– Dopo Medimex, dalla Puglia altri esempi di rassegne musicali originali e cariche di contenuti in contrasto con il vuoto d’idee della Sicilia. Dal 18 luglio all’1 agosto artisti provenienti da quattro continenti si esibiranno tra siti preistorici, conventi, necropoli preromane, monasteri millenari e antichi battisteri, attraversando faggete vetuste nella Foresta Umbra e mura medievali
– «“Out of Africa” è una metafora potente di ritorno all’umano, alla sua origine, ma anche alla sua possibilità di rinascita. Un invito ad aprirsi alla contaminazione culturale, a ripensare modelli economici e sociali ormai esausti, a riconoscere nella migrazione una risorsa e non una minaccia. Le città europee non muoiono per troppi arrivi, ma per troppe partenze di giovani»
Festival musicali di ogni tipo e genere: boutique, rock, jazz, elettronica, lirica. Rassegne di teatro e di cinema. Piazze, spiagge, monumenti, strade di città e paesi siciliani da luglio fino a settembre si riempiono di suoni e parole. Compagnie di giro, spettacoli di circuito, dinosauri in via di estinzione, meteore che il prossimo anno non ci saranno più, volti televisivi, karaoke. In sostanza: nessuna produzione originale, nessuna idea, nessun contenuto. Panem et circenses. Il vuoto assoluto, la desolazione. Con contorno di inutili e improduttive “conferenze”.
Il contrario di quanto avviene in Puglia. Quando si è appena concluso il Medimex di Taranto, che ha trasformato la Città dei due mari nella capitale della musica per cinque giorni, si apre FestambienteSud, il festival internazionale di Legambiente per il Sud che intreccia musica, ambiente e territorio, con uno sguardo attento e consapevole rivolto al Sud del mondo. Più che una rassegna, è una piattaforma itinerante di dialogo e scambio di visioni, dove il colore della cultura, non il rombo delle bombe, diventa ponte e il Sud – italiano, globale – non è più periferia, ma motore di futuro.

E se è vero che il futuro parla dal Sud, sarà proprio l’Africa, con i suoi colori e la sua forza ritmica, a segnare il passo dell’edizione 2025, in programma dal 18 luglio all’1 agosto tra paesaggi straordinari e luoghi densi di storia del Gargano, fino a toccare, per la prima volta, la Valle d’Itria.
La musica, da sempre linguaggio universale e strumento di connessione, sarà il cuore pulsante del festival. Artisti provenienti da quattro continenti si esibiranno tra siti preistorici, conventi, necropoli preromane, città UNESCO, monasteri millenari e antichi battisteri, attraversando faggete vetuste nella Foresta Umbra e mura medievali, in un itinerario culturale e simbolico, che FestambienteSud ha denominato “Gargano Sacro”. In un universo di suoni, idiomi, e innovazioni, l’Africa farà da protagonista con artisti provenienti da regioni differenti: Nigeria, Tanzania, Mali, Uganda, Benin. Accanto a loro, presenze significative da Francia, Argentina, Cuba, Israele e Italia contribuiranno a comporre un mosaico sonoro globale.

Tra i nomi in rassegna ci sono Baba Sissoko, Seun Kuti, la Gangbé Brass Band, il duo di dj Black Sistarz, le Zawose Queens e la cantante Nneka. Senza considerare l’Africa della diaspora con il cubano Omar Sosa (in coppia con Paolo Fresu) e il pianista francese originario della Martinica, Christophe Chassol.
«I Sud del mondo stanno diventando i protagonisti nelle grandi sfide per il pianeta: clima e sviluppo sostenibile, giustizia sociale ed economica, pace e diritti», commenta Franco Salcuni, ideatore e direttore FestambienteSud. «Sono fuorvianti le rappresentazioni di questo mondo che ci siamo fatti in Occidente: dell’Africa vediamo solo il rischio dell’invasione per le migrazioni, dell’Asia vediamo solo il pericolo di una competizione economica che riteniamo essere la causa della crisi occidentale. Affronteremo anche il tema di come costruire la pace in un mondo dove hanno preso spazio gli incendiari di mestiere».

