincerità, vincitore della sezione “Giovani” del Festival di Sanremo 2009, e proseguita con La notte e poi Controvento che trionfò nel 2014. Torna un altro siciliano, il modicano Giovanni Caccamo: l’ex pupillo di Franco Battiato è l’autore di Opera, la canzone affidata alla voce della divina Patty Pravo. Mentre un altro arrangiatore e compositore molto apprezzato come Dario Faini, in arte Dardust, collabora con Ermal Meta nella scrittura di Stella stellina.


Il palermitano Giuseppe Anastasi continua la sua collaborazione con Arisa

A emergere è la firma di Edwyn Roberts, compositore nato da genitori argentini di origini gallesi formatosi alla scuola di Amici che firma tre delle canzoni in gara: Voilà di Elettra Lamborghini, Animali notturni di Malika Ayane e AI AI di Dargen D’Amico. Roberts ha al suo attivo collaborazioni con Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, con Diodato quando vinse nel 2020 con Fai rumore e ha messo lo zampino anche in Tutta l’Italia di Gabry Ponte. Insomma, una garanzia di successo.

Fra gli emergenti c’è anche Mattia Davi che è fra gli autori di Il meglio di me di Francesco Renga e di Naturale di Leo Gassmann. Sono assidui frequentatori del Festival Davide Petrella e Federica Abbate, entrambi con due canzoni in gara: il primo con Labirinto di Luchè e I romantici di Tommaso Paradiso, la seconda con Male necessario di Fedez e Masini e Per sempre sì di Sal Da Vinci.

Come nelle ultime edizioni, si ripropongono le “canzoni condominio”, ovvero brani ai quali hanno collaborato diversi autori: ben 8, ad esempio, ne ha la Resta con me delle Bambole di pezza, ma in questo caso dobbiamo considerare i cinque componenti della band. Sette sono le firme che accompagnano Per sempre sì di Sal Da Vinci, sei ne hanno Male necessario di Masini e Fedez, Poesie clandestine di LDA & Aka 7even, Animali notturni di Malika Ayane, Qui con me di Serena Brancale.

I temi delle canzoni

Proprio ieri sul sito ufficiale di Sanremo sono state pubblicate le interviste nelle quali i trenta “big” presentano, anche se per grandi linee, le canzoni con cui sono in gara.

 

L’amore

Prevale, com’è tradizione, il filone amore. Si va dalla purezza della dedica di Tommaso Paradiso, che definisce la sua I Romantici «una delle canzoni più sincere che abbia mai scritto», alla promessa solenne di Sal Da Vinci, che con Per sempre sì celebra «quel “sì” che unisce per sempre due anime». L’amore si fa racconto maturo e riflessivo in Raf, la cui Ora e per sempre narra una storia iniziata negli anni ‘80 che si confronta con il mondo di oggi, un brano che punta a creare una forte «empatia» con l’ascoltatore.

È una dolce dedica «alla mia storia d’amore» quella cantata da Mara Sattei in Le cose che non sai di me. C’è poi la lettera d’amore alla mamma che non c’è più di Serena Brancale(Qui con me), che confessa: «Ogni volta che canto questo brano mi emoziono fortemente». Una celebrazione dell’amore più giocosa e sensuale quella di Elettra Lamborghini con la sua Voilà.

Una passione più fisica e struggente è invece quella cantata da LDA e Aka 7even in Poesie clandestine, un amore che definiscono «carnale» e «viscerale», e quella di Eddie Brockche in Avvoltoi canta un «amore struggente» che richiede il coraggio di «spogliare» le proprie difese. Sayf in Tu mi piaci tanto scatta una «fotografia del momento», un po’ selfie, un po’ panoramica sul mondo e cita «Tenco». 

C’è poi la forza motrice della passione descritta da Samurai Jay, la cui Ossessione è la «benzina che ci porta ad andare avanti». E parla di pensieri ossessivi «che fanno il giro nella testa in una relazione tossica» anche Luchè presentando la sua Labirinto.

