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Playlist #152. Thundercat, Blanco, Chiara Accardi

– I segnali sonori più interessanti della settimana. Tom Rowlands, ovvero la metà dei Chemical Brothers, è ora anche metà di un altro duo con Aurora. Tra rabbia e luce “Ma” il disco che Riccardo Fabbriconi dedica alla madre. Dall’incontro fra Thundercat e Greg Kurstin nasce “Distracted”, sintesi raffinata di fusion, funk, soul e soft rock.  Le riletture jazz di Gianmarco Ferri fra melodia e interplay
– Il sorprendente singolo della cantautrice palermitana. Tutto il Sud nel singolo che vede insieme Serena Brancale, Levante e Delia. L’accento siciliano delle contaminazioni di Chicco Allotta e quello arabo di Vincent Migliorisi. Il rap positivo di Rhove che pensa anche lui alla mamma. Il nuovo singolo degli OneRepublic e il potente indie-rock della band di Chicago dei Friko

“DISTRACTED”, THUNDERCAT

Nel seguito del suo album vincitore di un Grammy, It Is What It Is, Thundercat continua ad ampliare la sua vasta rete di collaborazioni e stringe un legame fondamentale. Oltre a collaboratori di lunga data come Flying Lotus e Taylor Graves, sei ospiti speciali e un assortimento eterogeneo di altri artisti, in stile Was (Not Was) – Gerald Albright, Beck, Haley Joel Osment, ecc. – c’è Greg Kurstin, un affermato produttore di successi che annovera tra i suoi clienti Beck, Adele, Maren Morris e i Foo Fighters. 

Sebbene Thundercat e Kurstin possano sembrare una coppia insolita, condividono un profondo legame con la scena jazz di Los Angeles e hanno lavorato insieme a Cracker Island dei Gorillaz. Contenente nove brani realizzati con Kurstin, Distracted non è certo un album pop, ma rappresenta senza dubbio la sintesi più raffinata di Thundercat tra fusion, funk, soul e soft rock. C’è anche una sorta di arco narrativo che progredisce dai problemi di relazione, dall’autoflagellazione e dall’allegria del “c’est la vie” alla contentezza romantica. L’agrodolce I Wish I Didn’t Waste Your Time, la travolgente collaborazione con Channel Tres con This Thing We Call Love e il cristallino duetto con Willow ThunderWave, sono brani finemente elaborati con Kurstin. Il singolo No More Lies, con i Tame Impala, compete con Them Changes per il titolo di miglior jam funk ingannevolmente rilassante di Thundercat. 

L’oscillazione tra umorismo bizzarro e profonda angoscia caratterizza questo album quasi quanto Apocalypse It Is What It Is. È particolarmente evidente nel modo in cui l’LP inizia e finisce. Candlelight, l’introduzione delicata e avvolgente, è dedicata a Meghan Stabile, una stimata promoter che si è suicidata nel 2022. A giudicare dal titolo e dal tono malinconici, la traccia conclusiva You Left Without Saying Goodbye sembrerebbe essere sulla stessa linea, ma vede Thundercat “sopraffatto”, “sovraccarico di lavoro” e “sottopagato”, mentre cerca di ritrovare il suo equilibrio e giunge alla conclusione di poter arrotondare le sue entrate fornendo contenuti online agli amanti del feticismo dei piedi. 

“COME CLOSER”, TOMORA

Tom Rowlands, ovvero la metà dei Chemical Brothers, la band vincitrice di Grammy, è ora anche metà dei Tomora, in compartecipazione con Aurora, la sua nuova partner musicale. Nelle dodici tracce dell’album di debutto, Come Closer, i diversi approcci dei due si manifestano chiaramente. La struttura ritmica cinetica ma precisa di Rowlands si fonde con l’approccio pop più caotico di Aurora, dando vita a un mix vertiginoso di techno, trip-hop e, nella traccia omonima, una versione distorta del prog. Tutto, dicono, all’insegna dell’improvvisazione.

