– Le prime visioni di questa settimana. Denis Podalydès si cala nelle vesti del celebre commissario creato da Simenon. Il documentario sul concerto di Ultimo a Tor Vergata. Da Venezia arrivano “Nessun dolore” di Amelio e “Una storia” di Anna Foglietta. Tornano gli Avengers, Brad Pitt nel profondo selvaggio
– Maigret questa volta deve indagare sull’amore
Regista: Pascal Bonitzer
Anno: 2026
Genere: giallo
Durata: 80 minuti
Cast: Denis Podalydès, Dominique Reymond, Anne Alvaro, Manuel Guillot
C’è un commissario che non ha mai avuto bisogno di correre. Né di sparare, né di inseguire automobili, né di affidarsi a improbabili gadget tecnologici. Maigret indaga soprattutto aspettando. Guarda, ascolta, fuma, beve una birra, osserva le persone e lascia che siano i loro silenzi a tradirle. È questo il personaggio che torna al cinema con Maigret, l’amore e la morte, il nuovo film di Pascal Bonitzer, nelle sale italiane dal 24 settembre distribuito da Lucky Red.

A interpretarlo è Denis Podalydès, attore della Comédie-Française, che raccoglie una delle eredità più ingombranti della storia del cinema francese: quella di un personaggio interpretato, fra gli altri, da Harry Baur, Michel Simon, Jean Gabin, Bruno Cremer e Gino Cervi in Italia. E, più recentemente, da Gérard Depardieu nel film diretto da Patrice Leconte nel 2022.
Il nuovo film parte da un romanzo di Simenon del 1960, Maigret e i vecchi signori, e mette il commissario davanti a un caso apparentemente semplice e invece costruito su una rete di segreti, convenzioni e passioni. Un ex ambasciatore, Berthier-Lagès, viene assassinato. L’uomo, figura rispettata dell’establishment, nascondeva però una relazione epistolare durata cinquant’anni con la principessa de Vuynes, il cui marito è appena morto.
È qui che il giallo diventa qualcosa di più propriamente maigrettiano. Non interessa soltanto sapere chi ha ucciso l’ambasciatore. Interessa capire chi fossero davvero quelle persone, cosa abbiano taciuto, quali compromessi abbiano accettato e quanto a lungo sia possibile vivere dentro una menzogna.
Bonitzer compie però una scelta destinata a spiazzare gli amanti dell’iconografia classica di Maigret: sposta la vicenda dai decenni storici abitualmente associati al commissario ai primi anni Duemila. Un mondo già molto diverso da quello di Simenon, ma ancora abbastanza analogico da permettere a Maigret di muoversi secondo i suoi vecchi metodi.
Il contrasto è uno degli elementi più interessanti dell’operazione. Da una parte c’è un investigatore profondamente novecentesco, dall’altra una società che sta entrando nella rivoluzione digitale. Maigret non diventa improvvisamente un detective tecnologico: resta fedele alla sua lentezza, alla psicologia, alla capacità di leggere gli esseri umani. È quasi un uomo fuori dal tempo, costretto a misurarsi con un’epoca che sta cambiando davanti ai suoi occhi.
E anche l’ambiente scelto da Bonitzer non è casuale: il cuore aristocratico del VII arrondissement, il Quai d’Orsay, famiglie ricche e rispettabili, domestiche che sanno molto più di quanto dicano, rapporti sentimentali tenuti nascosti per decenni. Un piccolo universo chiuso nel quale l’apparenza conta più della verità.
Podalydès affronta il ruolo senza cercare di imitare i Maigret del passato. Il suo commissario è meno monumentale, più quotidiano, quasi dimesso. E proprio per questo può restituire al personaggio la caratteristica fondamentale inventata da Simenon: Maigret non è tanto un genio della deduzione quanto un uomo capace di entrare nella vita degli altri. Attorno a lui un cast che comprende Anne Alvaro, Dominique Reymond, Manuel Guillot, Irène Jacob e Micha Lescot.
Il titolo italiano, L’amore e la morte, sembra quasi programmatico: dietro il delitto non c’è soltanto un assassino da trovare, ma una relazione sopravvissuta a mezzo secolo di silenzi. E in Simenon, del resto, l’amore è spesso un’altra forma del mistero: non spiega le persone, le rende ancora più incomprensibili.
È questa forse la scommessa di Bonitzer: riportare Maigret al cinema senza trasformarlo in ciò che non è mai stato. In un’epoca di investigatori ipertecnologici, algoritmi, DNA e telecamere onnipresenti, il commissario continua a fare quello che faceva sempre: entrare in una stanza, sedersi, osservare e aspettare. Perché alla fine, per Maigret, il vero indizio non è quasi mai quello lasciato sulla scena del delitto. È quello che una persona non riesce a smettere di nascondere.
