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Roberto Cacciapaglia: “Olympia” è armonia, è pace

– Il compositore e direttore d’orchestra presenta il poema sinfonico scritto per il Gran Finale della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. «Una volta questi giochi fermavano le guerre e i conflitti»
«In un’epoca oscura e tragica come quella che stiamo vivendo, la musica e questa cerimonia possono ancora celebrare ciò che di più alto esiste nell’essere umano: la capacità di ascoltare, di condividere, di camminare uniti verso il futuro»

Affidare il Gran Finale della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di domani al San Siro Olympic Stadium di Milano a Roberto Cacciapaglia significa compiere una scelta precisa: raccontare lo sport, il rito e l’attesa non con l’enfasi dell’evento, ma con la profondità del pensiero musicale. Cacciapaglia, compositore e direttore d’orchestra da sempre attento al dialogo tra tradizione e visione contemporanea, firma così Olympia, un poema sinfonico in quattro movimenti che accompagna e interpreta uno dei momenti simbolicamente più potenti dei Giochi: l’arrivo e l’ascesa della fiamma olimpica.

«Olympia è il simbolo della città delle Olimpiadi e questa volta sono Milano e Cortina, ma è anche il simbolo del profondo delle Olimpiadi quando le Olimpiadi fermavano le guerre e i conflitti, la “tregua olimpica”», riflette il maestro. «In un’epoca oscura e tragica come quella che stiamo vivendo, la musica e questa cerimonia possono ancora celebrare ciò che di più alto esiste nell’essere umano: la capacità di ascoltare, di condividere, di camminare uniti verso il futuro. Nella pace». 

Olympia non è una semplice colonna sonora cerimoniale. È una partitura concepita come racconto, come viaggio. Attraverso pianoforte, orchestra, voce ed elettronica, la composizione di Cacciapaglia – eseguita dalla Royal Philharmonic Orchestra e registrata agli Abbey Road Studios di Londra – segue il percorso del fuoco sacro fin dalla sua origine, ne evoca il cammino attraverso spazi e popoli, ne accompagna l’approdo e infine la salita, fisica e spirituale, verso il braciere. È una narrazione che si sviluppa per quadri sonori, in cui l’orchestra diventa voce collettiva, respiro comune.

«L’armonia è protagonista», spiega Cacciapaglia. «Pitagora diceva che l’universo è sostenuto dai suoni armonici. L’armonia viene in tanti modi: per esempio, in musica, armonizzare quello che è la tradizione classica dell’orchestra con la tecnologia, con l’innovazione. L’armonia penso che sia uno stato interiore che la musica e questa cerimonia possono divulgare, condividere con l’umanità che oggi penso abbia tanto bisogno di questo».

Nel primo movimento, dedicato all’arrivo, la scrittura è sospesa, quasi rituale. I temi emergono lentamente, come se la musica stessa dovesse farsi strada nel silenzio, richiamando l’idea di un’attesa antica, ciclica, che attraversa il tempo. Il secondo movimento introduce il viaggio: il ritmo si fa più mobile, le linee melodiche si intrecciano, suggerendo il movimento, la distanza, l’incontro tra culture diverse. È qui che Cacciapaglia mostra la sua capacità di unire rigore classico e sensibilità contemporanea, senza mai cedere all’illustrazione didascalica.

Il terzo movimento segna il passaggio decisivo: la tensione cresce, l’orchestrazione si espande, la musica diventa slancio. È l’energia della fiamma che si avvicina al suo destino, ma anche quella degli atleti, delle storie personali, delle sfide che i Giochi racchiudono. Infine, l’ascesa: il quarto movimento porta la composizione a una dimensione quasi verticale, luminosa. Non trionfalismo, ma elevazione. Non rumore, ma chiarezza. La fiamma si accende, e con essa un’idea di armonia possibile.

«Quando ho iniziato a lavorare a Olympia, ho pensato subito a una composizione musicale che potesse sostenere il momento più importante, celebrativo e simbolico dell’apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026», racconta Cacciapaglia. «In Olympia ho ritrovato una profonda affinità con il senso originario delle Olimpiadi».

In questa opera ritroviamo molti dei tratti distintivi del lavoro di Roberto Cacciapaglia: la centralità del suono come esperienza emotiva e mentale, l’attenzione alla forma come strumento di senso, la volontà di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla complessità. La sua direzione orchestra non impone, accompagna; guida il flusso musicale con la consapevolezza di chi conosce il valore del silenzio quanto quello della nota.

Il Gran Finale della Cerimonia di Apertura diventa così qualcosa di più di un epilogo spettacolare. Diventa un momento di sintesi, in cui musica, gesto e simbolo coincidono. Olympia non racconta solo l’accensione di una fiamma, ma l’idea stessa delle Olimpiadi: un cammino condiviso, una tensione verso l’alto, un linguaggio universale che, come la musica, non ha bisogno di traduzione.

E in questo dialogo tra suono e visione, Roberto Cacciapaglia conferma il ruolo che gli appartiene da sempre: quello di un maestro capace di trasformare un evento globale in un’esperienza interiore, affidando alla musica il compito più difficile e più necessario: dare forma all’emozione collettiva.

Sempre nell’ambito di Milano Cortina 2026, da sabato 7 fino al 22 febbraio, la musica di Roberto Cacciapaglia accompagnerà l’appuntamento quotidiano all’Arco della Pace di Milano aperto a cittadini e turisti. Ogni giorno, allo scoccare di ogni ora – dalle 17 alle 23 – il braciere olimpico si animerà con uno show di musica e luci della durata di alcuni minuti.

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