L’introspezione

Accanto al racconto dei sentimenti, si fa strada un potente filone di introspezione e crescita personale. Francesco Renga, con Il meglio di me, parla di una «riflessione intima» per affrontare le proprie fragilità. Un viaggio interiore simile a quello di Michele Bravi, che in Prima o poi mette in scena «un monologo tenero sul senso di inadeguatezza», dove la parola «citofonare» evoca un’immagine di solitudine e ricerca d’aiuto.

Anche Enrico Nigiotti esplora i momenti bui con Ogni volta che non so volare. Per lui il fulcro è toccare il fondo: «Fondamentale per imparare a risalire», commenta. Si spinge oltre Nayt, che con Prima che compie una «ricerca di identità» per scoprire cosa resta di noi senza le sovrastrutture sociali.

Su questa scia si inserisce la collaborazione tra Fedez e Marco Masini: la loro Male necessario è una «celebrazione delle tempeste che si attraversano», perché è solo affrontando il «passato» che si può crescere. Una crescita che porta alla serenità, come quella cantata da Leo Gassmann in Naturale, un «grido d’amore» che spera di portare un po’ di «pace». 

Una crescita che Levante sente di aver raggiunto, tornando al Festival «più centrata e consapevole» con Sei tu, un brano che racconta «il desiderio di riuscire ad esprimere le proprie emozioni», e lo fa esplorando le sensazioni fisiche dell’amore attraverso la «pelle».

Completano il mosaico artisti come Arisa, che con Magica favola fa un bilancio della sua vita, trovando poesia nel suo concetto chiave che è un «romantico disordine», Ditonellapiaga, che con Che fastidio porta un brano «ironico, impertinente, sfacciato» e rivendica con orgoglio la propria identità, riassunta nella parola «matta», e Chiello che oscilla «tra ricordi e il vuoto di pensieri frammentati» in Ti penso sempre.

Resistenza

Non mancano le canzoni che si trasformano in metafore dell’esistenza e della resilienza. Tredici Pietro con Uomo che cade riflette sul fatto che «esiste solo il percorso». Sulla stessa linea, Fulminacci con Stupida sfortuna porta un brano «molto onesto» su ostacoli e speranze. Le Bambole di Pezza presentano un inno all’unione con Resta con me, un invito a sostenersi a vicenda per superare ogni «tempesta». Ermal Meta, con Stella stellina, racconta una storia di «resistenza e speranza» che attende la «primavera».

Rivendicano La felicità e basta Maria Antonietta & Colombre «perché la felicità è un diritto di tutti», sostengono. «Quindi, non è una gara a chi va più veloce o a chi la ottiene per primo: non è un premio, né una ricompensa, è semplicemente un diritto».

Passato e futuro

Dalle storie personali si passa poi a riflessioni più ampie sull’arte, la società e l’identità. J-Ax si presenta con un’irriverente Italia Starter Pack, «il pacchetto base per iniziare a essere italiano», e la parola «cantiere» suggerisce un Paese in perenne costruzione (e confusione). Dargen D’Amico continua la sua esplorazione sonora e concettuale con Ai Ai, un dialogo tra passato e futuro, dove il cantautore trova in «raposo» la parola fil rouge.

Patty Pravo eleva il discorso con Opera, un brano nato da un sogno che celebra «l’unicità di tutti noi». Anche Malika Ayane parla di autodeterminazione in Animali notturni, un invito a seguire i propri «sensi». 

Carlo Conti e Laura Pausini

A conferma delle voci che si rincorrevano da diversi anni e che si erano rafforzate negli ultimi giorni, sarà Laura Pausini ad affiancare Carlo Conti nelle cinque serate del Festival dal 24 al 28 febbraio. La notizia è stata annunciata dal direttore artistico nel corso del Tg1 della sera. 

«Sono felicissima, sono emozionata. Sanremo è tutti i miei sorrisi e anche tutte le mie paure; la mia tentazione e il mio destino. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76esima edizione del Festival», ha commentato la cantante che vinse a Sanremo nel 1993 nella sezione “Novità” con La solitudine. «Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata. Ho passato tutti gli anni della mia vita vedendo Sanremo e mai avrei pensato di trovarmi ora in questo ruolo. Ringrazio Carlo, la stima che provo per lui da sempre è diventata anche fiducia, è riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice. Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco. Farò davvero tutto il possibile per essere all’altezza di questo palcoscenico che rimane il più importante per me».

