– È un momento favorevole per il rock australiano. Ultimi arrivati sono i Belair Lip Bombs. Entrati nella scuderia di Jack White, puntano a diventare la più grande band del mondo
– Mantengono tutti i loro posti di lavoro a Melbourne, ma «qualcosa è cambiato con l’ingresso nella Third Man e con il nuovo disco: siamo diventati tutti un po’ più ambiziosi»
È un momento favorevole per il rock australiano, definito anche OZ Rock o Aussie rock. «Le esportazioni sono in piena espansione, con artisti come Tame Impala, Rüfüs Du Sol, Kid Laroi, King Gizzard & the Lizard Wizard, Amyl and the Sniffers e Vacations che guidano la carica», dice l’esperto Christen Cornell. Non avendo però il sostegno di una etichetta internazionale, spesso lo slancio iniziale si affievolisce presto. È per questo motivo che c’è molta curiosità attorno alla band dei Belair Lip Bombs. Dopo aver fatto girare la testa a livello locale nel 2023 con il loro eccellente album di debutto Lush Life, la band di Melbourne l’anno scorso ha firmato un contratto discografico con la Third Man Records di Jack White. E adesso punta a diventare la più grande band del mondo.
«È bello far parte di un’etichetta discografica dalla quale la gente si aspetta qualcosa d’importante, mentre penso che Lush Life l’abbiamo pubblicato senza aspettative», dice la cantante Maisie Everett. «E dal punto di vista sonoro, abbiamo spinto il suono in direzioni diverse, il che è divertente per noi. Sarà bello anche vedere la risposta anche a questo». Nonostante il titolo, il secondo album della band Again non è infatti un altro giro di Lush Life. Tutt’altro. Mette in luce la versatilità di ambiziosi rocker intenti ad allargare la mappa dei territori da esplorare.

Maisie Everett, chitarrista e cantante, Jimmy Droughton, bassista, Daniel Devlin, batterista, e Mike Bradvica, chitarrista, sono i Belair Lip Bombs. Provengono da Frankston, un sobborgo di Melbourne situato sulla penisola di Mornington, e si sono fatte le ossa suonando agli Singing Bird Studios, un locale per tutte le età e uno spazio di registrazione attorno al quale è emersa una piccola e affiatata comunità di band. Lì hanno registrato i suoi primi due rumorosi EP. «Dovevi trasferirti a Melbourne se volevi suonare, quindi è fantastico che qualcosa come Singing Bird esistesse», dice Devlin.
Il salto che la band ha fatto tra il loro EP del 2019, Songs To Do Your Laundry To, e Lush Life è notevole: le canzoni sono diventate più incisive e i testi di Everett più aspri. Qualità che si affinano ulteriormente in Again. Lo si percepisce già nel singolo principale Hey You, che brulica di urgenza con il suo loop ipnotico di Rhodes, la batteria martellante e persistente del nuovo batterista Daniel Devlin (ex di Delivery) e chitarre alla U2.
Abbinato al finale rock di Don’t Let Them Tell You (It’s Fair), mette in mostra la band in pieno volo, ricordando agli ascoltatori che i Lip Bombs sono prima una rock band, poi una band indie. Il chitarrista Michael Bradvica è una presenza decisiva in tutto. Il suo “chucking” in stile Nile Rodgers su Cinema dà alla traccia sia groove che profondità, mentre il suo abile gioco sulla emotiva Smiling crea quasi una sorta di dialogo tra lui e la cantante Maisie Everett.
La band mantiene ancora tutti i posti di lavoro a Melbourne; Devlin dice che lui e Droughton e Bradvica «amano avere un equilibrio» tra la musica e la vita di tutti i giorni, ma «qualcosa è cambiato con l’ingresso nella Third Man e il nuovo disco: siamo diventati tutti un po’ più ambiziosi, vogliamo dare al nuovo album il maggior numero di possibilità, non vogliamo pentirci di non aver saputo usare questa importante opportunità».
