– Il cantautore romano con 250mila biglietti venduti per l’evento del luglio 2026 a Tor Vergata ha battuto il record del Modena Park fissato nel 2017 dal rocker di Zocca. Venerdì 18 luglio è atteso allo stadio di Messina
– Fenomenologia di un artista snobbato dalla stampa (con cui è spesso entrato in contrasto) e dalle radio, ma che è riuscito a creare un forte legame viscerale con il proprio pubblico sullo stile del Blasco nazionale
Gli ultimi saranno i primi narrava Matteo nella parabola evangelica dei lavoratori nella vigna. Ogni tanto accade. È il caso di Ultimo, nome d’arte di Niccolò Moriconi, ventinovenne cantautore di San Basilio, Roma, che ha scavalcato il primo, il re del rock nazionale, Vasco Rossi. Il romano ha staccato 250mila tagliandi per La Favola per sempre, quello che è stato definito il “Raduno degli Ultimi” e che si terrà il 4 luglio 2026 nell’area di Tor Vergata a Roma, la stessa che tra meno di due settimane ospiterà il Giubileo dei Giovani. Il precedente record apparteneva a Vasco Rossi con oltre 225mila presenze paganti al Modena Park nel 2017 per celebrare i quarant’anni di carriera, mentre, a livello globale, è il croato Marko Perković a vantare il record assoluto con circa 500mila persone, in un concerto a Zagabria che si è tenuto solo dieci giorni fa.
Da re degli ultimi a re dei live

«Benvenuti nella storia. Sold out in 3 ore. 250.000 biglietti venduti per quello che sarà il concerto più grande di sempre», ha scritto Ultimo in un post su Instagram, celebrando il tutto esaurito. «Io sento una missione e ti giuro che andrò a meta. Cantare in pieno inverno per dar la primavera», ha poi aggiunto il cantautore romano, citando il testo del brano 22 settembre.
La data del 4 luglio non è stata scelta a caso: è il giorno in cui sei anni fa saliva per la prima volta Ultimo sul palco di uno stadio, l’Olimpico della sua Roma. Da allora vanta 42 stadi incisi a fuoco nel suo palmarès, per un totale di biglietti venduti in carriera che sale a oltre 2 milioni, senza contare i sei album inediti che dal 2017 ad oggi gli sono valsi 84 dischi di platino, 18 dischi d’oro, un totale di oltre 7 milioni di copie vendute, con oltre 3,5 miliardi di streaming su Spotify.
Ultimo, dunque, sarà protagonista anche per la prossima estate della musica live italiana, mentre fino al 23 luglio è impegnato con il tour La favola continua che venerdì 18 luglio sarà allo Stadio Franco Scoglio di Messina.
Fenomenologia di un successo

Ma qual è il segreto del successo di questo cantautore, da molti considerato l’Antonello Venditti 2.0, snobbato dalla stampa e dalle radio?
Prima di diventare famoso, nell’attesa di vedere pubblicato il suo album d’esordio, Ultimo lavorava come lavavetri. Ma il successo lo stava aspettando dietro l’angolo. Nel 2016 vince un concorso, organizzato dall’etichetta Honiro, che crede in lui e inizia a produrre i suoi primi brani.
Il suo primo album, Pianeti, conferma il suo grande talento e raggiunge la seconda posizione della classifica iTunes. Nel maggio del 2017 ha la prima occasione di mettere la sua arte in scena, aprendo il concerto di Fabrizio Moro. E l’anno dopo, nel 2018, c’è Sanremo.
Anche per lui il Festival è un trampolino di lancio: vince nella sezione Nuove proposte con il brano Il ballo delle incertezze. Ma, l’anno dopo, è anche il suo scivolone, quando ai giornalisti della stampa dell’Ariston dedica il dito medio dal palco di un concerto perché avevano ribaltato il voto popolare, portando alla vittoria di Mahmood con Soldi, mentre lui era scivolato al secondo posto con I tuoi particolari.
Anche in radio è difficile ascoltare una sua canzone. Il suo ultimo singolo Bella davvero, uscito lo scorso 18 aprile, si candidava a fare da colonna sonora dei viaggi in auto dei fan verso i nove stadi del tour La favola continua, ma è già fuori dalle prime cinquanta posizioni della classifica ufficiale di EarOne dei più suonati dalle emittenti.
I suoi singoli non sono mai stati dei tormentoni, eppure sono diventati degli inni generazionali, che grazie alla spinta ricevuta dal basso da ormai quattro stagioni riempiono le arene. A San Siro, durante uno dei due concerti da 120mila biglietti venduti, a un certo punto ha lanciato una frecciatina alla stampa: «Vedete quei posti dietro di voi? Sono sempre vuoti», ha detto ai fan, indicando la tribuna stampa.

