– Domenica 14 dicembre, in prima serata su Rai1, la finale dei giovani: in sei si sfideranno per due posti fra le “Nuove Proposte”, altri due già assegnati attraverso Area Sanremo: Mazzariello e il trio Soniko, Blind & El Ma. La vigilia fra emozione, tensione e scaramanzie
– Carlo Conti riprende il timone per presentare i concorrenti del prossimo Festival e svelare i titoli delle canzoni in gara: «Quest’anno c’è grande varietà: c’è un brano rock, altri si ispirano a ritmi latini, c’è il rap, c’è la grande forza del pop, ci sono le ballad»
Tanta emozione, adrenalina alle stelle, ma anche paure e timori. Sicuramente la voglia di godersela e di arrivare fino in fondo, dando il massimo. Sognando di ottenere il “pass” per salire sul palco dell’Ariston e fare parte del grande carrozzone sanremese sebbene nel ridotto e poco illuminato spazio delle “Nuove Proposte”.
Sono sei i finalisti di Sarà Sanremo che domani, domenica 14 dicembre, si contenderanno sul palcoscenico del Teatro del Casinò di Sanremo i due posti disponibili per la sezione “Nuove Proposte”. Sono Antonia, Angelica Bove, Nicolò Filippucci, Seltsam, Senza Cri e Welo. E, finalmente, andranno in prima serata su Rai1, dopo un mese e oltre di sfide notturne su Rai2.
LA VIGILIA DELLA GARA

«È un’emozione nuova, tutto ciò che è nuovo nella vita ci piace, ci affascina», commenta Welo, nome d’arte di Manuel Mariano, leccese classe 1999. «Il mio brano (Emigrato, ndr) è un grido di un popolo, una manifestazione di qualcosa che merita più luce, più visibilità. Speriamo che il messaggio abbia sempre più una vetrina adeguata. La musica è lo specchio della società, penso che la musica possa anche lanciare dei messaggi positivi. L’attesa aumenta il desiderio, bisogna anche un po’ godersela. Sono carico, determinato e vedremo come andrà».
«L’emozione è tantissima, c’è molta serenità», fa eco Angelica Bove, indicata tra le favorite con il brano Mattone. «C’è la voglia e l’esigenza di esprimere un forte dolore che per me è stato, ed è ancora oggi, un dolore che si sta evolvendo e si evolve sempre di più, quindi è un’esigenza».
La sua storia personale – la perdita dei genitori, il parto quadrigemellare (Angelica è nata con tre fratelli gemelli) – insieme alla voce intensa e alla capacità di emozionare, le hanno fatto guadagnare un posto nei cuori del pubblico e la percezione di essere una delle voci emergenti più autentiche nell’attuale scena italiana. Il suo brano è una ballata pianistica, intimista e sofferta, ben interpretata. È più facile essere in simbiosi con i cani mentre «non ci capiamo come figli e genitori», la frase simbolo.
«La musica ha sempre dimostrato di essere un ponte molto funzionale all’unione, anche un modo di essere ‘umani’ sempre di più», aggiunge Angelica. «L’attesa? Generalmente la vivo sempre molto male, però devo dire in questo caso la vivo bene perché è talmente tanto quello che accadrà domenica, talmente nell’apice di emozioni che mi preservo e sono tranquilla».
Senza Cri, nome d’arte di Cristiana Carella, brindisina del 2000, famosa per la sua partecipazione ad Amici 24 e per il suo stile “senza etichette”, interpreta Spiagge”, spruzzate di elettronic in una ballata urban, nella quale la spiaggia più che dal mare è bagnata da lacrime. «Ho associato l’amore al mare perché sono due cose che amo terribilmente, che sono molto simili e mi fanno la stessa paura», illustra. «Il mare per me è un rifugio, quella sensazione che si prova anche tra le braccia di qualcuno. Ho sempre adorato lasciarmi cullare dal mare, anche quando le onde erano alte. La mia vita mi ha portato ad andar via dal mare e le mie scelte spesso mi hanno portato via dall’amore».

