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“Ma il cielo è sempre più blu” ha 50 anni

– Per celebrare mezzo secolo della canzone e in occasione dell’annuale Rino Gaetano Day che si festeggia il 2 giugno, Sony Music Italia rende omaggio al cantautore con due edizioni esclusive, in uscita venerdì 30 maggio, del singolo
– Nacque come un brano di oltre otto minuti, fu prima pubblicato in due parti, poi riunificato in una versione di otto minuti e venti. Fu sottoposto a diverse censure e varianti, e alcuni versi sono stati cambiati nel corso del tempo 

«Fin dai tempi della scuola mi accompagnavo con la chitarra e cantavo le mie canzoni davanti allo specchio o con gli amici», ha raccontato Rino Gaetano a proposito del suo ingresso nel mondo della musica, «Alla fine, come capita a tutti, trovi il famoso “dottore”, direttore generale di una casa discografica dove ti porta in genere un amico – nel mio caso è stato Antonello Venditti – e alla fine, magari, viene fuori un disco con Nicola Di Bari».

Vincenzo Micocci, il discografico divenuto celebre per l’invettiva di Alberto Fortis, Vincenzo io ti ammazzerò, conferma: «Rino l’ho conosciuto tramite Venditti e De Gregori, ma ha cominciato ad andare in studio senza che io avessi parlato di lui, perché, come dire, era un po’ protetto dalle due persone con cui io lavoravo moltissimo in quel periodo». 

Nonostante la “raccomandazione”, quello di Gaetano resta un debutto un po’ in sordina: nel 1973, il 45 giri di I Love You Maryanna passa praticamente inosservato e Ingresso libero (1974), il primo 33, si rivela un vero e proprio flop. Non demorde però e, nella casa che ancora condivide con i genitori, scrive una canzone di oltre 8 minuti.  

«Pascolava da un po’ di tempo nella casa discografica It», ricorda Ernesto Bassignano (cantautore, giornalista, produttore e conduttore radiofonico). «Quando un giorno prese una chitarra 11 corde – perché una era saltata – e suonò Il cielo è sempre più blu. Andai di corsa dal capo Vincenzo Micocci e gli dissi: “Capo, Rino sarà pure lo zappatore che sappiamo… ma stavolta ha fatto il botto”. Micocci di solito aveva tempi infiniti per far maturare le idee, ma incredibilmente in due giorni fece mettere la canzone su 45 giri (vista la lunghezza, la prima parte sul lato A e la seconda sul B) e lo portò alle poche radio libere dell’epoca, entusiaste. In un mese ne vendemmo 50mila copie».

Era il 1975. Per celebrare mezzo secolo di quell’opera e in occasione dell’annuale Rino Gaetano Day che si festeggia il 2 giugno, Sony Music Italia rende omaggio al cantautore con due edizioni esclusive in uscita venerdì 30 maggio, di Ma il cielo è sempre più blu. La prima è una riedizione in 45 giri del singolo originale del 1975, stampata per la prima volta su vinile azzurro, un oggetto da collezione che restituisce intatto il fascino della canzone. La seconda è la raccolta definitiva in vinile blu numerato di tutte le versioni del brano riunite per la prima volta insieme, disponibile in esclusiva sul Sony Music Store.

"Chi vive in baracca, chi suda il salario
Chi ama l'amore e i sogni di gloria
Chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
"

La lunga storia di una canzone

Ma il cielo è sempre più blu, inizialmente divisa in due parti, solo successivamente riunite in una versione di otto minuti e venti. Nella sola versione da 4 minuti e mezzo nel testo ci sono ottranta “chi”, e ognuno è riferito a una persona, a un comportamento o un vizio. “Chi suda il salario”, ma pure “Chi ama l’amore e i sogni di gloria, Chi perde la calma e Chi ha preso un diretto, Chi vuole l’aumento e chi beve un bicchiere”, ecc. Insomma, il mondo va avanti comunque e il cielo se ne infischia delle faccende umane. Il brano fu inizialmente censurato perché conteneva due frasi che non potevano essere diffuse: “Chi tira la bomba/chi nasconde la mano” e “chi canta Baglioni/chi rompe i coglioni”. Al fine di non urtare la sensibilità delle persone di fede islamica, nelle versioni cantate a partire dal primo decennio degli anni 2000, la frase “Chi grida Allah” è stata sostituita da “Chi grida al-ladro”.

