– Dal 22 al 24 ottobre l’Ariston di Sanremo torna a essere il centro della musica: la canzone d’autore contro l’algoritmo. Sei Targhe, sei Premi alla carriera e un cast che accosta nomi storici e nuove voci. Con Carmen Consoli, alla sua terza volta, e una piccola pattuglia isolana che guarda al futuro
– L’edizione numero 49 torna alle origini, liberandosi dalle scorie del festival maggiore: la rincorsa alle mode, l’ansia di intercettare il nuovo che spesso è soltanto il packaging del vecchio. E si proietta nuovamente alla scoperta della canzone d’autore declinata in diverse e più moderne forme

Per qualche giorno l’Ariston cambia musica. E, soprattutto, cambia idea di musica. Dal 22 al 24 ottobre il teatro simbolo del Festival di Sanremo ospita la edizione numero 49 del Premio Tenco, che quest’anno sembra finalmente liberarsi di quelle che negli ultimi anni sono apparse come le scorie del festival maggiore: la rincorsa alle mode, l’ansia di intercettare il nuovo che spesso è soltanto il packaging del vecchio, la confusione tra canzone d’autore e semplice presenza discografica.
Il Tenco torna così alle origini. Non per nostalgia, ma per ricordare che la canzone d’autore non è un genere, tantomeno una moda: è un modo di scrivere, di raccontare il presente, di usare la musica come forma di pensiero. E può abitare il rock, il rap, il dialetto, il pop, la tradizione, la sperimentazione, la canzone politica o quella intimista.
Il titolo scelto per questa edizione, “Dio è morto”, va esattamente in questa direzione. La domanda è che cosa possa ancora fare una canzone in un’epoca nella quale ogni gesto creativo rischia di essere trasformato in contenuto per un mercato o per un algoritmo.
La risposta del Club Tenco è affidata soprattutto agli artisti: vecchi e nuovi, celebrati e da scoprire. Musicisti che hanno costruito la storia della canzone italiana quanto quelli che stanno cercando di cambiarne il futuro. Al centro della prima serata, giovedì 22 ottobre, ci saranno le Targhe Tenco 2026, il riconoscimento assegnato dalla giuria di giornalisti, critici ed esperti ai migliori dischi di canzone d’autore pubblicati nell’arco dell’annata considerata.

Il premio per il Migliore album in assoluto va a Caparezza per Orbit Orbit. Quello per il Migliore album in dialetto porta invece ancora una volta la Sicilia al centro della scena: vince Carmen Consoli con Amuri Luci. Piji si aggiudica la Targa per l’Opera prima con Sta registrando audio…, Avincola quella per l’Album di interprete con Avincola canta Carella, mentre la Migliore canzone singola è Quello che deve essere sarà di Emma Nolde. Infine, il premio per l’Album a progetto va a 80 Buon compleanno Ivan – live in Teramo, prodotto da Filippo Graziani.
Carmen, una storia cominciata con “Elettra”
Per Carmen Consoli quella del 2026 non è semplicemente un’altra Targa. È la seconda tappa di una storia cominciata sedici anni fa. Nel 2010, con Elettra, la cantautrice catanese fu infatti la prima donna nella storia delle Targhe Tenco a vincere nella categoria Migliore album dell’anno. Il riconoscimento arrivò per un disco nel quale la sua scrittura affrontava, tra mito, violenza, amore e identità, una delle stagioni più mature della sua carriera.
Nel 2023 arrivò poi il Premio Tenco alla carriera, assegnato dal Direttivo del Club Tenco insieme a quelli conferiti a Eugenio Finardi, Ron e Tom Zé. Il Club motivò il riconoscimento sottolineando il percorso di un’artista capace di rinnovare continuamente il proprio linguaggio e di mantenere una forte tensione verso la ricerca.
Ora Amuri Luci aggiunge un altro capitolo. Ed è significativo che la seconda Targa discografica arrivi proprio nella categoria dedicata al dialetto: la lingua siciliana non come reperto identitario, ma come materia viva della contemporaneità. Una continuità che rende Carmen Consoli una delle figure più riconoscibili della canzone d’autore italiana degli ultimi decenni.
La Sicilia che arriva dopo Carmen

Ma la Sicilia del Tenco 2026 non finisce con Consoli. Anzi, forse la notizia più interessante è proprio la presenza di una nuova generazione che arriva all’Ariston senza dover chiedere il permesso alla tradizione.
Tra gli ospiti figurano infatti Giulia Mei e i Santamarea, entrambi palermitani. I Santamarea saranno sul palco anche in quanto finalisti della cinquina per l’Opera prima: il Club Tenco ha scelto di portare alla rassegna quattro dei finalisti di quella categoria — Francamente, Sara Gioielli, Satantango e, appunto, la band siciliana — trasformando la sezione non soltanto in un premio, ma in una finestra sui nuovi linguaggi della canzone d’autore.

