– Serie e film in programma dal 16 al 22 febbraio 2026. Su HBO Max debutta “Portobello” diretta da Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nei panni del presentatore coinvolto in un celebre caso di malagiustizia
– Su Sky “Nun ve trattengo” sulla vita del Califfo. E poi il thriller erotico “56 giorni” con la fidanzata di Damiano David dei Måneskin, la terza serie di “The Night Agent” e la seconda di “L’ultima cosa che mi ha detto”
“56 GIORNI” (da mercoledì 18 febbraio su Prime Video)
La serie thriller erotica in contemporanea mondiale con tutti gli 8 episodi. I protagonisti sono Dove Cameron (la fidanzata di Damiano David dei Måneskin) e Avan Jogia, nei panni di Ciara Wyse e Oliver Kennedy, una coppia che si conosce per caso ma vive rapidamente una relazione intensa e pericolosa. A distanza di 56 giorni dal loro incontro, però, la scoperta di un corpo non identificato nell’appartamento di Oliver dà il via a una indagine che intreccia passato e presente in un thriller psicologico avvincente e claustrofobico.
“IO SONO ROSA RICCI” (Da mercoledì 18 febbraio su Netflix)
Il film si pone come pre-quel della serie televisiva Mare Fuori e si concentra sul passato di Rosa Ricci, iconico personaggio della serie. Seguiamo gli eventi che hanno portato Rosa all’IPM di Napoli. Gli eventi si svolgono nel 2020 quando Rosa ha quindici anni ed è la figlia minore di Don Salvatore, uno dei boss più potenti e temuti della città. Rosa vive una realtà opprimente, soffocata dal potere del clan mafioso.
Tuttavia, la sua vita quotidiana fa una brusca virata quando viene rapita da un narcotrafficante che vuole vendicarsi di un torto subito da Don Salvatore. Rosa finisce così su un’isola remota, lontana dalla protezione della famiglia e in grave pericolo. Questo evento è il punto di svolta e Rosa scopre di possedere una forza interiore inaspettata.
Mentre suo padre scatena una guerra per ritrovarla, Rosa è alle prese con un piano di fuga. Quest’esperienza di prigionia e di successiva evasione la segnano profondamente e quando torna a Napoli, non è più la ragazzina di prima, ma una giovane forte e indomita, decisa a riconquistare la sua vita e scegliere il proprio percorso, anche se si tratta di accettare la vendetta e l’onore – e l’onere – del nome dei Ricci.
“THE NIGHT AGENT 3” (da giovedì 19 su Netflix)
Serie statunitense che mescola elementi di thriller e spionaggio, creata da Shawn Ryan, noto per aver scritto, tra l’altro, The Shield e S.W.A.T.. Basata sul romanzo di Matthew Quirk, la serie segue le missioni ad alto rischio di Peter Sutherland, un agente FBI catapultato nel cuore dei segreti più delicati degli Stati Uniti. Dal suo debutto nel 2023, The Night Agent si è affermato come uno dei thriller politici più visti su Netflix, grazie a una narrazione serrata, un ritmo incalzante e un’immersione nei segreti più nascosti del potere negli Stati Uniti.
Dopo gli eventi della seconda stagione, Peter Sutherland riceve l’incarico di una missione molto delicata: rintracciare un giovane agente del Tesoro scomparso a Istanbul, scappato dopo aver ucciso il suo superiore. In possesso di informazioni estremamente riservate, quest’uomo si trova al centro di una spirale di interessi contrastanti, diventando bersaglio di molteplici forze opposte.
Le indagini portano Peter a seguire le filo di un vasto network di finanziamenti illeciti, mentre si confronta con killer professionisti e insidiose manovre politiche. La sua strada si incrocia con quella di una giornalista tenace, con cui svela segreti nascosti e vecchie ruggini pronti a scuotere il governo degli Stati Uniti, mettendo a rischio le proprie vite.
