– Inutile e troppo lungo il monologo con cui Will fa coming out, proprio mentre si avvicina l’Apocalisse. Fra i critici anche Elon Musk
– L’episodio finale alle 2 nella notte del primo gennaio. Concerto a Milano per celebrare l’ultima stagione della serie cult di Netflix
Vigilia di finale tra le polemiche per Stranger Things: a molti fan non è piaciuta la conclusione dell’ultimo episodio distribuito in streaming su Netflix per Natale in cui Will fa coming out con un lungo monologo davanti alla madre Joyce Byers e agli amici del cuore.
Troppo “woke” per alcuni, troppo lungo per altri, ma soprattutto non una sorpresa in un momento in cui la maggior parte degli spettatori si aspettava uno sviluppo al cardiopalma in grado di tenere alta la tensione in vista della puntata in onda su Netflix la notte di Capodanno in cui i ragazzi di Hawkins si scontreranno con il mostro Vecna, determinato a distruggere il mondo con le armi del controllo mentale e il suo esercito di Demogorgon.
Lo show dei gemelli Matt e Ross Duffer aveva già ricevuto critiche all’uscita del Volume 1in novembre con un punteggio del pubblico intorno al 70%, inferiore rispetto alle stagioni precedenti che avevano ottenuto in media l’86% o più. Alcuni fan si erano lamentati del fatto che la sceneggiatura della quinta stagione non fosse all’altezza, accusando i vari personaggi di parlarsi addosso tra continui battibecchi, il tutto immerso in strati molto densi di effetti speciali.

È andata ancora peggio dopo l’epilogo natalizio del Volume 2 che, prevedibilmente, non è piaciuto a Elon Musk: «Totalmente non necessario e forzato su un pubblico che si aspettava semplicemente della fantascienza», ha twittato il patron di Tesla e Space X dopo il coming out di Will.
Ma al di là delle opinioni sulle politiche di genere, ad altri fan non è importato che Will si sia dichiarato gay: si sapeva da tempo che, come ha ammesso lui con gli amici, non gli piacciono le ragazze. Le critiche nascono invece da come è stata trattata la scena, troppo lunga nel bel mezzo di una escalation di crisi intrecciate che lasciano preludere al finale al cardiopalma. «Non si tratta del fatto che Will sia gay. Nessuno si offende per questo. Ma non c’è bisogno di fermare l’apocalisse per spiegare tratti del personaggio che tutti hanno già capito», ha scritto il sito The Liberty Line.
Intanto cresce l’attesa per la soluzione del dramma che i fratelli Duffer e il regista hanno tenuto in serbo per il gran finale: tanto per cominciare è salito a 500 – da circa 300 – il numero delle sale nordamericane in cui l’ultimo episodio verrà proiettato per consentire ai fan un’esperienza collettiva di due ore e 5 minuti nella notte dell’ultimo dell’anno.
L’evento è accompagnato da una partnership commerciale con Lego che ha creato un set di 2.593 pezzi completo di figurine di Henry e la sua versione Mr Whatsit, Mike, Robin, Will, Max, Lucas, Vecna, Holly, Undici, Dustin con la maglietta Hellfire, Nancy, Jonathan e Steve con la sua Bmw.

In Italia il finale di Stranger Things uscirà in streaming su Netflix a partire dalle 2 del mattino del primo gennaio: molti fan italiani si sono organizzati per guardarlo insieme nella notte di San Silvestro o nelle prime ore del nuovo anno.
Lunedì 29 dicembre, per celebrare l’ultima stagione della serie cult di Netflix, al Fabrique di Milano si è svolto l’evento Stranger Sounds. Una serata dove la musica – da sempre protagonista assoluta della serie dei fratelli Duffer – ha preso vita attraverso le voci di Mahmood, Francesca Michielin, Manuel Agnelli e Rose Villain, affiancati dai Rockin’1000 Power 50 in formazione da cinquanta elementi, tutti rigorosamente in t-shirt dell’Hellfire Club.
Manuel Agnelli ha regalato una versione metal devastante della celebre Master of Puppetsdei Metallica insieme ai Rockin’1000. Francesca Michielin ha incantato con Running Up That Hill di Kate Bush, Rose Villain ha giocato con l’estetica eighties tra Madonna e Talking Heads, mentre Mahmood ha chiuso la serata con un’intensa Who Wants to Live Forever dei Queen.
