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Sanremo 2025, ritorno al futuro

– Carlo Conti annuncia le grandi novità: «Riporto la divisione fra “Nuove Proposte” e “Big” e il DopoFestival» (si sarà consultato con Pippo Baudo?)
– Le canzoni come carne da macello: «La “bistecca” sono le canzoni, i cantanti in gara, il resto è contorno». «Vorrei avere Vasco Rossi che canta “Alba chiara”»

Ritorno al futuro a Sanremo. Probabilmente, dopo consulto con il “vecchio saggio” Pippo Baudo, il ragionier Carlo Conti ha tirato fuori dal baule dei ricordi la suddivisione fra “Nuove Proposte” e “Big” e il Dopofestival. 

Ospite di Un caffè con Giorgia Cardinaletti, su Rai1, Il direttore artistico e conduttore del Festivalone ha anticipato le grandi novità del Regolamento della prossima edizione: «Riporto la suddivisione tra “Nuove Proposte” e “Big”: le “Nuove Proposte” non andranno ad aumentare il numero dei “Big”, ma avranno la loro gara e i Big faranno la loro corsa. Il vincitore delle “Nuove Proposte” sarà probabilmente proclamato nella serata delle cover». E aggiunge: «Non ci saranno eliminazioni, sarebbe anacronistico», spiegando che non intende «buttare all’aria» il lavoro di Baglioni e Amadeus, ma fare «piccolissime modifiche». 

«Sto lavorando sulle mie precedenti edizioni (dal 2015 al 2017, ndr) tenendo conto anche del grandissimo lavoro fatto successivamente, da Baglioni nelle sue due edizioni e nei cinque straordinari festival di Amadeus che hanno fatto crescere Sanremo».

Centrale la scelta delle canzoni: «Ho sempre sentito una grande responsabilità: mia moglie mi dice che nei miei precedenti festival mi svegliavo di notte, assalito dai dubbi su un brano che magari avevo scartato. La “bistecca” del festival sono le canzoni, i cantanti in gara, il resto è contorno». Frase trita e ritrita, mai conretizzatasi.

Della centralità della musica, insiste, «ho parlato anche con Amadeus: la musica, del resto, è stata il fil rouge della nostra vita, il resto è metter su un un programma televisivo, importantissimo, certo, perché Sanremo è come la Nazionale, si diventa tutti commissari tecnici e direttori artistici».

La scelta dei brani per il prossimo Sanremo punterà sulla «musica che sta andando adesso. Mi sono accorto al mio ultimo festival che qualcosa stava cambiando, dopo il podio formato da Francesco Gabbani, Fiorella Mannoia ed Ermal Meta, due artisti che l’anno prima erano nelle Nuove Proposte e una grande icona della musica: me ne sono reso conto quando nelle settimane successive la notizia più importante divenne il record di visualizzazioni di Occidentali’s Karma, la canzone vincitrice». E vuoi vedere che fra i “Big” ritroveremo Meta, Gabbani, Ultimo…

Francesco Gabbani balla con la scimmia presentando “Occidentali’s Karma”, la canzone che vinse Sanremo nel 2017

L’ascolto dei brani è appena iniziato: «Qualcosina inizia ad arrivare. Solo dieci anni fa, quando ho condotto il mio primo festival, arrivava ancora il cd, ora ti arriva il whatsapp, il file sulla mail», sorride il direttore e conduttore artistico, spiegando che si entrerà nel vivo dell’ascolto «tra fine agosto e settembre».

Il lavoro per Sanremo «va organizzato: viene prima il regolamento, poi l’attenzione alle Nuove Proposte, poi i Big, poi si decide chi sarà con me. La parte spettacolo – ribadisce – è l’ultima cosa, la cosa più importante è la scelta delle canzoni”.

Confermate le voci di una chiusura anticipata delle serate, con la riduzione del lotto dei concorrenti, anche se non finiranno prestissimo: «Si hiuderà attorno all’una, dopo ho deciso di riportare in auge il Dopofestival. Saranno quindi meno le canzoni in gara rispetto alle ultime edizioni».

«Chi vorrei avere a Sanremo come ospite internazionale? Sarebbe fantastico iniziare con Alba chiara cantata da Vasco Rossi. Vasco, pensaci: non lo voglio io, lo vuole l’Italia». Peccato che quella canzone non apre ma chiude gli show del Blasco nazionale.

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