– Venerdì 24 ottobre esce “Sono un grande”, «un disco che parla di insicurezze, che racconta due anni della mia vita, di tempeste e cambiamenti»
– Il divorzio, la “prigione America” per poter vedere i figli. Il tema della salute mentale. «La verità è una: essere sinceri paga sempre». Il tour nel 2026
«Perché se non sono ancora morto… Sarà per caso, sarà per torto, oppure sarà perché sono un grande… e non me ne sono mai accorto!». Così canta Tiziano Ferro nel brano che dà il titolo all’album e che funge da manifesto al suo ritorno: «Perché è un disco che parla di insicurezze». Sono passati tre anni dall’ultimo disco e venerdì 24 ottobre sarà possibile ascoltare il suo nuovo lavoro, Sono un grande, il primo su etichetta Sugar Music.
Tiziano Ferro torna alla musica con un album frutto di oltre due anni di lavoro, un periodo durante il quale le difficoltà hanno lasciato spazio a grandi cambiamenti e al futuro. «Sono un grande è il frutto di tutto quello che è accaduto nella mia vita, la consapevolezza che se sono riuscito a superare tutte le tempeste è perché forse qualcosa di buono l’ho fatto e un futuro felice me lo merito», racconta il cantautore di Latina facendo riferimento anche al brano che chiude il disco, Meritiamo di più.

Raccontando i brani, Ferro confida che queste canzoni non sarebbero dovute uscire. Le aveva scritte nel tempo per sfogare, tirare fuori pensieri e difficoltà ma anche gioie e momenti positivi che non voleva dimenticare: «Ho iniziato a lavorare a queste canzoni al rientro dell’ultimo tour, nel 2023, continuando a scrivere fino alla consegna, quest’anno. Dentro ovviamente c’è finito tutto quello che è accaduto in questi due anni, un grande disastro ma non solo. Le cose erano due: o mettevo in tasca queste canzoni oppure mi fermavo e ammettevo al mondo: “Ecco ragazzi, guardate, andava così e alla fine ho iniziato una vita nuova”. Una vita nuova vuol dire nuove persone, nuovi team di lavoro che hanno capito queste canzoni e mi hanno detto: “Tu sei matto, queste canzoni noi le dobbiamo fare!”».
Tiziano ancora una volta parla di sé ma anche di tutti, dando voce ai pensieri e alle emozioni di chi lo ascolta da oltre vent’anni, un pubblico che lui non dimentica, come canta in Fingo&Spingo, il nuovo singolo che raccoglie il testimone lasciato da Cuore Rotto. «Fingo&Spingo parla della sottile linea di separazione tra chi sei e quello che fai», spiega. «Non c’è un cartellino che timbri, non c’è chi sei tu come autore, chi sei tu come essere umano, chi sei tu come cantante e spesso è lì il problema, il dramma degli artisti forse da quando la musica esiste, no? Io non ho due versioni di me. Ne esiste una sola. Magari fa schifo, ma è la mia. Ed è una meraviglia vivere così».

Poi, riferendosi al pubblico che lo sostiene e lo supporta, aggiunge: «L’unico obbligo che ho sempre avuto nei confronti di chi mi ascolta è la verità, in maniera quasi brutale. Anche se non sento di essere “un grande” mettiamolo tra le opzioni, tra la lista di cose che posso, che possiamo essere. Questo è il disco delle supposizioni che poi diventano nuove affermazioni di vita».
L’artista che vive a Los Angeles da sempre mette in musica emozioni, esperienze, riflessioni. Lo fa con una sincerità spiazzante, conscio che sia per lui l’unica via possibile per la sua musica. «È difficile riuscire a vestirsi in un modo, spogliarsi di quei vestiti e fare il padre di famiglia. È una cosa unica, è una cosa che forse porterà inevitabilmente chiunque faccia il mio mestiere ad essere un po’ malato: malati di fama o malati di voglia di normalità. Due estremi: quando è troppa una, l’altra ci diventa estranea e allora chissà cosa accade. Il cantante che prova a stare in piedi ma vive i suoi drammi che spesso lo mettono in ginocchio rendendogli difficoltoso mettersi davanti ad un microfono e cantare».
Nel disco non mancano riflessioni sul presente. «Faccio una vita che un po’ subisco», confessa. «L’America non l’ho scelta. L’amore mi ci ha portato, poi sono arrivati i figli. Quando la relazione è finita, uscire da lì è diventato complesso. Ma non voglio portarli via: hanno bisogno di equlibrio. E così vivo in un muogo alienante, ma provo a trasformarlo in una strofa». In Cuore rotto, uno dei brani simbolo del disco, Tiziano Ferro spacca tutto – metaforicamente e nel videoclip – per liberarsi dal dolore: «Quando spacchi tutto, fai rumore. E adesso la musica deve essere anche questo».
C’è spazio anche per temi delicati, come gli attacchi di panico (!, 2, 3) e la salute mentale. «Oggi c’è qualcosa di peggio dello stigma: l’ipocrisia», commenta. «Perché la salute mentale è diventata di moda. Io davanti al foglio bianco sento una responsabilità: non puoi sprecare il privilegio di raccontare la verità. La verità è una bellissima droga. Quando ne diventi dipendente, non ne esci più. Ti accorgi che ti avvicini agli altri con meno fatica e che il concetto di giusto o sbagliato smette di esistere. La mia storia è mia, intoccabile. E da quando ho capito che parlare con trasparenza è più facile, non torno più indietro».
L’album Sono un grande, nelle versioni cd e vinile, contiene come bonus track Tra le mani un cuore, il brano scritto da Tiziano Ferro, Nek, Marta Venturini e Giulia Anania che Massimo Ranieri ha portato in gara all’ultimo Festival di Sanremo. Nel maggio del 2026 è previsto il tour negli stadi: partenza da Lignano per chiudere il 12 luglio a Messina
I biglietti per il tour Stadi26 sono già disponibili e ad 8 mesi di distanza sono già stati venduti oltre 300.000 tagliandi oltre ad aver raddoppiato gli appuntamenti di Milano e Roma.
Il calendario del tour
30 maggio 2026 LIGNANO – Stadio Teghil
6 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
7 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
10 giugno 2026 TORINO – Allianz Stadium
14 giugno 2026 BOLOGNA – Stadio Dall’Ara
18 giugno 2026 PADOVA – Stadio Euganeo
23 giugno 2026 NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona
27 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
28 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
3 luglio 2026 ANCONA – Stadio Del Conero
8 luglio 2026 BARI – Stadio San Nicola
12 luglio 2026 MESSINA – Stadio Franco Scoglio
