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SANREMO GIOVANI, i sei finalisti

– Antonia, Welo, Nicolò Filippucci, Angelica Bove, Seltsam e Senza Cri domenica 14 dicembre si disputeranno i due posti disponibili per entrare fra le “Nuove Proposte” e calcare il palco dell’Ariston in febbraio

Al termine di quattro duelli e un triello, andati in onda a notte fonda, sono stati definiti i sei giovani che parteciperanno alla finale di Sarà Sanremo di domenica 14 dicembre. Sono: Antonia, Welo, Nicolò Filippucci, Angelica Bove, Seltsam e Senza Cri. Dei sei concorrenti solo due guadagneranno i galloni di “Nuove Proposte” e otterranno il pass per calcare il palco del Teatro Ariston in febbraio, mentre altre due “Nuove proposte” saranno scelte fra i giovani finalisti espressi da Area Sanremo.

La gara: 4 duelli e 1 triello

La prima sfida fra Caro Wow (a sinistra) e Antonia. Al centro il conduttore Gianluca Gazzoli

Le prime a sfidarsi sono la Sabrina Carpenter de noantri Caro Wow, il cui vero nome è Carolina Spreti, milanese classe 1999, con Cupido (7) e Antonia, all’anagrafe di Napoli Antonia Nocca, che presenta Luoghi perduti (7), canzone urban dalle tinte soul scritta da Raige, Mogol, Federica Abbate, Federico Mercuri e Giordano Cremona. È uno scontro tra il mondo in technicolor della prima e quello blu della partenopea. La giuria premia la seconda. «Sono molto contenta e grata: essere lì, sul palco di uno dei luoghi più importanti della musica italiana, è già una grandissima occasione», commenta Antonia. «Questo momento mi dà motivi in più per credere in me stessa, per fare sempre meglio e non smettere mai di cercare di migliorare».

Esito sorprendente nel secondo duello che vede il banale e anacronistico rap Emigrato (4) del salentino Welo (ancora con la valigia di cartone!, poveri noi terroni) avere la meglio sulla distopica, dark, un po’ urban, un po’ dance, Radio Erotika (6.5) di cmqmartina, nome d’arte della brianzola Martina Siron. «Ci vuole fegato per fare i talent, sono una carneficina ma danno visibilità!» l’amaro commento della perdente.

È derby fra due reduci di “Amici” e due power ballad nel terzo match che vede l’umbro Nicolò Filippucci con la sanremese Laguna (6) contro l’urlatore Petit, aka Salvatore Moccia, romano con madre francese e padre napoletano, interprete di Un bel casino (6). Un emulo di Tiziano Ferro contro un clone di Ultimo. La scelta della giuria ricade sul primo, uno dei pochi a presentarsi con nome e cognome.

Angelica Bove

Altra “non scognomata”, Angelica Bove, con la romantica e struggente Mattone (8), nel quarto duello. Deve vedersela con Principe, ovvero Eugenio Bovina, con Mon Amour (5), un brano dal climax opposto, ritmato e divertente. La cantante uscita da X Factor vince a man bassa. «Aspettative? Dare tutto. Non pensare ad altro (è talmente incredibile, che non riesco neanche a immaginarmi questa realtà). Voglio avere disciplina, voglio impegnarmi come mai prima d’ora, voglio diventare tutt’uno con il pezzo», spiega Angelica Bove. «Non voglio fare gli stessi errori commessi a X Factor, perché avrei dovuto impegnarmi e dare molto di più. Mi sento di essermi persa in molte cose. Ora ho molta fame di raccontarmi, voglio dimostrare a me stessa che posso scoprirmi attraverso la musica, attraverso questa canzone che è perfetta per farmi conoscere come davvero». 

A causa del numero dispari, per il ritiro per motivi personali di Soap, La Messa con Maria (7), Seltsam con Scusa Mamma (3) e Senza Cri con Spiagge (7) si disputano gli ultimi due posti rimasti in un triello a eliminazione. L’esclusa è La Messa. Perché il cuore di mamma vince sempre, soprattutto quando c’è una commissione musicale confusa e senza qualità.

I sei finalisti, da sinistra: Welo, Nicolò Filippucci, Angelica Bove, Antonia, il conduttore Gianluca Gazzoli, Seltsam e Senza Cri

Contentissima Senza Cri, nome d’arte di Cristiana Carella, brindisina del 2000, famosa per la sua partecipazione ad Amici 24 e per il suo stile “senza etichette”. La sua storia è fatta di dualità, di vulnerabilità che diventa determinazione, di maree emotive che tornano sempre allo stesso punto: il coraggio di esporsi. Nel suo percorso convivono indipendenza, televisione, cadute che diventano svolte, e un immaginario già sorprendentemente definito, costruito a partire da sguardi spalancati sul mondo e da una fame creativa che non ammette compromessi. 

«La dualità è il mio elemento, mi riconosco in tutto e in niente», si racconta. «Non so bene da dove nasca, nasce dal momento in cui nasco io. Sai, spesso mi interrogo sul perché io sia così, avrei preferito essere più facile. Avrebbe sicuramente creato meno turbe a me e a quelli intorno a me. Però la realtà è che persone come me nascono come nasce una pecora nera. Siamo abituati a vedere la pecora nera come simbolo di qualcosa che si discosta dal resto, un fattore negativo che per forza viene isolato. Bisognerebbe riflettere invece sul fatto che la natura vuole che ogni gregge abbia una pecora nera. Che è una risorsa per il gruppo perché rompe gli schemi e può aiutare a progredire verso il cambiamento. Io mi sento orgogliosamente una pecora nera e questo mi aiuta nella scrittura perché mi consente di vivere le emozioni da diverse prospettive e mai da una sola. Quasi tutte le mie canzoni contengono tesi e antitesi, il confronto anche nell’arte è fondamentale perché stimola la crescita e la ricerca».

A fine estate Senza Cri aveva pubblicato il brano Anno del drago, un augurio di buona fortuna a sé e per continuare a sognare.

Domenica la finale e le canzoni dei “big”

I concorrenti, come di consueto, sono stati giudicati dalla commissione musicale “senza qualità” composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia – insieme ai “giurati fuori onda” Carlo Conti (direttore artistico del Festival di Sanremo) e Claudio Fasulo (vicedirettore Intrattenimento Prime Time). 

sei finalisti si rivedranno per le ultime sfide domenica 14 dicembre a Sarà Sanremo, in diretta dal Teatro del Casino su Rai1 e in prima serata (finalmente). Condurrà Carlo e Conti e sarà anche occasione per presentare i trenta “big” del Festival con i titoli delle canzoni con le quali saranno in gara. 

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