– Da vedere e ascoltare
ULTIMO – TUTTO. LIVE A TOR VERGATA
Regista: Giorgio Testi Anno: 2026 Genere: documentario, musicale
Dopo aver riunito 250.000 spettatori all’Università di Roma Tor Vergata il 4 luglio 2026, l’evento ULTIMO 2026 – La Favola per Sempre arriva sul grande schermo. Il film ripercorre il concerto che ha segnato un momento storico della musica italiana, restituendone tutta la forza emotiva attraverso le esibizioni dal vivo e l’energia di un pubblico straordinario, protagonista insieme all’artista di una serata destinata a entrare nella memoria collettiva.
Oltre ai momenti più iconici del live, ci sono immagini di backstage e contenuti inediti che svelano il dietro le quinte dell’evento, la preparazione dello spettacolo e il percorso umano e artistico di Ultimo. Tra emozioni, riflessioni e grande intensità, prende forma il racconto di un artista che ha trasformato la propria storia personale in un punto di riferimento per un’intera generazione.
Un viaggio che celebra il legame unico tra il cantautore e la sua Generazione Ultimo, nata dal sogno di un ragazzo di San Basilio e diventata una comunità capace di riempire un luogo simbolico trasformato, per una notte, nella “città di Ultimo”. Più di un semplice film-concerto, è il racconto di un traguardo storico e, allo stesso tempo, l’inizio di un nuovo capitolo che continua a crescere insieme al suo pubblico.
– Grandi firme
NESSUN DOLORE
Regista: Gianni Amelio Anno: 2026 Genere: drammatico Durata: 96 minuti Cast: Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea
Un misterioso fenomeno del sonno si abbatte su un’intera città, facendo addormentare improvvisamente tutti i suoi abitanti. Tra i pochi rimasti inspiegabilmente svegli ci sono Davide e due giovani boy scout, costretti a muoversi in un mondo irreale e silenzioso. Per Davide, però, l’incubo è iniziato ancora prima. La sua vita è stata sconvolta da un tragico evento che lo ha precipitato in un vortice di sensi di colpa e autodistruzione. Mentre cerca disperatamente di dare un senso a ciò che è accaduto, intraprende una serie di scelte impulsive e apparentemente irrazionali, destinate ad avere conseguenze sempre più gravi.
Nel paesaggio immobile di una città addormentata, l’incontro con Elsa e il legame umano che riesce a costruire con lei diventano l’unica possibilità di affrontare il proprio passato e immaginare un futuro diverso. Tra realismo e suggestione fantastica, il film racconta un viaggio nella colpa, nel perdono e nella speranza, mostrando come anche nel silenzio più assoluto sia possibile ritrovare la strada verso la serenità.
– L’esordio
UNA STORIA
Regista: Anna Foglietta Anno: 2026 Genere: drammatico Cast: Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Elio De Capitani, Caterina Casini
Due genitori accompagnano una figlia nel dormitorio dell’università in cui la giovane inizierà a studiare da lì a qualche giorno. Lasciano i bagagli in stanza, la salutano, si commuovono, se ne vanno. È un inizio tenero, misurato eppure in una sua certa maniera straziante quello di Una storia, film presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia che segna l’esordio alla regia di Anna Foglietta.
Novella regista che sceglie di confrontarsi con un racconto che parte dallo svuotarsi del nido per andare a delineare i buchi neri di una coppia alle prese con il mutare delle dinamiche familiari, con i silenzi di una casa improvvisamente più vuota in cui si amplifica l’eco di una vita che ha perso il baricentro, personale e sociale. Ogni gesto, ogni silenzio nella casa vuota diventa un’occasione per confrontarsi con ciò che temevano di non poter affrontare. È proprio questa crisi intima e profonda che li costringe a guardarsi davvero negli occhi, a interrogarsi su chi sono diventati e su chi potrebbero ancora essere, aprendo la possibilità di trasformare se stessi e il loro amore, riscoprendo nuove strade per stare insieme. Una storia, l’esordio alla regia di Anna Foglietta, è un dramma proletario sul senso della vita.
– Il grande ritorno
AVENGERS: ENDGAME
Regista: Anthony Russo, Joe Russo Anno: 2019 Genere: fantasy Durata: 182 minuti Cast: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth
Il film Marvel torna al cinema con nuovi contenuti, ma nella versione standard ci saranno meno di due minuti aggiuntivi. Quarto e ultimo capitolo dell’omonima saga, il film riparte dalle conseguenze dello schiocco delle dita di Thanos che, dopo aver indossato il Guanto delle Gemme dell’Infinito, ha eliminato metà degli esseri viventi nell’Universo. Sono sopravvissuti solo alcuni dei supereroi che hanno provato a fermare il Titano, ma la squadra degli Avengers è ormai smembrata: tra chi ha perso la speranza per aver visto la sua famiglia dissolversi interamente – come è successo a Clint Barton (Jeremy Renner) – e chi rimane aggrappato al passato, incapace di superare l’accaduto.