Per Segnalisonori, che Sara Gioielli ha segnalato tra i primi, è un riconoscimento che vale anche come piccolo promemoria sul ruolo che può avere la critica musicale: ascoltare prima che arrivino i riflettori, quando un artista è ancora un nome da scoprire e non un nome da confermare.
La presenza contemporanea di Giulia Mei e Santamarea racconta dunque una Sicilia diversa da quella semplicemente celebrativa: una scena che continua a produrre cantautrici, gruppi e autori capaci di muoversi tra pop, elettronica, scrittura e ricerca senza lasciarsi rinchiudere nella categoria rassicurante della “musica siciliana”.
Gli altri Premi Tenco
Accanto alle Targhe, il Direttivo del Club Tenco assegnerà i Premi Tenco alla carriera a Manuel Agnelli e Afterhours, Enzo Avitabile, Frankie hi-nrg mc, Max Manfredi e Paola Turci.

Sono storie musicali differenti, ma accomunate da un elemento: l’idea della canzone come forma di ricerca e non soltanto come prodotto discografico. Dal rock degli Afterhours alla contaminazione di Avitabile, dalla scrittura rap di Frankie hi-nrg mc alla lunga traiettoria di Max Manfredi, fino al percorso di Paola Turci, il Tenco costruisce così una geografia volutamente trasversale.
E c’è poi il Premio Yorum, istituito nel 2020 insieme ad Amnesty International Italia per dare visibilità agli artisti che si battono per i diritti umani e la libertà d’espressione, assegnato a Juan Carlos “Flaco” Biondini. Argentino emigrato in Italia negli anni Settanta, prima del golpe di Videla, Biondini è diventato una figura centrale della musica italiana anche attraverso la lunga collaborazione con Francesco Guccini. Il riconoscimento assume così un valore personale e insieme storico, legando la sua vicenda a quella di una generazione costretta all’esilio dalla dittatura argentina.

“Dio è morto”, senza nostalgie
Il tema scelto per questa edizione potrebbe sembrare un omaggio alla canzone di Francesco Guccini resa celebre dai Nomadi. In realtà è soprattutto una domanda sul presente. “Dio è morto” prova a interrogare la funzione stessa della canzone d’autore: quali linguaggi possono ancora opporsi all’omologazione? Quali comunità possono nascere intorno alla musica? E soprattutto cosa rimane della libertà creativa quando ogni esigenza espressiva rischia di essere trasformata in contenuto, profilata, monetizzata e infine suggerita da un algoritmo? È un tema ambizioso per una manifestazione che ha sempre avuto nella memoria una delle sue ragioni d’essere. Questa edizione sarà inoltre dedicata a Sergio Secondiano Sacchi, figura storica del Club Tenco.
Il programma comincerà già il 20 ottobre con il primo Tenco Off, dedicato a tre documentari: Quando passa Paolo – Un docufilm per Paolo Benvegnù, Una vespa targata Cuneo, sulla vita di Ernesto Bassignano, e Ancora in Assemblea, sull’esperienza dell’Assemblea Musicale Teatrale.
Il 21 ottobre sarà invece la giornata della masterclass per le scuole dedicata a Franco Battiato, con don Luigi Ciotti, Carmen Consoli, Carlo Guaitoli, Gennaro De Rosa, Rossana De Pace e Stefano Senardi. La sera, al Teatro dell’Opera del Casinò, Paola Turci sarà protagonista di Donne in punta di note con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e la partecipazione di Gino Castaldo. Poi l’Ariston, con Neri Marcorè, Chiara Buratti e Silvia Boschero alla conduzione delle tre serate.
Se davvero “Dio è morto”, la canzone d’autore non sembra avere intenzione di organizzargli il funerale. Preferisce convocare sul palco chi c’era, chi c’è e soprattutto chi sta arrivando. Carmen Consoli torna con una seconda Targa, mentre accanto a lei una nuova generazione siciliana prova a conquistarsi il proprio spazio. A Sanremo, per una volta, il futuro della musica italiana non passerà soltanto dalle classifiche.
