Storia

Dall’Antartide al “New World”, il viaggio degli Shearwater 

– Jonathan Meiburg, oltre a essere il frontman e la forza creativa del progetto, è un biologo qualificato e uno scrittore. Nel suo nuovo lavoro va alla ricerca di ciò che è reale in un mondo popolato da malintenzionati, deepfake, disinformazione e manipolazione
– L’autore ha assimilato e sviluppato l’approccio adottato da Mark Hollis dei Talk Talk per i suoi capolavori. Ha realizzato l’album con il «gruppo più stravagante che abbiamo mai riunito». E, nel brano “You And Your Dog”, appare Laurie Anderson

Si dice che conosciamo meglio le superfici degli altri pianeti del nostro Sistema Solare di quanto sappiamo di ciò che si cela sotto le calotte glaciali che ricoprono l’Antartide. Ma questo – come molte altre cose del mondo che ci circonda – sta cambiando. Negli ultimi mesi, gli scienziati hanno mappato la topografia dell’Antartide con un livello di dettaglio senza precedenti, rivelando un paesaggio nascosto di montagne, crinali, canyon e laghi sotterranei. Questa mappatura non è dettata dalla semplice curiosità. I dati raccolti serviranno a elaborare modelli computerizzati che ci diranno con quale velocità i ghiacci si ritireranno con l’aumento delle temperature globali, il che a sua volta determinerà la velocità con cui il livello del mare si innalzerà. I contorni di questo antico mondo nascosto definiranno la forma del nuovo.

Nel dicembre 2025, la spedizione PS152 è salpata da Walvis Bay, in Namibia, diretta verso gli oceani dell’Antartide. Coordinata dall’Istituto Alfred Wegener, la nave trasportava a bordo decine di scienziati per raccogliere dati sulla flora e la fauna dell’Oceano Antartico. Sfogliando i registri di bordo, si leggeva un nome familiare: Jonathan Meiburg. Che, oltre a essere il frontman e la forza creativa degli Shearwater, è un biologo qualificato e uno scrittore, e al momento del viaggio era impegnato da diversi anni nella stesura di un libro, The Secret Land: The Once And Future Life Of Antarctica, che si proponeva di far luce su questo paesaggio così sconosciuto.

Meiburg, tuttavia, non traccia una netta linea di demarcazione tra le sue attività scientifiche e musicali, e il tempo ha dimostrato che l’una influenza l’altra. Sedetevi con lui sul ponte della PS152 e potreste vederlo puntare una telecamera sull’oceano, raccogliendo filmati che avrebbe poi montato per il video di Daydream Unbeliever, l’accattivante singolo di lancio di The New World. La sua lenta panoramica sulle onde impetuose e sulle lastre di ghiaccio screpolate è il perfetto accompagnamento al dramma turbolento e roccioso della canzone. Una meditazione sulla verità e sulla realtà, accompagnata da violente percussioni e archi ascendenti eseguiti dall’ensemble classico londinese Orchestrate, che si slancia come trascinata da potenti correnti.

L’interesse di Meiburg per il mondo naturale ha spesso accostato Shearwater a quella generazione di musicisti indie-folk che attingono alla natura e alla tradizione per infondere alla loro musica una sorta di autenticità ereditata. Ma la musica degli Shearwater è spesso più intelligente e profonda di quella dei suoi contemporanei. Probabilmente non esiste musicista moderno che abbia assimilato meglio l’approccio adottato da Mark Hollis dei Talk Talk per i suoi capolavori, Spirit of Eden e Laughing Stock: una musica d’arte riccamente orchestrata, composta in un modo che risulta allo stesso tempo intimo nel sentimento e gigantesco nella portata.

Le canzoni di The New World pullulano di immagini naturalistiche: elefanti e coyote, conigli sotto la pioggia e lumache tra le calendule. Ma l’esperienza diretta di Meiburg con la natura è al servizio delle sue canzoni. Un cantautore più distante dalla realtà dei suoi soggetti potrebbe involontariamente romanticizzarli, rendendoli così irreali. Ma quando rivolge la sua straordinaria voce – un grido soul acuto e teso, della stessa pasta di Anohni o Thom Yorke – per cantare della pioggia che si dissolve dalle cascate in More And More, o del salto di uno spinarello nello stagno in A Mink In The Dust, in qualche modo si ha la sensazione che lui ci sia stato davvero, che abbia visto tutto.

