– La cantante italo-eritrea, forte di un piccolissimo cameo dell’ex Culture Club, prevale in un contest di scarsa qualità. Unico italiano fra i cinque finalisti è stato Paolo Belli
Marco (Marco Cervellini) era l’unico rappresentante della Repubblica del Titano nella finale del San Marino Song Contest 2026 svoltasi ieri sera in diretta tv dal Teatro Nuovo di Dogana. Il resto del cast spaziava dagli Emirati Arabi agli Stati Uniti, dalla Polonia alla Francia, dalla Svizzera all’Inghilterra e tanti italiani. Tutti mercenari pronti ad abbracciare la bandiera bianco-azzurra pur di ottenere l’ultimo biglietto valido per accedere alle semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026 in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio.
Marco, quarantenne che sognava di far parte del gruppo Village People, ha fatto le veci di quel Boy George atteso nell’esibizione di Senhit e apparso, invece, soltanto in video per un piccolissimo cameo. Marco era emozionatissimo e felice di essere l’unico indigeno a partecipare a quella passerella di discotecari, showgirl d’avanspettacolo, mascherate, saltimbanchi, urlatrici, commedianti, ballerini/e, mariuoli, principesse e cenerentole. Stranieri.

Ma Marco non ha vinto. Non è entrato neanche fra i cinque finalisti. È stato tradito dalla sua patria. Anche perché a decidere è stata una giuria di “stranieri” – Federica Gentile, Roberto Sergio, Mario Andrea Ettorre, Massimo Zanotti e Beppe D’Onghia -, tutti italiani. Che hanno votato la francese Kelly Joyce, l’americana Maya Azucena, il nostrano Paolo Belli, l’italo-eritrea Senhit feat. Boy George e l’albanese Inis Neziri. E, al termine di un finale in stile Sanremo, è stato affidato a Senhit l’onore e l’onere di fare entrare per la prima volta la piccola repubblica nella finale della gara canora europea, magari con la speranza anche di vincere. Per lei, che comunque risiede in Emilia, sarà la seconda volta: già nel 2011 rappresentò San Marino all’Eurovision senza però grandi risultati. La piazza d’onore è occupata da Kelly Joyce, seguita al terzo posto da un sorprendente Paolo Belli, quarte a pari merito Inis Neziri e Maya Azucena.
Come a Sanremo, anche qui non sono mancate le mamme. Rosa Chemical, che una volta baciava Fedez sul palco dell’Ariston facendo infuriare il centrodestra, la Rai e la Ferragni, si è portato sua madre per cantare la banale “Mammami”. Gli ha risposto L’Orchestraccia con “Cara madre mia”, canzone ruffiana stile folk anni Settanta contro la guerra.

“Baudini” d’argento per tutti e distribuzione finale di tanti premi. Da segnalare quello di una giuria di qualità strampalata e schizoide formata da Iva Zanicchi e dai reintegrati Morgan e Red Ronnie, che ha premiato la voce di Dolcenera interprete di “My Love” (alla quale è andato anche il premio Siae), e il premio della critica assegnato al misterioso duo femminile italiano Pellegrina Pibigas, che ha eseguito “Il giorno che” indossando dei passamontagna colorati, mescolando goth-rock e Carmen Consoli.
Sono stati 800 gli artisti che hanno partecipato alle selezioni. Soltanto in 11 sono entrati in finale, dove hanno sfidato 10 “vip” italiani e stranieri. Se la qualità dei brani sanremese era bassa, qui è stata da barzelletta.
Ricordando i tempi (non tanto belli) del suo festivalone (correva l’anno 2004), Simona Ventura, ormai diventata il prezzemolino di tutte le reti tv, è stata al timone del festivalino dove si respira aria di Romagna, sotto gli occhi di Roberto Sergio, direttore generale della Rai e di San Marino Rtv.
Sul palco tanti ospiti. La più attesa è stata Elettra Lamborghini, pronta a esibirsi con il singolo sanremese Voilà. Con lei anche Tommy Cash, artista estone diventato una delle figure più originali dell’ultimo Eurovision Song Contest, dove ha conquistato il terzo posto con Espresso Macchiato. Arruolati anche Al Bano e Cristiano Malgioglio, entrambi snobbati dal Festival di Carlo Conti.
La classifica finale:

- 1 . Senhit ft. Boy George (Italia/Inghilterra) – “Superstar”
- 2. Kelly Joyce (Francia) – “Oh la là”
- 3. Paolo Belli (Italia) – “Bellissima”
- 4. Inis Neziri (Albania) – “In My Head”
- 4. Maya Azucena (USA) “My Sin”
Questi erano i “Big” in gara:

- Andreas Habibi ft. Aura (Emirati Arabi Uniti) – “All we need is love”
- Dolcenera (Italia) – “My love”
- Edward Maya ft. William Imolà (Romania/Italia) – “Balla”
- Inis Neziri (Albania) – “In My Head”
- Kelly Joyce (Francia) – “Oh la là”
- L’Orchestraccia (Italia) – “Cara madre mia”
- Molella ft. Maxe (Italia) – “Fever”
- Paolo Belli (Italia) – “Bellissima”
- Rosa Chemical (Italia) – “Mammami”
- Senhit ft. Boy George (Italia/Inghilterra) – “Superstar”
Gli altri finalisti sono stati:

- Iuna (Italia) “Freedom Calling”
- Klem (Italia) “Ok respira”
- Luka Basi (Slovenia) “Chicolo”
- Magdalena Tul (Polonia) “I’ll Be Around”
- Marco (San Marino) “Shine”
- Maya Azucena (USA) “My Sin”
- Anna Smith (Svizzera) “Bruised”
- Matias Ferreira (Spagna) “Paura”
- Myky (Italia) “Outta Tune”
- Orphy (Repubblica ceca/Ucraina) “Rise Again”
- Pellegrina Pibigas (Italia) “Il giorno che”
