– Rinviata per il maltempo la prima assoluta della performance multimediale che doveva andare in scena martedì 20 gennaio e che mette insieme dal vivo cinema, musica e poesia. Protagonisti dello spettacolo sono il regista Marco Schillaci, il compositore Paolo Sorge e il poeta Biagio Guerrera, affiancati da nove musicisti
– Il creatore di immagini: «Credo che questo sia un format ad oggi poco esplorato, soprattutto nella dimensione live». Il musicista: «Ho cercato l’equilibrio fra l’elemento dionisiaco e quello apollineo». Il vulcano di parole: «Userò un siciliano risuonante, orale, impuro, meticcio, a volte “sbagliato”»
RingLike, “come un anello”, o come tanti anelli che si intrecciano fra di loro a formare una catena. Perché RingLike 2.0, la performance multimediale che doveva essere presentata in anteprima assoluta martedì 20 gennaio, ore 21, allo Zō | Centro Culture Contemporanee di Catania, prima di essere rinviata a causa del maltempo, nasce dall’incontro fra un regista, un compositore e un poeta e dalla ricerca di equilibrio fra immagini, suoni e parole per raccontare una Sicilia inedita, che si muove, nel senso di andare avanti, fra realtà e invenzione.
«Quando mi è stato chiesto di lavorare a questo progetto ho visto subito l’opportunità di combinare insieme tre elementi, suono, immagini e parlato, in modo da farli convivere, creando così un unico livello di racconto e di comunicazione emozionale. Credo che questo sia un format ad oggi poco esplorato, soprattutto nella dimensione live», commenta Marco Schillaci, regista, produttore e fotografo. «Non è cinema, non è concerto, non è performance, ma è tutte e tre le cose insieme. Il lavoro visivo è stato principalmente realizzato con una tecnica mista, dove il fatto di utilizzare delle fotografie rendendole “filmiche”, che poteva sembrava all’inizio un limite, è in realtà diventato la cifra stilistica del progetto. Ho deciso di animare le fotografie usando AI perché non volevo che fossero statiche. Il primo fotogramma è la foto originale, poi quello che succede dopo quel primo fotogramma è l’animazione che rispetta però il valore fotografico ed il contenuto di quella che era l’immagine originale. A volte ho aggiunto degli elementi alle immagini per drammatizzare la scena. Contemporaneamente ho scelto di usare delle parti filmate per creare un’alternanza di emozioni visive e di ritmo».

Le foto, i filmati, la musica. Che è quella composta da Paolo Sorge, autore anche del titolo della performance, mentre andava alla «ricerca di un equilibrio fra l’elemento dionisiaco e quello apollineo, tra scrittura rigorosa e libera improvvisazione, tra ciclicità/reiterazione/staticità ed elaborazione/ narrazione/melodia in divenire», racconta il chitarrista e compositore. «Ho immaginato una piccola sezione di quattro strumenti a fiato eterogenei con il clarinetto basso, il corno francese, il sax contralto e soprano e i flauti, per costruire un colore timbrico evocativo da affiancare al canonico trio jazz chitarra/ contrabbasso/batteria». E saranno Giovanni Cutello al sax, Eugenio Macchia alle tastiere e al pianoforte, Danilo Gallo al basso e Lluis Naval alla batteria, ad affiancare Sorge nella realizzazione della colonna sonora dello spettacolo insieme al Bellini Jazz Ensemble, un quintetto di fiati formato da Iris Morelli (flauto), Helen Maria Longo Merendino (oboe), Francesco Scacco (clarinetto), Thomas Curcuruto (corno), Americo Spaziano (fagotto).

Le foto, i filmati, la musica e le parole. Del poeta e performer Biagio Guerrera con «un siciliano risuonante, orale, impuro, meticcio, a volte “sbagliato”, un mondo sonoro dove sono entrato più di trent’anni fa e da cui non sono più uscito, un’atmosfera che si è sempre nutrita di teatro, di poesia, di musica». I tre elementi di RingLike 2.0.
La performance è una coproduzione tra Associazione musicale etnea e il Conservatorio nell’ambito di un progetto specifico dei Conservatori siciliani.