"Chi tira la bomba e chi nasconde la mano […] 
Chi ascolta Baglioni, chi rompe i coglioni"

Il brano in Italia è stato utilizzato nella pubblicità del supermercato Lidl dal 2021 al 2024 e viene spesso usato allo stadio dai tifosi del Crotone e della Sampdoria. Il 7 maggio del 2020, in pieno lockdown, veniva lanciata una versione della canzone, interpretata da oltre cinquanta artisti, tra cui Piero Pelù, Loredana Bertè, J-Ax, Lo Stato Sociale, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni e Marracash. Un’esecuzione corale, seppur registrata “a distanza”, in cui ognuno cantava una frase del testo da casa sua.

Rino Gaetano, il cantante con il cilindro  (Crotone, 29 ottobre 1950 – Roma, 2 giugno 1981)

Al successo di questa versione contribuì anche il videoclip realizzato successivamente. Si vede un anziano signore obeso, ossessionato dalla tv: ignora la sua nipotina che fa di tutto perché la ascolti, ma inutilmente. Sullo schermo televisivo scorrono le immagini di un uomo in marsina che, mascherato da grillo, suona un violino e consegna ai passanti, in concitata sequenza, dei bigliettini recanti massime come “Pur se manager in carriera, guarda il cielo della sera”, “Non rincorrere i milioni che non rendono campioni”, “Ma fare l’indiano significa guardar il mondo da lontano?”, “Tiri il sasso, e nascondi la mano, poi nel branco ti senti sovrano?”. Alla fine, viene aggredito e colpito lievemente con una chitarra, quindi la nipotina incontra l’uomo-grillo, i due stringono amicizia e fuggono insieme per i campi. Contemporaneamente il nonno, quasi per punizione, viene risucchiato dal televisore ritrovandosi dentro lo schermo, stordito e a disagio.

“Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
Chi gli manca la casa, chi vive da solo
Chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
Chi vive in Calabria, chi vive d'amore”

Il Rino Gaetano Day a Roma

Il brano attirò per la prima volta l’attenzione del grande pubblico su Rino Gaetano, facendo conoscere la sua poesia libera e il suo timbro inconfondibile e preparando il terreno al successo dell’album Mio fratello è figlio unico. La musica del cantautore riflette il caos e l’incertezza degli anni Settanta in Italia, ma lo fa con una leggerezza e una genialità che lo rendono unico.

 «Mio zio era giovanissimo quando scrisse questo brano», racconta il nipote Alessandro Gaetano: «Spesso tendiamo a non dare abbastanza credito ai giovani di oggi, ma in realtà hanno tanto da offrire e da dirci. È importante incoraggiarli e ascoltarli, perché il loro punto di vista può arricchirci e aiutarci a vedere le cose da una prospettiva fresca e preziosa. Rino ha saputo catturare l’animo umano nella sua complessità, rivelando sogni, speranze e lotte interiori che ci rendono tutti un po’ più vicini e allo stesso tempo più distanti. Il brano ha attraversato le generazioni ed è riconoscibile già dal motivetto iniziale, che si insinua nella memoria come un’eco indelebile. La sua struttura si presta a molteplici interpretazioni che sono sempre attuali in un delicato equilibrio tra malinconia e speranza».

Le due speciali edizioni escono a pochi giorni dal consueto Rino Gaetano Day, l’evento annuale dedicato alla memoria del celebre cantautore, giunto alla edizione numero 15. L’evento si terrà il 2 giugno nel nuovo Parco Arena Rino Gaetano di Roma, organizzato da Anna e Alessandro Gaetano – rispettivamente sorella e nipote del cantautore – con il Patrocinio e il sostegno dell’assessorato ai grandi eventi Roma Capitale. L’avventura di Rino Gaetano si concluse tragicamente il 2 giugno 1981, a soli 30 anni, per un incidente stradale, ma anche per l’impossibilità di trovare in tempo l’ospedale dove ricoverarlo.

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