Icona pop a livello globale, più di 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, più di 6 miliardi di streamings, prima e unica italiana a vincere un Grammy Award e ad entrare nella Billboard Hot 100, Laura Pausini ha conquistato 4 Latin Grammy Awards, è stata celebrata dalla Latin Recording Academy come “Person of the Year 2023” (prima in assoluto non madrelingua spagnola a ricevere questo riconoscimento). Nel suo palmarès vanta anche un Golden Globe, una candidatura agli Oscar e agli Emmy Awards. 

Di Sanremo è stata sempre una assidua frequentatrice come super ospite: non solo nel 2001 e nel 2006, ma anche nel 2016 (già con Carlo Conti), nel 2018 (con Baglioni), nel 2021 e 2022 (doppietta di Amadeus). Ora ci torna in un ruolo inedito per lei, anche se già in due occasioni si era cimentata con la conduzione: nel 2016 per lo show di Rai1 Laura & Paola dove era al fianco di Paola Cortellesi, quindi due anni fa all’Eurovision Song Contest di Torino con Alessandro Cattelan e Mika.

La soluzione Laura Pausini potrebbe far ipotizzare un cambio di guardia per l’edizione 2027 del Festival. Carlo Conti ha già dichiarato di non avere alcuna intenzione di continuare nell’avventura e si era ipotizzata una svolta alla Baglioni: ovvero, un artista alla direzione artistica. Fra i primi nomi balenati c’erano stati quelli di Giorgia (che però è legata a Sky per via di X Factor) e di Fiorella Mannoia. La presenza di Laura Pausini sul palco potrebbe essere interpretata come una indicazione per il futuro di Sanremo.

Lei nega. «Tutti si aspetterebbero da me che un giorno prenda la direzione del Festival o che lo conduca. No, non me la sento», sottolinea. «Non potrei essere distaccata da quelle decisioni, soprattutto se dovesse capitarmi di avere degli amici che vogliono andarci. Detto onestamente, non saprei come gestirla. E poi con Festival così di successo, può capitare che ce ne sarà uno che andrà leggermente meno bene e non sono così sicura di me per affrontare anche questa ipotesi».

Mai, dunque, come direttrice artistica del Festival di Sanremo? «È il posto in cui ci si può fare più male in assoluto, emotivamente. A me piace curare tutto, ed è anche questa cosa che mi ha trattenuta dall’accettare in passato. Potrei pensare un giorno alla conduzione, ma non la direzione artistica: sceglierei i miei amici, sono una di pancia e di cuore».

Max Pezzali ospite fisso

Max Pezzali

In precedenza, il conduttore aveva annunciato Max Pezzali ospite della kermesse. «Avete presente quella nave che getta l’ancora davanti a Sanremo? Di solito su quel palco di alternavano diversi artisti, quest’anno ci sarà un unico grande nome che ogni sera farà festa con la sua musica, energia, allegria: è Max Pezzali, che tutte le sere sarà con noi al festival», ha detto Conti. Quest’anno, dunque, il cantautore pavese sarà l’unico e solo protagonista di quello che accadrà sul “palco sul mare”: cinque serate a tema per trasformare Sanremo in una grande festa, attraverso le canzoni di Pezzali, quelle stesse che cantiamo da trent’anni e che continuano a unire generazioni.

La scelta di Max Pezzali ha sollevato non poche perplessità. Che riguarda la scelta degli ospiti italiani: secondo quale criterio l’ex 883 è invitato come ospite a Sanremo, mentre gente come Patty Pravo, Raf o Renga sono in gara? E l’unica risposta potrebbe essere legata a una eventuale “reunion” degli 883. Anche in seguito alle lamentele di Mauro Repetto: «Lo meritiamo tutti e due perché lo abbiamo fatto insieme». Che poi ha aggiunto: «Sono coautore delle canzoni degli 883. Sulla scena avevamo una chimica incredibile. A Sanremo io sarò nelle birrerie, pronto a suonare sul palcoscenico, sul retroscena. Le canzoni sono nostre, sia sul palcoscenico che in birreria».

