– La maggioranza dà parere favorevole alla partecipazione. Spagna, Paesi Bassi, Slovenia e Irlanda annunciano che boicotteranno la manifestazione
Israele potrà partecipare all’edizione di Eurovision 2026. Lo ha deciso l’Unione europea di Radiodiffusione (Ebu) durante una votazione sulla proposta di modifica del regolamento dell’Eurovision Song Contest. A favore della partecipazione di Israele alla settantesima edizione di Eurovision hanno votato in 738, mentre 265 si sono espressi contro e 120 si sono astenuti.
Alcuni Paesi, come Islanda, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi, hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla competizione canora se lo avesse fatto Israele. Altri Paesi, come Germania, Austria e Ucraina, hanno invece sostenuto la presenza israeliana al contest. Subito dopo il voto, Spagna, Paesi Bassi, Slovenia e Irlanda hanno confermato la loro decisione, annunciando che boicotteranno l’Eurovision. A questi Paesi si potrebbero accodare Francia e Islanda.
1La RTVE ha annunciato il ritiro della Spagna dal concorso Eurovision a seguito delle votazioni tenutesi oggi durante la 95esima Assemblea generale dell’UER a Ginevra, che si sono concluse con la permanenza di Israele», ha dichiarato l’emittente pubblica. Il ritiro implica anche che Rtve non trasmetterà la finale 2026 che si terrà a Vienna, in Austria, il 16 maggio, né le semifinali preliminari, previste per il 12 e 14 maggio. «Quanto accaduto all’Assemblea dell’Ebu conferma che Eurovision non è un concorso canoro, ma un festival dominato da interessi geopolitici e frammentati», ha sottolineato in un messaggio su X il presidente dell’emittente, Jose Pablo Lopez.
Dal canto suo l’emittente olandese AVROTROS ha dichiarato che la partecipazione di Israele «non è più compatibile con la responsabilità che abbiamo come emittente pubblica».
L’assemblea dell’Ebu ha poi approvato a larga maggioranza alcune modifiche al regolamento di Eurovision già anticipate nei giorni scorsi, nell’ottica di garantire maggior «fiducia e trasparenza» e anche di evitare televoti multipli e pilotati verso lo stesso concorrente, dopo che proprio la cantante israeliana, quest’anno, è stata protagonista di una straordinaria rimonta grazie al massiccio voto del pubblico, contribuendo a inasprire le polemiche.
Da Israele arriva invece la dichiarazione trionfale del presidente Isaac Herzog: «Israele merita di essere rappresentato su ogni palcoscenico del mondo e mi impegno pienamente e attivamente per questo. Sono felice che Israele partecipi di nuovo all’Eurovision e spero che la competizione continui a celebrare la cultura, il canto, l’amicizia tra le nazioni e la comprensione culturale transfrontaliera. Grazie a tutti i nostri amici che si sono battuti per il diritto di Israele a continuare a contribuire e a competere all’Eurovision. Sono stato felice di partecipare e di dare il mio contributo il più possibile. Questa decisione è un apprezzato gesto di solidarietà, fratellanza e cooperazione, che simboleggia la vittoria su coloro che cercano di mettere a tacere Israele e diffondere odio».
Il concorso, che a maggio celebrerà a Vienna la sua settantesima edizione, nasce per unire il continente attraverso la musica, ma finisce puntualmente risucchiato nelle tempeste geopolitiche del momento. È già successo nel 2022, quando la Russia venne estromessa dopo l’invasione dell’Ucraina.
