– Il chitarrista fondatore della band scozzese muore a 63 anni, quattro giorni dopo l’uscita dell’ultimo album del gruppo, “Ever the Optimist”, il loro primo album completo in 10 anni
– Un disco dal pop chitarristico, limpido, malinconico, autunnale: una storia appartata, fedele alla propria eleganza, dagli esordi di Glasgow da cover band alle ballate della maturità
Ci sono gruppi che attraversano il tempo senza inseguirlo. I Trashcan Sinatras appartengono a questa categoria rara: artigiani di un pop chitarristico limpido e malinconico, capace di unire melodie dal passo autunnale, chitarre cristalline e una scrittura sempre venata di eleganza. Al centro, la voce calda e misurata di Francis Reader, interprete discreto di un repertorio che ha fatto della grazia una forma di resistenza. Dagli esordi di Cake nel 1990 e I’ve Seen Everything nel 1993, più nervosi e pungenti, fino alla maturità di Weightlifting e alle aperture più sperimentali di Wild Pendulum, la band scozzese ha costruito una discografia coerente, lontana dalle mode ma mai immobile. Con Ever the Optimist, uscito in questi giorni, ha confermato che il tempo può attenuare gli spigoli senza consumare il fascino melodico né l’intensità emotiva dei primi lavori.

La storia comincia nei dintorni di Glasgow, nel 1986, quando Reader — fratello di Eddi Reader, già voce dei Fairground Attraction — fonda il gruppo con i chitarristi John Douglas, scomparso a 63 anni quattro giorni dopo l’uscita di questo disco, e Paul Livingston, il bassista George McDaid e il batterista Stephen Douglas. All’inizio sono una cover band, come tante, impegnata nei locali della zona. Ma in uno di quei bar li nota Simon Dine, rappresentante della Go! Discs, che intuisce subito la qualità di una scrittura già personale.
Il primo singolo, la splendida Obscurity Knocks, arriva all’inizio del 1990 e sembra riallacciare il filo con la grande stagione del pop scozzese dei primi anni Ottanta: Aztec Camera, Orange Juice, Josef K. Poco dopo esce Only Tongue Can Tell, preludio al debutto sulla lunga distanza, Cake, accolto con favore sia in Europa sia negli Stati Uniti, dove trova un pubblico fedele soprattutto nelle radio universitarie.
A Happy Pocket

Nel 1992 McDaid lascia il gruppo e al basso arriva David Hughes. Quando, l’anno successivo, viene pubblicato I’ve Seen Everything, il mondo intorno è però cambiato: l’onda lunga del grunge ha ridisegnato il mercato e l’interesse commerciale per certe raffinatezze pop si è improvvisamente ristretto. Il terzo album, A Happy Pocket, esce nel 1996 ma non viene nemmeno distribuito negli Stati Uniti, segnale di una traiettoria sempre più laterale.
Alla fine del decennio arriva il singolo Snow, poi una lunga pausa prima del ritorno, nel 2004, con Weightlifting: un rientro accolto come una piccola rivincita, sostenuto da un tour mondiale che riaccende l’affetto dei fan storici e conquista nuovi ascoltatori con quella miscela, tipicamente loro, di melodia e sentimento. Nel 2005 segue Fez, raccolta in edizione limitata di registrazioni acustiche dal vivo realizzate nell’omonimo club di New York.
In the Music
Dopo alcuni anni più silenziosi, i Trashcan Sinatras tornano in studio alla fine del 2007. Il risultato è In the Music, pubblicato nell’estate del 2009 dalla Lo-Five, con una comparsa inattesa e preziosa: Carly Simon ai cori in uno dei brani. Nello stesso periodo il gruppo mantiene vivo il rapporto con il pubblico attraverso Brel, album dal vivo, e lavora a un cofanetto che avrebbe dovuto raccogliere gli album pubblicati per la Fontana, Weightliftinge materiale extra: un progetto che, purtroppo, non vedrà mai la luce.
Nel 2010 riprendono i concerti, inaugurando anche una dimensione più intima e sorprendente, come il live nel salotto di un fan a Portland. Quattro anni più tardi rientrano in studio con il produttore Mike Mogis e con Simon Dine, richiamato per contribuire alla “scenografia sonora” del nuovo lavoro. Finanziato con successo su PledgeMusic, Wild Pendulum esce nel maggio 2016 e apre una nuova stagione di concerti negli Stati Uniti.
La band continua a suonare con regolarità, ma bisogna attendere il 2020 per ascoltare nuovo materiale: il singolo Days/The Closer You Move Away From Me. Seguono, nel 2022, l’EP Lay of the Land e le ristampe rimasterizzate di Cake, I’ve Seen Everything e A Happy Pocket, arricchite da tracce bonus. Infine, con la propria etichetta TCS, il gruppo pubblica Ever the Optimist, settimo album di una carriera appartata ma tenace: un disco che rinnova il loro equilibrio tra pop chitarristico brillante e ballate luminose, impreziosito dalle voci di Green Gartside degli Scritti Politti e Tracyanne Campbell dei Camera Obscura.