Lo spirito istintivo è guidato con precisione millimetrica dal singolo di lancio dell’album, Ring the Alarm, che dà la sensazione di una dose massiccia di caffeina. Per Aurora, il brano veicola anche un messaggio più profondo, grazie al clima che lo caratterizza. «È il momento giusto per dire: “Suonate l’allarme! Siate consapevoli! Guardatevi intorno! Svegliatevi!”», afferma. «“Siate svegli, siate umani”».

“MA”, BLANCO

Blanco torna in scena con un lavoro dedicato alla mamma, che arriva dopo un periodo di pausa e che segna una nuova fase della carriera del giovane artista, all’anagrafe Riccardo Fabbriconi, tra nuove strade musicali e un paio di collaborazioni mirate. Nessuna disperazione in questo album, semmai una ricerca di equilibrio tra rabbia e luce. Tra i temi ispiratori c’è anche quello della noia, che Blanco rivendica come elemento fondamentale del proprio processo creativo, anche in contrapposizione al ritmo frenetico della vita urbana. 

Dal punto di vista musicale, MA è un lavoro libero e istintivo, che attraversa sonorità diverse. «Le abbiamo scelte in base al mood del momento, senza partire con un’idea precisa», spiega. Una libertà che si traduce anche in una forte componente rock, riletta però in chiave contemporanea. Le collaborazioni nell’album seguono la stessa logica di autenticità. «Non ho scelto Gianluca Grignani (Peggio del diavolo) ed Elisa (Ricordi) perché sono nomi importanti, ma perché sentivo che c’entravano davvero con quelle canzoni. Sono persone che calzano perfettamente e che ammiro».

“SWEET AND LOVELY”, GIANMARCO FERRI

Nuova creatura discografica di un talento della chitarra jazz: Gianmarco Ferri. Insieme a lui, in questo album, due figure di spicco della scena jazzistica internazionale: il contrabbassista statunitense Doug Weiss e il batterista Luca Santaniello, molisano ma ormai statunitense d’adozione e d’azione.  Sono otto i brani di cui consta la tracklist, quattro standard appartenenti all’immortale tradizione del jazz (These Foolish ThingsSweet and LovelyButch and Butch e I Hear a Rhapsody), mentre FriendsYou Missed The TurnNiño e Laying It Down sono brani originali frutto della creatività compositiva di Ferri. 

Questo disco nasce dall’idea di (ri)leggere attraverso una propria personalità artistica alcuni standard con arrangiamenti brillanti, traendo ispirazione dalla classe cristallina e dalla sensibilità comunicativa di due giganti del jazz come Ahmad Jamal e Billy Bean. Il senso melodico è un elemento caratterizzante di Sweet and Lovely, oltre a una particolare attenzione per l’interplay e per la costruzione collettiva del sound che identifica questo trio.  Dall’incontro di questi tre musicisti di valore inestimabile, emerge una perfetta sintesi improntata sull’eleganza, sull’autenticità espressiva e sulla capacità di fondere tradizione e modernità con naturalezza, maturità artistica e consapevolezza.

“MI MANCHI MA NON PARLO”, CHIARA ACCARDI

È il nuovo brano della cantautrice siciliana Chiara Accardi. Il singolo racconta di un amore giovane e intenso, che non ha avuto il coraggio di diventare qualcosa di definito. Il brano si sviluppa come un flusso di coscienza, che cresce con il peso dei pensieri. Al centro c’è una malinconia densa, un legame sospeso tra la voglia di ricominciare e la paura di ferirsi ancora. Chiara Accardi descrive quel limbo in cui basterebbe poco a cambiare tutto, ma si sceglie il silenzio per proteggersi, per timore di trovarsi nuovamente a raccogliere le macerie di ciò che è stato. Le parole, dirette e sfrontate, esplodono nel ritornello, per poi sgretolarsi in un pensiero passeggero: “Mi manchi ma non parlo, perché se parlo poi ricominciamo da capo”

Musicalmente, Mi Manchi Ma Non Parlo abbandona le strutture pop classiche per farsi materia viva. Prodotto a Palermo da Fabio Rizzo (Indigo Studios), il singolo è caratterizzato da un sound ruvido e da una produzione analogica, che restituisce la percezione di suoni concreti e tattili. Il crescendo strumentale, cifra del brano, riflette la tensione emotiva del testo. 