Alla finale si avvicina con «tanto entusiasmo, tanta energia positiva, voglio vivermi questa esperienza intensamente, così come va vissuta», dice. «Il messaggio del brano? Vivere, lasciarsi attraversare delle emozioni senza paura alcuna», spiega. «La musica ha cambiato la storia, io mi ci attacco con tutta la forza del mondo; è quella cosa che anche se ti assalgono i problemi, ti aiuta a celebrare la vita».
Il mammone Seltsam, che dal tedesco viene tradotto con ‘’strano’’, è il nome d’arte del classe 2001 Lorenzo Giovanniello, ragazzo romano che presenta Scusa mamma. Una cavalcata country ruffiana, poco convincente, che però ha fatto breccia nei cuori nella commissione musicale. «Scusa mamma è un titolo abbastanza enunciativo: ho provato a chiedere scusa a mia mamma per ogni volta che l’ho delusa ma non solo, anche per tutte le volte che non le ho chiesto scusa anche quando non avrei dovuto», racconta. «La musica è unione ed è quello che manca in questo momento. Sono cose purtroppo più grandi di noi. Poche parole e più fatti. Questo è forse la cosa migliore».
Emozionata si dice anche Antonia (Nocca, cantautrice classe 2005 originaria di Napoli), in gara con Luoghi perduti, ballata urban dalle tinte soul, che tuttavia scalpita: «Non vedo l’ora. Con il mio brano vorrei dire alle persone che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli, che ci vuole il coraggio, occorre avere coraggio per sacrificare le cose, per avere cose migliori. La musica è la cosa più forte, l’arte è la prima cosa per comunicare con tutte le persone, non c’è in mezzo di comunicazione migliore di questo».
«Sono molto contento, sto provando un mix di sentimenti anche contrastanti», confessa Nicolò Filippucci, altro favorito per la vittoria. Il suo brano Laguna «parla di una storia, una storia d’amore, di una relazione che purtroppo è finita e quindi racchiude un po’ tutti quei sentimenti, quei pensieri, quelle emozioni di quando qualcosa finisce», spiega Nicolò, svelando due dei gesti scaramantici che compie ogni volta che si esibisce: «Ci sono due cose che faccio sempre: la prima è indossare sempre le stesse mutande e la seconda è che prima di cantare faccio dei salti, tipo preriscaldamento come i centometristi».
LA GARA
Anche per la finale viene adottato il discutibile format della sfida a due. Dopo un sorteggio, si svolgeranno quindi tre duelli. I tre vincitori dovranno infine affrontare un triello: uno sarà eliminato, due andranno all’Ariston.
I PRONOSTICI
Secondo gli esperti Sisal, i due nomi più papabili sono, appunto, Nicolò Filippucci e Angelica Bove. Nicolò, ex talento della scuola di “Amici”, è offerto a 1,25: nelle ultime settimane ha convinto pubblico e giuria grazie a una cifra artistica personale e riconoscibile. Angelica, proposta a 1,80, continua la sua scalata grazie a Mattone, il brano con cui ha saputo emozionare fin dalle prime performance.
A insidiare il duo dei favoriti c’è Senza Cri, data a 2,00 su Sisal.it, una delle rivelazioni più sorprendenti di questa edizione: la sua evoluzione nel corso del programma ha acceso curiosità e potrebbe portarla a un colpo di scena nella serata decisiva. Da non sottovalutare Antonia, il cui talento interpretativo la piazza a quota 2,50. Chiudono il gruppo Seltsam e Welo, appaiati a 6,00, pronti a giocarsi il tutto per tutto nel ruolo di outsider.
DA AREA SANREMO

Gli altri due giovani che entrano nella sezione “Nuove Proposte” sono stati scelti dalla commissione musicale Rai fra i dieci vincitori di AreaSanremo. I promossi sono Mazzariello – Antonio Mazzariello (Epic/Sony Music) e il trio Soniko, Blind & El Ma (Beat Sound).
