– In gara con “Le cose che non sai di me”, «una dedica al mio compagno». Nella serata delle cover la scelta di “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli vuole essere un omaggio alle donne che usano la penna
– «Nella musica noi donne fatichiamo di più, permane un gender gap. Qualcosa sta cambiando, ma tanto ancora va scardinato nella discografia italiana che, numeri alla mano, è dominata dagli uomini»
Nel 2023 Mara Sattei fu chiamata da Amadeus a debuttare sul palco dell’Ariston tra i Big con il brano Duemilaminuti, scritta per lei da Damiano David – che il festival lo aveva vinto nel 2021 con i Måneskin – insieme a thasup (fratello di Mara Sattei) ed Enrico Brun. Arrivò diciannovesima.
Tre anni dopo, ritenta la carta Festival, ripartendo quasi da zero. E si presenta da sola. «Le cose che non sai di me è un brano che ho scritto interamente io, a cui tengo molto», esordisce. «Questa volta faccio conoscere al pubblico la mia parte da cantautrice, sono molto felice. È una canzone d’amore dolce e tenera che mi racconta nell’insieme. È uno dei miei brani preferiti scritti nell’ultimo anno».
È una Mara Sattei che si scopre cantautrice anche nel nuovo album, intitolato Che me ne faccio del tempo, che esce in digitale venerdì 13 febbraio e da venerdì 27 febbraio nel formato fisico con l’aggiunta di nuove tracce, tra cui il brano sanremese. «È un progetto intimo e stratificato, che mette al centro il tempo come spazio emotivo, scelta quotidiana, atto di presenza», spiega. «Un tempo che non va rincorso né riempito a forza, ma ascoltato, abitato, lasciato accadere. Un tempo che diventa materia narrativa e sonora, capace di dare valore anche alle pause, ai silenzi, alle cose che restano quando tutto si ferma. Volevo proprio tanto che le parole fossero centrali, un racconto che potesse arrivare agli altri, questo diciamo che per me è un po’ anche una rinascita. Mi vedo come una persona di diversa, perché sono cresciuta tanto in questi anni. Ho lavorato tanto sul non avere paura di essere vista come una persona fragile, o comunque a non esternare le mie emozioni. E penso proprio di averlo proprio messo in questo album».

Il merito è anche dell’amore per il suo compagno, il musicista e produttore Alessandro Donadei. «Ci siamo conosciuti sul palco perché lui è il chitarrista del mio tour», racconta l’artista romana. «È stato bello perché io mi sono aperta, mi sono confessata a lui e da lì è partito tutto perché abbiamo iniziato poi a conoscerci. Non più come artista e musicista ma come Sara e Alessandro». Il brano sanremese Le cose che non sai di me è proprio una dedica «al mio compagno a tutti gli effetti», confessa. «È un brano molto dolce ma anche molto vero, sincero. Racconto l’inizio della nostra storia». Che, come sfondo, ha proprio Roma: «C’è Roma come contorno perché lui viveva a Roma, io facevo un po’ Roma-Milano e ritorno. Nel brano descrivo questi cieli romani perché lui viveva proprio lì vicino a Trastevere». Il matrimonio, prosegue «sarà il coronamento di tutto, lo stiamo organizzando, è una tappa importantissima che ho sempre sognato, quando incontri la persona giusta è tutto naturale».
Per la serata delle cover canterà L’ultimo bacio di Carmen Consoli con Mecna. «Ho scelto questo brano perché per me è uno dei capolavori della musica italiana di una grande cantautrice, e ci teniamo proprio tanto a fare questo omaggio a lei, entrando in punta di piedi in un capolavoro del genere», scandisce.
La scelta della canzone della “cantantessa” vuole essere anche un omaggio alle cantautrici. «In Italia è ancora difficile per le donne essere considerate cantautrici», si lamenta Mara Sattei. «C’è un po’ l’idea che le donne non abbiano un pensiero su alcune cose. Invece ci sono artiste fortissime che hanno lasciato il segno, come appunto Carmen Consoli, e spero che la penna delle donne, di cui non si parla mai, sia sempre più rilevante».
Quest’anno la presenza femminile al Festival è molto più numerosa rispetto alle precedenti edizioni, in contrasto con un panorama musicale italiano nettamente declinato al maschile. «Qualcosa sta cambiando, ma tanto ancora va scardinato nella discografia italiana che numeri alla mano è dominata dagli uomini: permane un gender gap evidente», sottolinea Mara Sattei. «In tante stiamo conquistando il nostro spazio. Basterebbe guardare fuori dai confini per vedere che la prima artista in top globale è Miley Cyrus. Da noi ci sono Elodie, Annalisa, Anna Pepe. Noi donne fatichiamo di più, ma personalmente non mi sento da meno rispetto ai colleghi. E nessuno per fortuna finora mi ci ha fatto sentire. Con l’impegno, i risultati arrivano».