Anche l’immaginario visivo segue questa direzione. Il videoclip è ambientato a Borgo Schirò, una cittadella agricola abbandonata nei pressi di Palermo. In questo scenario fatto di cemento e terra arsa, l’amore viene vissuto come una relazione clandestina all’interno di un regime distopico che vieta i sentimenti. Le due protagoniste comunicano attraverso biglietti nascosti, senza mai incontrarsi davvero: una distanza che diviene tangibile grazie alla costruzione in split screen. La copertina del singolo – una macro di legno intagliato che custodisce un messaggio segreto – è il reperto fisico di questa resistenza silenziosa.

Mi Manchi Ma Non Parlo apre ufficialmente le porte di Nuge, il primo album di Chiara Accardi: un microcosmo narrativo che lega musica e identità visiva.

“FEMMINA”, RHOVE

Rhove fa il suo ritorno sulla scena musicale con un nuovo singolo. «A volte è proprio quando ti senti perso che ritrovi te stesso, a me è capitato in un viaggio negli occhi di una donna», racconta. «Voglio portarvi nel mio viaggio e voglio essere un esempio, come lo sono state le persone che sto incontrando in giro per il mondo. Io sono uno di voi e più cresco, più mi rendo conto che essere normale è la mia vera forza. Tutti noi siamo speciali, a volte qualcuno ve lo deve solo ricordare».

Ogni volta che Rhove ritorna con un nuovo brano, c’è sempre una necessità dietro, un’urgenza di esprimersi attraverso la musica, senza cercare di inseguire le classifiche ad ogni costo. Il videoclip ufficiale del brano è girato in Marocco, durante uno dei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo. Da sempre rapper “positivo” che non ha mai idolatrato le droghe o la violenza nei suoi testi, Rhove si è dedicato in questi anni alla musica, alla meditazione e alle sue passioni più grandi come lo sport e il surf.

“DAR” VINCENT MIGLIORISI FEAT. FAISAL TAHER

Secondo singolo dal nuovo album In Deep and Dance, in uscita il 27 aprile, è un brano strumentale intenso impreziosito dalla collaborazione di Faisal Taher. Dar è molto più di musica: è un viaggio alla ricerca di casa, di quel luogo dove la pace, la libertà e la bellezza possano finalmente fiorire.

Tra giardini pieni di fiori, quartieri accoglienti e comunità che cantano e scrivono poesie, il brano evoca spazi lontani dalla guerra e dall’oppressione. Con un chiaro richiamo alla Palestina e a tutti i luoghi del mondo segnati da conflitto e ingiustizia, Dar racconta il sogno universale di uomini e donne liberi, capaci di rompere catene e costruire un futuro di armonia.

Attraverso atmosfere profonde e suggestive, Vincent Migliorisi e Faisal Taher trasformano la musica in rifugio e messaggio: un canto di speranza, amore e resistenza, che invita a immaginare e costruire la propria casa ideale, dove ogni fiore, ogni nota e ogni gesto possano respirare libertà.

“JUNGLE CIURI 2.0”, CHICCO ALLOTTA

Segundagenie è il nuovo album di Chicco Allotta, tastierista siciliano degli Incognito residente a Londra, con i suoi The Groovers dal quale è estratto il singolo in radio Jungle ciuri 2.0. L’album sarà presentato dal vivo il 10 aprile a Trapani e l’11 aprile a Trecastagni (Ct).

Con il singolo Jungle Ciuri 2.0, Chicco Allotta compie un’operazione artistica audace, trasformando uno dei simboli più solari e stereotipati della tradizione siciliana in un canto di protesta ironico e malinconico. Il brano non si limita a citare il celebre ritornello folk di Ciuri Ciuri, ma lo decostruisce profondamente, trascinandolo in una dimensione contemporanea e fortemente introspettiva.

