– Dal Regno Unito all’Italia si registra un maggiore interesse da parte dei giovani per il misticismo, anche sui social. L’album “Lux” della cantante catalana va incontro a queste nuove richieste
– Don Massimo Granieri, sacerdote della diocesi di Roma: «I ragazzi cercano il misticismo, la spiritualità, ma lontano dai confini ecclesiali». Seguono altri percorsi, fuori dalla Chiesa
– La sociologa: «E se un credo non offre risposte, allora lo fanno l’astrologia o gli oroscopi. Questa deriva mistica non è un’esclusiva di Rosalía». L’altro caso di Florence + The Machine
«In un’epoca che sembra non essere l’era della fede, o della certezza, o quella della verità, forse è più necessaria che mai una fede, o una certezza, o una verità». Così la cantante catalana Rosalía spiega la sua svolta mistica con l’album Lux, un ciclo di canzoni in quattro “movimenti”, basato sulla vita di diverse sante e che vede la trentatreenne star catalana cantare in tredici lingue diverse, fra cui il siciliano. E, sulla copertina del disco, la trentatreenne cantautrice, produttrice discografica e attrice, si fa ritrarre come una suora in abito bianco.

Se Madonna con Like a Virgin e la Lady Gaga di Judas cercavano la provocazione, come molti dei loro contemporanei, Rosalía in Lux cerca l’illuminazione, una strada che la società e la vita moderna non le offrono. Per altri si tratta di una mera operazione di marketing. «Basta visitare i social media, in particolare TikTok, per rendersi conto che l’interesse per il misticismo, i conventi e le suore sta crescendo tra i giovani. Rosalía, indipendentemente dalle sue convinzioni religiose, ne è consapevole e lo incorpora nel suo lavoro artistico. I giovani sono il pubblico di riferimento di questi prodotti culturali, anche se il 35% non si considera cattolico», si legge sul quotidiano catalano Lavanguardia che al tema ha dedicato una inchiesta.

«Rosalía non mi piace moltissimo, infatti ho deciso di non recensirla sull’Osservatore Romano perché è piuttosto estrema in alcuni atteggiamenti ed esplicita anche nei testi», premette Don Massimo Granieri, sacerdote della diocesi di Roma, critico musicale per l’Osservatore Romano e Radio Vaticana. «Devo ammettere però che la sua ricerca sembra sincera. “Sembra”, perché con gli artisti non si sa mai quanto c’è di autentico. Una ricerca che viene manifestata a modo suo, secondo la sua sensibilità, ovviamente lontana da legami confessionali, quale può essere l’appartenenza alla tradizione cattolica che è molto forte in Spagna così come lo è in Italia».
«È vero, ma in parte», secondo Don Massimo Granieri il presunto crescente interesse da parte dei giovani riguardo al misticismo. «Io lo vedo a scuola», racconta, facendo riferimento alla sua esperienza personale di insegnante. «Aumentano gli studenti che chiedono di avvalersi dell’ora di religione, così come aumentano i ragazzi che riempiono le piazze come lo ha testimoniato l’incontro col Papa a Tor Vergata la scorsa estate. Il problema è che i ragazzi cercano il misticismo, la spiritualità, lontano dai confini ecclesiali. Sono alla ricerca, ma non nei recinti cattolici ai quali siamo abituati. C’è sicuramente una ricerca, c’è un’inquietudine, ma fuori dagli ambiti ufficiali, canonici. È un po’ il riflesso della musica di Rosalía: cerca una spiritualità affrancandosi dalla tradizione cattolica».

È quanto sosteneva la scorsa primavera il Financial Times dedicando due articoli all’aumento dei giovani tra le fila cattoliche: in “Trovare la loro religione: perché la Gen Z si sta rivolgendo alla fede” si riflette su come il risveglio dell’interesse religioso sia legato a una ricerca di significato personale, in parte slegata dalla religione tradizionale, ma comunque affascinata dai rituali liturgici come esperienza analogica collettiva.
Il punto di partenza non è più la religione, ma la spiritualità. I giovani sono usciti dalla Chiesa. «Non in senso missionario: hanno oltrepassato il perimetro della comunità cristiana e se ne sono allontanati; hanno varcato il confine della religione, e si sono avventurati sul territorio aspro delle domande di senso; sono usciti dai percorsi tradizionali e si stanno spingendo su terre nuove di inquietudine e di ricerca», scrive Paola Bignardi sull’Avvenire.
Sono usciti con un laptop nello zaino per intraprendere cammini nuovi, cercando un senso sui social. A trasformare la religione in un trend sono il numero enorme di preti influencer, come Don Ambrogio Mazzai, 105mila follower su Instagram e 460mila su Tik Tok, che unisce una ricerca estetica nella narrazione per immagini alla diffusione del Vangelo, scelto dalla rivista Telegraph come esempio di nuova generazione di preti digitali. E poi c’è Don Alberto Ravagnani, con 300mila follower. E, ancora, Heriberto Garcia Arias, sacerdote messicano con oltre 2 milioni di follower su TikTok. Preti e suore che parlano di fede, perdono, vita quotidiana e spiritualità, spesso con un linguaggio diretto e semplice, senza rinunciare alla profondità dei contenuti.

Rosalìa rispecchia questa tendenza: «I Millennial e soprattutto la Generazione Z, si identificano con lei», commenta la sociologa Alba Colombo nell’articolo del quotidiano Lavanguardia. «Dopotutto, sono le prime generazioni a vivere peggio dei loro genitori in termini di condizioni di vita, nonostante un livello di istruzione più elevato. E se un credo non offre risposte, allora lo fanno l’astrologia o gli oroscopi. Questa deriva mistica non è un’esclusiva di Rosalía. Nell’attuale scena musicale spagnola, ci sono altri nomi, come Judeline, che ha anche costruito un universo musicale ricco di simbolismo nel suo album Bodhiria; o Rigoberta Bandini e il suo Jesucrista Superstar».
Il misticismo è fra i temi di Everybody Scream, il nuovo album della londinese Florence Welch (Florence + The Machine). «La medicina moderna mi ha salvato la vita, ma nessuno ha davvero saputo spiegarmi il perché», commenta dopo essere scampata alla morte grazie a un intervento chirurgico seguito a un aborto spontaneo. «Dovevo trovare un senso. Mi sono interessata alla stregoneria, alla magia, alla medicina, perché quello che mi è successo è stato così violento. Volevo studiare forme diverse di guarigione, e questo mi ha portato a esplorare rituali esoterici e pagani, così come l’occultismo britannico».
Potrà essere una operazione di marketing, ma, davanti a questi segnali, le parole di Rosalía assumono più valore: «In un’epoca che sembra non essere l’era della fede, o della certezza, o quella della verità, forse è più necessaria che mai una fede, o una certezza, o una verità».