Sull’astronave dei Guardiani della Galassia, Tony Stark (Robert Downey Jr.) e Nebula (Karen Gillan) sono a corto di carburante e ossigeno, ma quando tutto sembra perduto sopraggiunge Captain Marvel (Brie Larson) per portarli in salvo sulla Terra. Giunti sani e salvi alla sede centrale degli Avengers, i tre si riuniscono al gruppo rimasto, formato da Captain America (Chris Evans), Bruce Banner (Mark Ruffalo), Natasha Romanoff (Scarlett Johansson), Rocket, James Rhodes (Don Cheadle) e Thor (Chris Hemsworth). Tutti insieme decidono di aiutare Captain Marvel nell’impresa di uccidere Thanos e riappropriarsi delle Gemme così da riportare in vita i dissolti. Il loro piano sfuma miseramente perché trovano un Thanos vecchio e indifeso, indebolito e consumato dall’uso del potere delle Gemme e che ha distrutto il Guanto per rendere irreversibile il suo operato. Frustrato per la realtà dei fatti, Thor decapita il Titano in un impeto di rabbia.
Trascorrono cinque anni. Ant-man (Paul Rudd) riesce a liberarsi dal regno quantico nel quale era rimasto intrappolato (vicende accadute in Ant-man and The Wasp). Per lui sono passate solo cinque ore, quindi rimane sbalordito dal racconto di Steve Rogers e della Vedova Nera, gli unici Avengers rimasti al Quartier Generale. Ant-Man, però, ha una brillante idea e propone loro di sfruttare il regno quantico per tornare indietro nel tempo, trovare le Gemme dell’Infinito e distruggerle prima che Thanos riesca a impossessarsene. Sono tutti concordi che l’unico genio in grado di progettare la missione sia Tony Stark, che nel frattempo si è ritirato dalle scene per vivere con Pepper (Gwyneth Paltrow) e la loro bambina. Ma Tony non cede, non vuole farsi coinvolgere, non c’è più posto nella sua vita per Iron Man e le missioni da supereroe.
Il team cerca allora l’aiuto di Banner, che nel frattempo ha trovato il modo di assumere le sembianze di Hulk, mantenendo però la lucidità. Bruce si rivela più collaborativo, ma troppo inesperto e seguono una serie di tentativi falliti di viaggio nel tempo. La soluzione arriva proprio da Tony Stark, che si presenta alla sede centrale con un orologio GPS da lui ideato per viaggiare nel regno quantico e che si rivela funzionare perfettamente. Una volta recuperati Barton e Thor e riunita la squadra, gli Avengers si divideranno per recuperare e distruggere le Gemme, prima che Thanos riesca a possederle, impedendo che metà dei viventi vengano cancellati. Ma niente andrà come previsto…
– Stelle di Hollywood
HEART OF THE BEAST – NEL PROFONDO SELVAGGIO
Regista: David Ayer Anno: 2026 Genere: avventura Cast: Brad Pitt, J.K. Simmons, Anna Lambe
Protagonista è l’ufficiale delle Forze Speciali James Belmont (Brad Pitt), che in seguito a un drammatico incidente aereo, si ritrova disperso nelle vaste e gelide terre selvagge dell’Alaska. L’unico compagno di questa disperata lotta per la sopravvivenza è Odino, il cane militare con cui ha condiviso le missioni più pericolose della sua carriera.
Tra montagne impervie, temperature estreme e minacce che si nascondono nella natura incontaminata, ogni giorno per l’ufficiale diventa una sfida contro il tempo e contro i propri limiti. Per trovare una via di salvezza, James e Odino dovranno affidarsi al coraggio, all’istinto e al profondo legame che li unisce, in un’avventura intensa dove la sopravvivenza dipende dalla forza del loro reciproco rapporto.
– Per chi vuol restare a casa
BROTHERS – Apple Tv
Matthew McConaughey e Woody Harrelson riuniti dopo True Detective, stavolta in chiave comedy e nei panni di versioni fittizie di se stessi. Quando il matrimonio della figlia di Woody salta, la famiglia trasloca per un soggiorno riparatore nel ranch di Matthew ad Austin. Lì la madre di lui, Ma Mac (Holland Taylor), si lascia sfuggire un segreto sepolto da decenni, cioè che i due amici di una vita potrebbero essere fratelli. Mentre Woody rivolta il ranch alla ricerca della verità, Matthew deve gestire una crisi d’identità completamente diversa: una possibile candidatura a governatore del Texas.
