– «Non mi piace la televisione e per questo motivo non andrei all’Eurovision: non la so fare, non l’ho mai fatta, non è per me, sono uno che ai concerti si spoglia, sudo come un pazzo»
– Riporta “I romantici” 45 anni dopo Viola Valentino. «Sono qui per questa canzone, che è una dedica a qualcuno, e perché penso che sia arrivato il momento giusto di esserci»
Le canzoni di Tommaso Paradiso continuano a essere cartoline sentimentali, piene di dettagli quotidiani, di città attraversate in macchina, di estati che finiscono, di storie che si rompono senza fare troppo rumore. È un romanticismo dimesso, mai urlato, che preferisce la nostalgia alla rabbia, il ricordo alla rivalsa.
Tommaso Paradiso debutta al Festival di Sanremo riportando I romantici quarantacinque anni dopo Viola Valentino. Una canzone dedicata a tutte le persone che ama accolta con calore nelle prove generali davanti alla stampa e ai discografici. «Devo dire che domenica per me è come se fosse stata una prima, quando sono sceso da quelle scale, però è stato un applauso come se fosse quasi un pubblico, vero, cioè non da addetti ai lavori», commenta. «Sono qui per questa canzone, che poi è una dedica a qualcuno e perché penso che sia arrivato il momento giusto di esserci», dice il quarantaduenne cantautore romano, che però nella vita di novità ne ha vissute tante nell’ultimo periodo, dalla paternità al cambio di etichetta discografica. «Ho fatto un percorso lunghissimo, di alti e bassi, e penso di essere pronto per questo passo. Lo vivo come uno spartiacque, come se mettessi una prima grande pietra miliare».
Dopo l’esperienza con i Thegiornalisti, il frontman della band spiega di volersi vivere quella settimana a pieno, con la sua famiglia, e con un’unica missione: quella di far arrivare la sua musica a più persone possibili. Non partecipa per vincere: «La cosa che non mi piace è vedere Sanremo come una sfida, una competizione. Il punteggio per me è una roba sportiva. Mi scende moltissimo vedere questa esperienza come una mera gara canora».
I romantici si colloca come elemento di raccordo e di completamento del racconto cominciato con l’album Casa Paradiso, pubblicato lo scorso novembre. Tant’è che venerdì 27 febbraio sarà pubblicato Casa Paradiso Sanremo Edition, riedizione che include la canzone con cui l’artista è in gara. Il brano, scritto da Tommaso Paradiso insieme a Davide Petrella e Davide Simonetta, si inserisce coerentemente nel percorso dell’album, estendendo le tematiche già esplorate e offrendo una prospettiva ulteriore all’interno del quadro narrativo di Casa Paradiso.

«La canzone è nata come se avessi scritto una lettera, anzi ho scritto una lettera insieme a Davide Petrella e Davide Simonetta che mi hanno aiutato alla composizione del brano, poi l’abbiamo messa in musica, dire di getto di getto è poco, è proprio una cosa che mi è uscita dal cuore».
Parlando dell’album, aggiunge: «È un lavoro che osserva il presente attraverso una raccolta di storie intime, nostalgie quotidiane e desideri sospesi, articolati in brani che assumono la forma di spazi abitati», spiega. «Un disco concepito come una casa simbolica, in cui ogni traccia rappresenta una stanza attraversata da voci, memorie e stati d’animo, mantenendo una scrittura diretta e riconoscibile».
Per quanto riguarda la scelta della cover – L’ultima luna di Lucio Dalla _ spiega: «Sono con gli Stadio, devo dire che le prove sono state incredibili, magari mi porto sfiga da solo, ma lo penso. Poi ragazzi può succedere di tutto, la musica è live per questo, improvvisazione, prove, poi può cambiare, però le prove sono state stupende».
Fuori dal coro la sua posizione sull’Eurovision: «Io credo di non andarci». Ma la motivazione non è un boicottaggio legato alla presenza di Israele: «Non mi interessa proprio. Non lo so, non l’ho mai visto. Già che sono a Sanremo è tanto per me. Cioè è un onore stare qui attenzione, non vorrei essere frainteso ma io sono proprio nato non dalla televisione. Sono nato dai live, dal 2009 con Thegiornalisti, avevo anche prima una band che si chiamava Cosmo Radio. Io suonavo da quando avevo 18 anni in tutte le bettole d’Italia. Poi sono arrivato al grande pubblico dalla gavetta vera e non ho mai fatto televisione, anche quando vado da Fazio, per dire io già mi agito perché la televisione io non la so fare, non l’ho mai fatta, quindi parto da lì. Quindi l’Eurovision mi sembra proprio troppo per me, nel senso che faccio i tour, vado dai palazzetti e la gente viene a sentire i miei concerti».
- Perché allora Sanremo e perché adesso?
«Ho avuto questa reticenza sempre di dire che la televisione non è per me, sono uno che ai concerti si spoglia, sudo come un pazzo. E quindi chissà come starò in televisione, io sono uno che piace proprio per il live dei concerti dove mi posso esprimere. Facciamo due ore di scaletta e si inizia in un modo, poi entri in contatto con il pubblico, è un’onda che parte piano piano e poi cresce, esplode nel finale. Invece qui fai tre minuti e trenta e dovresti già fare la fine del concerto. Quindi, è tutta una cosa molto strana per me».
E, subito dopo la parentesi sanremese, Paradiso si prepara a fare ritorno dal vivo con il tour nei Palasport con partenza il 15 aprile da Gorizia e finale il 30 a Napoli.
