– Il debutto da protagonista fra i Big con la canzone “Ti penso sempre”, scritta dal cantante e composta insieme a Tommaso Ottomano. Il prossimo 20 marzo la pubblicazione dell’album “Agonia” «triste, ma non disperato»
– «Avevo bisogno di mettermi un po’ in gioco, ero annoiato e quindi ho pensato di andare al Festival». Nella serata delle cover duetterà con Morgan sulle note di “Mi sono innamorato di te” di Tenco: «Non farò la fine di Bugo»
– Prima di mettersi in proprio, nel 2021, Rocco Modello – questo il vero nome del cantautore e rapper lucano classe 1999 – era uno dei membri del controverso e discusso trio trap. Il ricovero per droga, la disintossicazione
Capelli biondi, tatuaggi in faccia (tra ragni, teschi e mostri, una farfalla, sotto l’occhio destro), poche parole, Chiello arriva per la prima volta da protagonista a Sanremo con il suo atteggiamento disincantato: «Sono abbastanza tranquillo, la competizione non mi interessa. Non penso che nella musica debba esserci competizione. A me interessa suonare e andare in sala prove. Avevo bisogno di mettermi un po’ in gioco, ero annoiato e quindi ho pensato di andare al Festival». E aggiunge: «Spero di arrivare ultimo».
Chiello – cioè Rocco Modello, classe 1999 da Venosa, Potenza, con un passato nel controverso e discusso trio trap FSK – sembra un artista strafottente. Di lui si sono innamorati, tra gli altri, Achille Lauro e Rose Villain, entrambi presenti in Scarabocchi, terzo album solista, con la cantante di Fuorilegge che l’ha portato all’ultimo Sanremo, nella serata dei duetti. «Le devo tanto, siamo amici». Della trap estrema degli esordi resta molto poco: va dal cantautorato al rock’n’roll, dall’urban al twist, canta di depressione, eccessi, amore.
Un passato turbolento, contrassegnato da un controverso video con i Fsk, nel quale, accanto a strisce di cocaina, pastiglie e pistole, compariva anche una sostanza che bolliva su un cucchiaino. Seguito dal clip Prova del cuoco (oggi arrivata a 5,3 milioni di visualizzazioni su YouTube), nella quale i componenti del trio si scambiano baci in bocca, riferimento a un rituale mafioso. Due anni fa ha deciso di farsi ricoverare in una clinica per disintossicarsi. A Vanity Fair lo scorso anno ha però detto: «Sto continuando a combattere la dipendenza dalle droghe: è un percorso lungo, ma rispetto all’anno scorso mi sento molto più avanti». La salute mentale è un tema che tocca nelle sue canzoni, ispirate – dice – a Luigi Tenco, Piero Ciampi e «al cantautorato vecchio, perché quello nuovo fa cag…»: «Io mi sono reso conto della mia autodistruttività quando ero in clinica per disintossicarmi». Tra chi ha provato a dargli una mano ad emergere c’è Blanco, insieme al quale scrisse Stupida anima.
«Non chiedo compassione, io sono come sono», canta Chiello in Scarlatta, uno dei brani più rappresentativi di Agonia, il nuovo album del cantautore lucano, in uscita il 20 marzo prossimo. Un disco intimo e irrequieto, di undici tracce, in cui Rocco Modello intende mettere a nudo le proprie fragilità e il proprio conflitto interiore. «Agonia mi piaceva come parola, è molto esistenziale», spiega. «Penso che si leghi bene al concept del disco. Ma “Agonia” non è intesa solo come dolore, ma proprio nel senso originario della parola, ovvero di lotta, lotta interna, stato di transizione, diciamo, vivere dentro un conflitto. È questo che accomuna tutte le tracce, il nesso, il fulcro del disco. Poi abbiamo scelto Minneapolis, dove è nato questo disco, perché appunto c’era il Pachyderm Studio, dove hanno registrato tanti dischi che ci piacciono. È un disco triste ma non disperato, direi consapevole del dolore, che mi sembra un concetto più profondo».

Al Festival presenta Ti penso sempre, scritta dal cantante e composta insieme a Tommaso Ottomano, la “spalla” di Lucio Corsi. «Vado molto a sensazioni. L’ho sentita e ho pensato fosse quella giusta, senza chiedermi perché. Penso sia uno di quei brani che può arrivare a tutti… Sono comunque preparato alle critiche, ho più paura di deludere me stesso».
Al centro del percorso artistico di Agonia c’è anche il sodalizio con Tommaso Ottomano: «Io e Tommy siamo molto amici», dice Chiello. «Non sarà sul palco con me a Sanremo, ma è una parte fondamentale del mio percorso. Ci siamo conosciuti quattro o cinque anni fa tramite Francis Delacroix. Da lì non ci siamo più separati». Dal punto di vista sonoro, il disco guarda a un immaginario internazionale, con suggestioni indie rock e richiami a mondi vicini a quello di artisti come The Strokes. Nei testi, Chiello sceglie una scrittura diretta, come in Ti penso sempre, dove lascia volutamente aperta la frase finale: «Volevo lasciarla incompleta, così ognuno può metterci quello che vuole».
Nessun timore per le possibili polemiche legate alla presenza di Morgan nella serata delle cover, con il quale si esibirà sulle note di Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco: «Lo stimo molto come artista. Canzoni dell’appartamento per me è un album leggendario. Se farò la fine di Bugo? Impossibile».