Dietro al cantante iper-tatuato e dall’aspetto da bad boy, c’è un ragazzo normale che vive lontano dallo star-system. Se Venditti chiama le telecamere per fare pace con lo spettatore disabile che aveva maltrattato lo scorso anno, Ultimo, senza clamore, canta Piccola stella per Chiara, un’adolescente lombarda, affetta da una grave patologia che la costringe tutto il giorno sulla sedia a rotelle: completamente paralizzata, riesce a muovere soltanto gli occhi.
Antisistema, anticasta, anti-tendenze, mescola rabbia e romanticismo, è la voce dei perdenti, come si descrive lui stesso nella canzone-manifesto Sogni appesi, in cui ricorda quando era «un bambino diverso», «sempre collocato nel gruppo dei perdenti», che sfogava le sue frustrazioni al pianoforte in cameretta. «Da quando ero bambino, solo un obiettivo / dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo», ripete nel testo, a mo’ di mantra, urlato in coro in ogni stadio: un indice a suo modo emblematico della capacità delle sue canzoni di aggregare, cementificare uno spirito di comunità e di rappresentarlo.
La forza di Ultimo risiede nella capacità di coinvolgere chiunque nel suo vissuto, spalancando metaforicamente le porte di casa e del suo cuore. Eppure, sono in tanti a sentirsi parte di questo universo, come dimostrano le file interminabili ai cancelli dei suoi concerti. In mezzo a tanti concerti con produzioni mastodontiche, Ultimo si concentra sulle canzoni, raccontando storie e speranze nate dalla strada. Un po’ come accade ai concerti di Vasco Rossi quando intona C’è chi dice no o Alba Chiara. E, come nel caso del rocker di Zocca, anche Ultimo è riuscito a creare un legame viscerale con il suo pubblico, che fa dei suoi concerti dei riti collettivi.
Il concerto a Messina

Venerdì 18 luglio Ultimo torna a Messina, dove aveva già cantato lo scorso anno, con il nuovo tour La favola continua. Il cantautore romano riporta la sua scrittura intima e diretta in uno degli stadi simbolo della musica dal vivo in Sicilia, trasformandolo in uno spazio di condivisione emotiva. Il concerto diventa l’occasione per attraversare un percorso artistico costruito nel tempo su un legame costante con il pubblico e su un’idea di canzone che mette al centro l’ascolto, la sensibilità, la fragilità. In scaletta si alternano brani che hanno segnato le tappe fondamentali della sua carriera – da Ti dedico il silenzio a Rondini al guinzaglio, passando per I tuoi particolari – con altri più recenti, in cui il suono si fa più articolato, lasciando spazio a orchestrazioni ampie, inserti elettronici e dinamiche ritmiche più definite. I testi raccontano esperienze private che si aprono a un sentire collettivo: amori interrotti, assenze, desideri, promesse disattese. Un repertorio che parla il linguaggio dell’interiorità, una scrittura limpida in cui la malinconia non è mai compiacimento, ma possibilità di contatto e riconoscimento reciproco.
Il pianoforte resta il fulcro del concerto, ma non mancano momenti collettivi pensati per favorire una partecipazione più ampia. Scenograficamente, però, il cantautore romano compie un passo deciso in avanti, con un palco largo 65 metri e alto 24 e una passerella lunga 30 metri. Sullo sfondo oltre 900 metri quadrati di superficie led. Una produzione imponente, pensata per amplificare, senza snaturarla, la relazione tra l’artista e il pubblico, e per creare un’atmosfera ravvicinata, in cui le emozioni possano circolare liberamente, dal palco alla platea.