“PORTOBELLO” (da venerdì 20 febbraio su HBO Max)
«Enzo Tortora come Aldo Moro: traditi e abbandonati dal proprio Paese e dallo Stato». Così l’attore Fabrizio Gifuni parla della serie Portobello, incentrata sul caso Tortora e diretta da Marco Bellocchio, con il quale torna a lavorare dopo Esterno Notte, che ripercorre l’affaire Moro. Nella prima serie italiana Hbo Original che debutta su Hbo Max interpreta Enzo Tortora, il celebre conduttore del programma Rai che dà il titolo alla serie e che nei primi anni 80, all’apice del successo, fu vittima di un clamoroso errore giudiziario. Tortora «si batteva in solitaria per la fine del monopolio dell’emittenza televisiva, non apparteneva a nessuna Chiesa e nemmeno alla massoneria, era fieramente laico in un Paese cattolico. Questi aspetti di lui aiutano a capire il perché gli italiani gli hanno voltato le spalle. E questo lo vediamo ancora oggi», osserva Gifuni. «Spesso, anche sui social, assistiamo a questo modo tribale di godere della caduta di un uomo». Poi aggiunge che mentre «Corrado, Baudo e Bongiorno sapevano come farsi amare – spesso le loro gaffe non erano causali, e questo li faceva avvicinare ancora di più al pubblico – Tortora non è mai cambiato per compiacere gli altri».
Portobello debutta il 20 febbraio e non è un caso. Quel giorno del 1987, Tortora tornò in scena in Rai pronunciando la famosissima frase «dove eravamo rimasti…» rivolgendosi al pubblico. «Non ho deciso di raccontare la sua storia in nome di una battaglia civile», sottolinea Bellocchio. «Come è successo per Moro, è stata un’immagine a colpirmi». Nel caso di Tortora «il suo stupore quando esce in manette dalla caserma. Si chiede il perché di tutto questo, il perché di tanti fotografi e giornalisti. In poche ore la regia di questa grande messa in scena stava già funzionando», mentre il conduttore «stava vivendo un incubo senza risveglio». Un personaggio che all’epoca era lontano dalla prospettiva esistenziale di Bellocchio: «A quei tempi non capivo Tortora, un aristocratico che aveva un seguito di 28 milioni di italiani. Mi era indifferente. Poi, col passare del tempo, anche io mi sono fatto molte domande», dice Bellocchio spiegando che anche in lui inizialmente si era insinuato il sospetto: «Se lo hanno arrestato, qualcosa avrà fatto…».
“L’ULTIMA COSA CHE MI HA DETTO 2” (da venerdì 20 febbraio su Apple Tv+)
Miniserie dai toni drammatici che mescola il thriller e il giallo, L’ultima cosa che mi ha detto è l’adattamento dell’omonimo best seller di Laura Dave ed è incentrato su una donna che riesce a creare una vera relazione con la figliastra mentre cerca il marito e padre della ragazzina scomparso misteriosamente.
Jennifer Garner, l’ex volto di Alias (nonché novella imprenditrice con Once upon a farm), torna al mondo dello spionaggio e dell’action adrenalinico. La seconda stagione si annuncia peraltro ancora più intrigante della precedente: vede risbucare dal passato Owen (Nikolaj Coster-Waldau). Hannah (Garner) e la sua figliastra Bailey (Angourie Rice) dovranno correre contro il tempo per salvare se stesse e la loro famiglia.
“NUN VE TRATTENGO” (da sabato 21 febbraio su Sky/NOW)
Roma, una notte. il giornalista di Radio Radicale Enrico Salvatori ricorda Franco Califano, chiamando a parlarne alcune persone che gli sono state vicine. In città, un suo fan (Raffaele Vannoli) segue la diretta in auto, cercando di raggiungere lo studio. In parallelo, altre testimonianze di vita vissuta insieme al cantautore e musicista puntellano il racconto. Amici e collaboratori, famosi e no: Barbara Palombelli, Claudia Gerini, Federico Zampaglione, Mita Medici, l”aviatore e figlio artistico” Enrico Giaretta, David e Ricciotti “Marocco” Boriani, figlio e padre amico storico, Francesco Rutelli, Antonello Mazzeo (amico e presidente della fondazione a lui dedicata), l’amico, compositore, e musicista Alberto Laurenti, la cantante Cinzia Baccini. Ai quali si aggiungono quelle di fan più recenti, come Franco126, Ketama126 e Noyz Narcos.
Molti gli aneddoti riguardanti una personalità creativa offuscata dal proprio mito di tombeur de femmes: in cinque decenni di attività, Califano avrebbe voluto anche girare un prison movie all’italiana con Palombelli, Natale a Rebibbia, di cui lei riporta avesse una sceneggiatura nel cassetto. A bilanciare però la forma imperfetta di questo medaglione affettuoso di ricordi è la luce che getta sul Califano privato. Un uomo per bene, legato all’amicizia, fin troppo generoso, soprattutto ascoltatore.
