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Le folli spese di fine anno di Palermo, Catania e Messina

– Mentre Milano, la città più ricca d’Italia, non farà concerti di Capodanno «perché ci sono altre priorità», i tre Comuni siciliani in default si danno alle folli spese finanziando feste di piazza con Elodie, Mario Biondi, Tananai ed i Pooh
– Se a Pescara è sollevazione per i 280mila euro ai Pooh (che il 28 dicembre sono a Messina) per la sera del 31 dicembre, qui non si registra alcuna reazione 

Milano, la città più ricca d’Italia, ha annunciato che non farà il concertone di Capodanno «perché ci sono altre priorità». Palermo e Catania, due Comuni in default che affogano nei debiti e nella munnizza e che spiccano nelle classifiche della qualità della vita, si danno alle spese folli per organizzare feste di piazza nella notte di fine anno.

Un Capodanno da 400mila euro per il sindaco palermitano Lagalla e per quello catanese Trantino. Per la precisione 456 mila euro Iva inclusa per Palermo e «intorno ai 400mila a Catania», come riferisce Nuccio La Ferlita di Puntoeacapo, coinvolta in entrambi gli eventi.

Tananai

Per la cronaca Elodie sarà la star della festa in piazza Politeama a Palermo, con Massimo Youth Orchestra, Samuele Palumbo, Antonio Zarcone Quartet, Daria Biancardi, Pamela Barone, Samaritano, Giuliana Di Liberto, Marlo, Peppe Lana, Pridea, Ornella P. Dj, Sergio Vespertino, Antonio Pandolfo che faranno da antipasti vari. Mentre Catania si accontenta del concittadino Mario Biondi e della sorpresa delle ultime due edizioni di Sanremo Tananai, con il contorno dell’emergente Anna Castiglia, Elena Manuele e Soap. I costi – fra cachet, organizzazione, servizi e quant’altro – sono però quasi identici.

A scandalizzare è però che non si sollevi una sola voce di protesta. Né da parte della presunta opposizione né tantomeno dai mass media, molti dei quali proni al potere. Una cifra inferiore, 319mila euro (39 lo spettacolo di Umberto Smaila e 280 il concerto dei Pooh, che tra l’altro il 28 dicembre saranno in piazza gratis a Messina), ha scatenato una durissima polemica a Pescara. 

«Palermo torna a risplendere», commenta l’inquilino di Palazzo delle Aquile. E chissà se il primo gennaio 2024 Palermo si risveglierà con le strade e le piazze sgombre dai sacchetti di spazzatura e, improvvisamente, risalirà nelle classifiche della qualità della vita che ogni anno la relegano agli ultimi posti.

1 Comment

  • Mario Dicembre 7, 2023

    E’ veramente uno scandalo

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