Temi, questi ultimi, dei quali si farà speciale messaggera la cantante israeliana Noa, da sempre vicina al popolo palestinese. Out of Africa. Il futuro dal Sud è il titolo del cartellone 2025. «Che non è soltanto un tema, ma una chiave di lettura potente e attuale: il futuro dell’umanità potrebbe venire proprio da dove tutto è iniziato», sottolinea Salcuni. «Richiama le grandi migrazioni che, a più riprese, sono partite dall’Africa per popolare il pianeta: la prima con l’Homo erectus, la seconda con l’Homo sapiens. Oggi che un terzo flusso migratorio è già in corso, spinto da crisi climatiche, povertà e instabilità geopolitiche, FestambienteSud invita a superare la narrativa dell’emergenza, e la tendenza di affrontare il tema con la violenza, per leggere questo fenomeno come un’opportunità di rigenerazione globale. Out of Africa diventa così una metafora potente di ritorno all’umano, alla sua origine, ma anche alla sua possibilità di rinascita. Un invito ad aprirsi alla contaminazione culturale, a ripensare modelli economici e sociali ormai esausti, a riconoscere nella migrazione una risorsa e non una minaccia. Le città europee non muoiono per troppi arrivi, ma per troppe partenze di giovani. E chi ha imparato a convivere con poco, ai margini del deserto, ha molto da insegnare su come affrontare le sfide ambientali. Il Sud del mondo non è il problema: è la chiave per il futuro. Ed è proprio da qui che FestambienteSud sceglie, ancora una volta, di ripartire».
Gli appuntamenti
Ad aprire la rassegna il 18 luglio sarà il sassofonista italoargentino Javier Girotto e dai suoi Aires Tango, con cui lo scorso anno ha festeggiato trent’anni di attività, attraversati fondendo idiomi del jazz e radici musicali sudamericane. Sarà il primo di un trittico di appuntamenti a Vieste, dove il 19 luglio sarà di scena il griot maliano Baba Sissoko che ha avvicinato i suoni della sua terra al blues del Delta in un viaggio di andata e ritorno tra Africa e America. Ventiquattr’ore dopo, il 20 luglio, toccherà a Seun Kuti, il principe dell’afrobeat, erede del re del genere, il padre Fela Kuti, senza il quale non ci sarebbero stati gli esperimenti “world” di Peter Gabriel e Talking Heads.

Il 23 luglio ci si sposterà a San Marco in Lamis, dove saranno ospiti tre dei cinque finalisti del premio Strega Poesia, il lucano Alfonso Guida, la siciliana (trapiantata a Bologna) Marilena Renda e l’italoalbanese Jonida Prifti, introdotti da un concerto del Coro Orbisophia di canti beneventani, ritenuti tra le prime forme di musica liturgica vocale. FestambienteSud toccherà anche Rignano Garganico, dove il 24 luglio torneranno a farla da padrone le sonorità afrobeat con la Gangbé Brass Band, scoperta proprio dal compianto Fela Kuti, prima che il 25 luglio, a Monte Sant’Angelo, irrompa l’afro-house delle Black Sistarz, vale a dire le dj ugandesi Catu Diosis e R3ign Drops. Il 26 luglio l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano si farà teatro del concerto di Noa, che presenterà il nuovo progetto The Giver ispirato alla crisi post massacro 7 ottobre: il disco, scritto con il chitarrista Gil Dor e il pianista Ruslan Sirota (Grammy 2012), riflette su dolore, speranza e pace.
Il 27 luglio si tornerà a Monte Sant’Angelo per ascoltare Christophe Chassol, compositore e pianista vicino alla musica per immagini e fautore dell’“ultrascore”: una tecnica di campionamento che unisce suoni e immagini documentarie in un’esperienza multisensoriale tra jazz, funk, minimalismo e Morricone. Lunedì 28 luglio la violoncellista e polistrumentista Giovanna Famulari ed il compositore, cantante, pianista, violista e violinista Michele Gazich condurranno il pubblico in una suggestiva passeggiata-concerto all’Abbazia di Monte Sacro a Mattinata. Cuore dell’evento sono le canzoni dell’album Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea, testimonianza della loro profonda amicizia umana e artistica.

Martedì 29, la giornata sarà divisa in due momenti: al mattino, nella maestosa Foresta Umbra, tutelata dall’UNESCO, il pubblico potrà lasciarsi incantare dalla voce ancestrale delle Zawose Queens, duo musicale composto da Pendo e Leah Zawose, esponenti della tradizione musicale del popolo Gogo (detti anche Wagogo), originario della regione di Dodoma, nel centro della Tanzania. Prime donne della celebre famiglia Zawose a guidare un progetto musicale, proporranno i brani dell’album Maisha, uscito per Real World Records, l’etichetta fondata da Peter Gabriel. Un mix di strumenti tradizionali, voci avvolgenti e sonorità moderne, con testi in lingua kigogo che celebrano natura, radici e passione per la musica.
La sera, nel Convento dei Cappuccini a Vico del Gargano, Paolo Fresu & Omar Sosa si incontreranno in un dialogo musicale, ispirato al progetto musicale Food, che esplora il tema del cibo attraverso la musica come esperienza estetica, etica e sensoriale, ma anche come riflessione sulla sostenibilità alimentare del pianeta. Sarà l’occasione per celebrare, con la collaborazione dell’assessorato all’agricoltura della Regione Puglia e di Slow Food, la dieta mediterranea, la biodiversità agricola e i suoi produttori.

Si terminerà a Martina Franca, il 30 luglio con l’afrosound dei Savana Funk, il 31 luglio con il cantautorato politico della nigeriana Nneka e l’1 agosto con Eliades Ochoa, leggenda della musica cubana noto anche per essere stato nei Buena Vista Social Club. Conosciuto anche come il “Johnny Cash cubano”, vincitore di due Grammy (uno americano e uno latino) e protagonista del documentario di Cynthia Biestek sulla sua vita, From Cuba to the World, con la partecipazione di Benicio Del Toro e Charlie Musselwhite. Ochoa arriva a FestambienteSud con l’album Guajiro. Con il suo inconfondibile tocco alla chitarra e la voce calda e coinvolgente, accompagnerà il pubblico nella tradizione musicale della sua isola.

