– La coppia è fra primi 5 anche nella seconda tappa dove sono entrati in azione il televoto e le radio. Gli altri 4 sono: Tommaso Paradiso, LDA & AKA7even, Ermal Meta e Nayt. Angelica Bove e Filippucci finalisti fra le “Nuove proposte”
– Momento emozionante per “Perdutamente” di Achille Lauro dedicato ai ragazzi morti a Crans Montana. Il duetto con Laura Pausini. Vincenzo De Lucia è l’imitatore della cantante de “La solitudine”
– Lillo e Pilar Fogliati co-conduttori. Premio alla carriera a Fausto Leali, salutato con una standing ovation. Il ricordo di Ornella Vanoni con la voce della nipote Camilla Ardenzi in un duetto virtuale con la nonna
L’attesa. Questo potrebbe essere il sottotitolo del Festival di Sanremo 2026. L’attesa di una partenza che ancora non c’è stata, neanche nella seconda serata. Con un’audience sempre più bassa e la totale mancanza di improvvisazione. Tutto scorre veloce. L’unico colpo di scena è la classifica decisa da Televoto e Radio che è diversa rispetto a ieri. Tra i cinque (in ordine casuale): Tommaso Paradiso, Lda e Aka7even, Nayt, Fedez e Masini (unica riconferma della classifica di ieri) e Ermal Meta.
Quando le luci dell’Ariston si accendono e inizia il rito laico fatto di attesa e applausi, entra in scena Laura Pausini, che sceglie il glamour dell’alta moda con un completo tempestato di microcristalli, pantaloni palazzo e bustier–giacca con coda da tight e ricami effetto laccio lungo l’abbottonatura, firmato Armani Privé. La co-conduttrice introduce il suo “compagno di viaggio”, Carlo Conti che sembra non indossare i panni dell’entusiasmo.

Prima che sfilino i quindici Big in gara, è il momento delle “Nuove Proposte” con due duelli diretti. Il primo a staccare il biglietto per l’ultimo atto è Nicolò Filippucci con Laguna. Convince e supera nello scontro diretto Blind ed El Ma & Soniko, in gara con Nei miei DM. Una performance solida e sentita, che gli vale l’accesso alla finale. Con lui ci sarà Angelica Bove, seconda finalista tra i giovani, grazie al brano Mattone. Nel confronto diretto ha avuto la meglio su Mazzariello, che ha presentato Manifestazione d’amore, al termine di una sfida giocata sul filo dell’equilibrio. Entrambi i vincitori provenivano da Sanremo Giovani (gli altri due da Area Sanremo). I giovani non deludono le aspettative e a tratti sembrano più completi dei big. A guidare i semifinalisti sul palco è stato Gianluca Gazzoli che ha ricordato la madre scomparsa da poco, spiegando quanto fosse speciale vivere l’esperienza dell’Ariston proprio il 25 febbraio, giorno del suo compleanno.

L’energia cambia registro quando entra in scena Achille Lauro. Total white firmato D&G, maxi fiocco sul gilet e collana importante by Damiani. Lauro si prende l’ovazione dell’Ariston. Ripercorre l’anno trascorso dopo Incoscienti Giovani, presentata nella scorsa edizione: gli stadi, i nuovi progetti, la fondazione Madre, per i giovani fragili. «È tutto vero», ripete, quasi a fermare l’attimo. Non solo racconto, ma performance: duetta con Pausini in 16 marzo, in una versione elegante e raccolta stile candle concert che riscalda il teatro. Poi, accompagnato da un coro di venti elementi e dal soprano Valentina Gargano, interpreta Perdutamente, dedicata alle giovani vittime del rogo di Crans-Montana nel locale Le Constellation. L’Ariston ascolta in silenzio, poi si alza in piedi e applaude commosso. Visibile anche l’emozione del cantante dopo l’esibizione. «La musica deve accompagnarci nella vita. Se ha confortato anche solo una persona, era un dovere», dice Lauro. E per qualche minuto Sanremo si conferma non solo spettacolo, ma luogo dove le storie, personali e collettive, trovano una voce.

Ad aprire la gara dei Big è l’icona Patty Pravo. Niente scalinata, ma un ingresso regale con abito color rubino e gli applausi scroscianti. «Benvenuta, divina», la accoglie Pausini, rendendo omaggio a una delle voci più amate della musica italiana. E forse sarebbe stato il caso di darle il premio alla carriera anziché farla partecipare. Viene tradita dalla voce durante l’interpretazione di Opera.
A sparigliare le carte ci pensa la co-conduttrice Pilar Fogliati che porta un po’ di umorismo su un palco in cui ognuno compie il compito senza grandi clamori. Tra glamour, risate e prime sfide decisive, la seconda serata scorre senza infamia e senza lode.
Al secondo ascolto le canzoni sembrano più orecchiabili anche se quasi nessuna resta da canticchiare. Si alternano LDA e AKA7even con Poesie clandestine; Enrico Nigiotti Ogni volta che non so volare; Tommaso Paradiso con I Romantici; Elettra Lamborghini con Voilà, Ermal Meta con Stella stellina, dedicato al dramma dei bambini palestinesi, che prevale sulla più trascurabile litania balcanica; Levante con Sei tu, ballad romantica e intima; Bambole di pezza con Resta con me, portando po’ di rock che quest’anno manca; Chiello con Ti penso sempre; J-Ax con Italia startet pack; Fulminacci Stupida sfortuna, canzone che resta rispetto al primo ascolto; Fedez & Masini con Male necessario; Dargen D’Amico con Ai Ai; Ditonellapiaga con Che fastidio!.

Quest’anno è il Festival della sobrietà. I cantanti scelgono un outfit in cui predomina il nero. Niente colori, eccetto Elettra Lamborghini, Bambole di pezza e Ditonellapiaga. Una spanna sopra Levante che veste Giorgio Armani e predilige i colori. I fiori sul palco non ci sono più e i bouquet di fiori sono per tutti a fine esibizione, tranne per bambole di pezza. Conti dice che glieli consegnerà domani ma nella terza serata la band non si esibirà. Poco galante!
È il festival della misura e della parola pesata in cui si ringraziano ministri e Forze dell’Ordine; in cui il primo ricordo che si chiede alla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida è quello della figlia e in cui Conte scende dal palco e chiede alla moglie se il figlio si è addormentato. A movimentare la serata sicuramente l’attrice Fogliati, simpatica e briosa e Lillo che si improvvisa cantante, ballerino e scalda la platea con il balletto sul jingle “È Sanremo”. Simpatico il cammeo di Vincenzo De Lucia nelle vesti di Laura Pausini.

Il clima delle Olimpiadi arriva sul palco dell’Ariston non solo con la già citata Lollobrigida ma anche con Lisa Vittozzi, che riportano al centro della serata il racconto dello sport e delle sue sfide. A seguire, spazio al lancio delle Paralimpiadi con l’intervento di Giacomo Bertagnolli, Andrea Ravelli e Giuliana Turra, protagonisti di storie di impegno e determinazione. A definirli «eroi moderni» è Giovanni Malagò, sottolineando il valore sportivo e umano che rappresentano. Ma ancora Fausto Leali che con una commozione mostrata con tenerezza riceve il premio alla carriera e che a 82 anni dà esempio di eleganza, presenza scenica e bel canto. L’Ariston lo saluta con una standing ovation.
Omaggio anche a Ornella Vanoni con Eternità, cantata dalla nipote Camilla Ardenzi con un duetto virtuale con la nonna. Alla domanda, quale è l’insegnamento più grande che ti ha dato la nonna? Ardenzi risponde: «A non pensarci troppo».