Ecco tutti gli autori delle canzoni dei Big 

Arisa – “Magica favola” – Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Giuseppe Anastasi, Marco Cantagalli, Rosalba Pippa (Arisa)

Bambole di pezza – “Resta con me” – Andrea Spigaroli, Caterina Alessandra Dolci, Daniela Piccirillo, Federica Rossi, Francesco Tarducci, Lisa Cerri, Martina Ungarelli, Simone Borrelli

Chiello – “Ti penso sempre” – Rocco Modello (Chiello)

Dargen D’Amico – “Al Al” – Edwyn Roberts, Gianluigi Fazio, Jacopo D’Amico (Dargen D’Amico)

Ditonellapiaga – “Che fastidio” – Margherita Carducci (Ditonellapiaga)

Eddie Brock – “Avvoltoi” – Edoardo Iaschi (Eddie Brock), V. Leone

Elettra Lamborghini – “Voilà” – Andrea Bonomo, Edwyn Roberts, Pietro Celona

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare” – Enrico Nigiotti, Fabiano Pagnozzi, Luigi De Crescenzo

Ermal Meta – “Stella stellina” – Dario Faini (Dardust), Ermal Meta, Gianni Pollex

Fedez & Marco Masini – “Male necessario” – Alessandro La Cava, Antonio Iammarino, Federica Abbate, Federico Leonardo Lucia (Fedez), Marco Masini, Nicola Lazzarin

Francesco Renga – “Il meglio di me” – Antonio Caputo, Francesco Renga, Mattia Davi, Simone Reo, Steve Tarta

Fulminacci – “Stupida sfortuna” – Filippo Uttinacci (Fulminacci)

J-Ax – “Italia Starter Pack” – Alessandro Aleotti (J-Ax), Andrea Bonomo

LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine” – Luca D’Alessio (LDA), Luca Marzano (Aka 7even). Alessandro Caiazza, Vito Petrozzino, Riccardo Romito, Francesco D’Alessio

Leo Gassmann – “Naturale” – Alessandro Casali, Francesco Savini, Leo Gassmann, Mattia Davi

Levante – “Sei tu” – Claudia Lagona (Levante)

Luchè – “Labirinto” – Davide Petrella, Luca Imprudente (Luché), Stefano Tognini (Zef)

Malika Ayane – “Animali notturni” – Malika Ayane, Edwyn Roberts, Stefano Marletta, Luca Faraone, Federico Mercuri (Merk), Giordano Cremona (Kremont)

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me” – Sara Mattei (Mara Sattei)

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta” – Giovanni Imparato (Colombre), Letizia Cesarini (Maria Antonietta)

Michele Bravi – “Prima o poi” – Michele Bravi

Nayt – “Prima che” – Stefano Tognini (Zef), William Mezzanotte (Nayt)

Patty Pravo – “Opera” – Giovanni Caccamo

Raf – “Ora e per sempre” – Raffaele Riefoli (Raf), Samuele Riefoli

Sal Da Vinci – “Per sempre sì” – Alessandro La Cava, Eugenio Maimone, Federica Abbate, Federico Mercuri, Francesco Sorrentino, Giordano Cremona (Merk), Salvatore Michael Sorrentino

Samurai Jay – “Ossessione” – Gennaro Amatore (Samurai Jay)

Sayf – “Tu mi piaci tanto” – Adam Sayf Viacava (Sayf), Giorgio De Lauri, Luca Di Blasi

Serena Brancale – “Qui con me” – Alfredo Bruno, Carlo Avarello, Fabio Barnaba, Noemi Bruno, Salvatore Mineo (Principe), Serena Brancale

Tommaso Paradiso – “I romantici” – Davide Petrella, Davide Simonetta, Tommaso Paradiso

Tredici Pietro – “Uomo che cade” – Antonio Di Martino, Marco Spaggiari, Pietro Morandi

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