L’architettura sonora del pezzo si rivela un viaggio ritmico imprevedibile che muove i primi passi su un arrangiamento reggae, caldo e avvolgente, per poi evolversi rapidamente verso le pulsazioni frenetiche della drum&bass. Questa alternanza ritmica costituisce il cuore pulsante dell’opera, dove una strofa quasi rappata sfocia nel grido liberatorio di “pruvari sempri raggia” (provare sempre rabbia), ripetuto ossessivamente come un mantra viscerale.

Lungi dall’essere un giudizio oggettivo o critico verso la propria terra, il testo rappresenta un’introspezione personale dell’autore che scava nel proprio vissuto, adattando le parole alle sensazioni trasmesse dalla società del tempo. In Jungle Ciuri 2.0, la tradizione siciliana si scontra e si fonde con la modernità elettronica londinese, riflettendo perfettamente la dualità artistica di un musicista che, pur vivendo all’estero, mantiene un legame conflittuale e profondo con le proprie radici.

“AL MIO PAESE”, SERENA BRANCALE, LEVANTE E DELIA

Il nuovo singolo dell’artista pugliese che vede la partecipazione di Delia e Levante. Non una semplice collaborazione, ma un incontro di talento e radici, tre artiste meridionali, musiciste e cantautrici che dimostrano ancora una volta quanto sappiano raccontare il mondo attraverso la loro potente e incredibile voce. Il video è girato fra Siracusa e Catania.

Nella traccia Serena Brancale, con il suo groove magnetico, porta il calore e la forza della Puglia, mentre Levante e Delia mostrano le diverse anime siciliane, firmando strofe che sono istinto puro, identità, pelle. Tre voci uniche, tre universi musicali che si trovano e si amplificano a vicenda, creando un equilibrio perfetto.

Al mio paese è una celebrazione di vita e territorio. Un brano che suona come un ritorno a casa e al tempo stesso come una festa senza fine. Sa di Sud, di libertà, di estate, di casa, ma anche di strade da vivere fino a tardi, di notti che non finiscono mai quando l’energia della musica prende il sopravvento.

“STILL AROUND”, FRIKO

Nuovo singolo del quartetto di Chicago Friko ad annunciare l’album Something Worth Waiting For, in uscita il 24 aprile. Still Around porta il loro duro suono della band power pop a un livello intenso. La passione per la melodia rimane, oltre a quei testi spinosi e adiacenti alla prosa, ma c’è anche una schiettezza.

La voce bruciante di Niko Kapetan perfora il terrore esistenziale, raggiungendo invece la luce: “C’è speranza in ogni uccisione / Casa in ogni inferno / Tutto non è un fallimento / Sei ancora in giro”.

“NEED YOUR LOVE”, ONEREPUBLIC

Un brano energico e coinvolgente che mette in luce l’importanza dell’amore rispetto a tutto ciò che è materiale. Le sue melodie travolgenti sono state anticipate durante alcuni concerti nel 2025, diventando una delle loro uscite più attese. 

Girato in un magazzino poco illuminato, le immagini del video mostrano la band mentre suona con autenticità e passione, trasmettendo così il messaggio del brano.

“AIN’T NO SUBSTITUTE”, HONORÉ

Un mix di super soul anni ’70 in piena tradizione Ashford & Simpson con un groove essenziale di ispirazione Nu Yorican – dove l’artigianato classico incontra il dancefloor moderno… La cantante nata a Detroit, ma di base a Toronto, Honoré – eletta miglior nuova artista da Soultracks l’anno scorso – torna con il “gratitude remix” del suo singolo #1 della UK Soul Chart Ain’t No Substitute, remixato dal produttore estone Martin Laksberg (Lexsoul Dance Machine) in una versione a’ la Detroit Soulchestra – archi, ottoni e sezione ritmica tutti incastrati alla perfezione per far risplendere la voce di Honoré.

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