La distinzione tra reale e irreale è al centro di The New World. Viviamo in un mondo popolato da malintenzionati, deepfake, disinformazione e manipolazione. Le storie che ci raccontiamo a volte sembrano più reali del mondo esterno. L’antidoto di Meiburg è il contatto diretto con il mondo. Questo si può letteralmente percepire nelle registrazioni sul campo, frammenti sonori catturati da Meiburg durante i suoi viaggi: The Only Sound I’m Afraid Of si fonde con il gracchiare dei corvi della Tasmania, mentre la malinconica Anamnesia è intrisa del ronzio monotono del nastro trasportatore dei bagagli all’aeroporto di Melbourne. Ma più in generale, si manifesta in un processo creativo radicato nella scoperta, nel caso e nella complessità della collaborazione umana.

Jonathan Meiburg, oltre a essere il frontman e la forza creativa degli Shearwater, è un biologo qualificato e uno scrittore

The New World, afferma Meiburg, è stato realizzato dal «gruppo più stravagante che abbiamo mai riunito». L’album è stato registrato nell’arco di quattro anni in diverse location, tra cui Londra, Berlino e il Texas, con il trio principale degli Shearwater – Meiburg, la tastierista Emily Lee e il batterista e ingegnere del suono Dan Duszynski – sempre presente. Ma un lavoro particolarmente importante è stato svolto presso lo studio Figure 8 di Shahzad Ismaily a Brooklyn, un centro creativo dove musicisti di qualsiasi provenienza o disciplina possono presentarsi ed essere incoraggiati a mettersi all’opera. I membri del gruppo maliano Ngoni Ba contribuiscono con il suono del ngoni e ritmi ondeggianti suonati con tamma, yabara e zucca. Firas Zreik, originario della Palestina, aggiunge il suono squillante del qanun a More And More. Il suonatore di strumenti a fiato newyorkese Doug Wieselman contribuisce con clarinetto e sassofono, mentre ritorna un vecchio amico, il veterano percussionista Thor Harris, che aveva suonato con gli Shearwater l’ultima volta intorno al 2013 per l’album Fellow Travellers. Sulla carta, questa lista di musicisti potrebbe sembrare una ricetta per il caos, ma è segno della visione di Meiburg – per non parlare delle capacità di post-produzione del tecnico del suono Danny Reisch – che tutte queste diverse componenti riescano a fondersi in un disco che suona come un’unica, fluida opera.

Questo stato di fluidità è una caratteristica distintiva di The New World. Even Song apre l’album in medias res. “Correndo lungo il sentiero che ci aspetta/Anche se non ha senso”, canta Meiburg, con un doppio colpo di chitarra che si fonde con il sibilo dei charleston per creare una sensazione di movimento in avanti. Altrove, ritmi organici suggeriscono propulsione, ma anche attrito. Si pensi al ritmo incalzante in 5/4 di Daydream Unbeliever, che sembra quasi un’oscillazione, o a A Mink In The Dust, che procede a grandi passi come un elefante in mezzo alla fitta boscaglia. Siamo diretti da qualche parte, ma il percorso non è sempre chiaro e il viaggio è tutt’altro che facile.

Qui troviamo anche alcune delle migliori canzoni di Shearwater fino ad oggi. More And More è un blues sinuoso che immagina un incontro casuale tra i Talk Talk e Nina Simone, con delicate infusioni di clarinetto che fluttuano nei suoi passaggi malinconici come pennacchi di fumo. The Only Sound I’m Afraid Of è un elegante brano in stile Big Music che richiama le epiche sonorità rock di Jet Plane And Oxbow del 2016. Slugs In The Marigolds prende una piega giocosa, con il suo cast di personaggi lacrimosi che considerano le virtù dell’ebbrezza come antidoto ai mali del mondo.

Ma una delle migliori è riservata alla fine. Siamo talmente abituati alla voce di Meiburg che la comparsa di un’altra voce – in particolare una così immediatamente riconoscibile come quella di Laurie Anderson, che parla come se si rivolgesse direttamente all’ascoltatore – è una vera sorpresa. Se in The New World si ha spesso la sensazione di essere trasportati, a volte in modo travagliato, a valle, You And Your Dog rappresenta il momento in cui si sfocia dolcemente in un delta sotto un cielo di stelle scintillanti.

Laurie Anderson maneggia con cura le parole scritte da Meiburg, narrando una storia onirica di due amici che fanno una passeggiata sulla spiaggia, si perdono e non riescono più a ritrovarsi. La combinazione del suo tono dolce e rassicurante con le parole di realismo magico di Meiburg si fonde in qualcosa di meraviglioso che scivola tra le dita come granelli di sabbia. Il suo messaggio, forse – e il messaggio di The New World in generale – è che la vita è effimera. Ma il fatto che esistiamo qui, insieme, su questo pianeta, nello stesso momento, è straordinario e meraviglioso.

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