«A Sanremo mi approccio con un minimo di maturità in più, avendo un po’ di esperienza da parte, ma comunque l’ansia c’è sempre. Non ho riti scaramantici, ma li costruirò da qui a febbraio. Cantare al Festival? Una cosa assurda, un grande onore davvero», queste le prime parole di Mazzariello che aveva già partecipato a Sanremo Giovani senza fortuna.
Meno noto il trio Soniko, Blind e El Ma. «Abbiamo avuto un sacco di emozioni, come nell’ultima settimana», commentano. «Passare nei due è incredibile. Ci siamo commossi. Un’emozione indescrivibile, non ci sono parole reali da dire. Cantare al Festival? Significa esprimerci e avere l’occasione per dimostrare quanto valiamo».
Gli altri vincitori di AreaSanremo sono stati: Enula – Enula Bareggi (Universal Music); Solø – Luigi Augusto Romano Bellini (WhatSound/ADA); Andrea Heros – Andrea Buono (Warner Music); Albe – Alberto La Malfa (Triggger/ADA); Matsby – Matteo Martire (Meraki/ADA); Matteo Alieno – Matteo Pierotti (Honiro/Island Records/Universal); Selmi – Niccolò Selmi (Asian Fake/Warner Music); Tomasi – Alessandro Tomasi (Warner Records/Warner Music). Anche qui, gran parte proveniva dai talent (Tomasi dall’edizione appena chiusa di X Factor), mentre Albe ritentava dopo aver vinto il concorso lo scorso anno.
SFILATA DI “BIG” (O PRESUNTI TALI)
A giudicare ci sarà ancora una volta la commissione musicale composta da Daniele Battaglia, Carolina Rey, Ema Stokholma, Manola Moslehi, il Maestro Enrico Cremonesi, il vicedirettore dell’Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo e naturalmente il direttore artistico Carlo Conti. Ad accompagnare i giovani artisti sarà Gianluca Gazzoli, che ha condotto le serate delle selezioni di Sanremo Giovani.

Tutti promossi sul campo dal direttore artistico che ha “arruolato” «le mie Charlie’s Angels» Carolina Rey, Ema Stokholma, Manola Moslehi per il PrimaFestival, destinando Enrico Cremonesi a compagno di Nicola Savino al DopoFestival (che andrà in diretta dal teatro del Casino) e Daniele Battaglia sul palco esterno all’Ariston. Anche Gianluca Gazzoli viene premiato: a lui il compito di presentare le “Nuove proposte” sul palco dell’Ariston.
Carlo Conti torna ad assumere il timone del comando e, per l’occasione, presenterà i 30 “big” (o presunti tali) di Sanremo 2026, molti dei quali sconosciuti al pubblico della tv generalista. Ciascuno svelerà il titolo del brano con il quale sarà in gara dal 24 al 28 febbraio.
«Quest’anno c’è grande varietà», anticipa Conti. «Finalmente c’è un brano rock, ci sono dei brani che si ispirano a ritmi latini, c’è la grande forza del rap, c’è la grande forza del pop più classico, delle ballad, dei brani veloci che diventeranno i classici tormentoni. C’è un grande ritorno al cantautorato, alla canzone d’impegno, ma anche la leggerezza, mescolata con l’ironia. C’è proprio di tutto. Una varietà che, forse, neanche lo scorso anno c’era». E commenta: «La musica italiana vive un fermento straordinario. Se guardate la hit parade di fine anno di soltanto dieci, dodici anni fa, trovate sette o otto brani stranieri e due o tre italiani. Adesso, anche la hit parade di quest’anno vede dieci brani italiani e uno o due stranieri. E, orgogliosamente, di questi dieci brani più venduti e più ascoltati durante l’anno, molti provengono proprio dal Festival di Sanremo».
Appuntamento a domenica 14 dicembre, alle ore 21:40, su Rai1, RaiPlay e in simulcast su Rai Radio 2 con il commento di Manila Nazzaro, Giorgiana Cristalli e Julian Borghesan.
