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Playlist #150. BTS, Anna Calvi, Dimartino, Achille Lauro

– I segnali sonori più interessanti della settimana. La cantautrice britannica duetta con Iggy Pop, Laurie Anderson, Perfume Genius e Matt Berninger. Grace Ives esce dalla sua camera da lettoBGR raccontano la fine del mondo in technicolor, Sabù Alaimo  il disagio
 – Il ritorno dei BTS, beniamini del K-Pop, e quello da solista dell’ex compagno d’avventura di Colapesce. I nuovi singoli di cantautore veronese, di LeUltimeParoleFamose, rob, Birthh, Raiz, Lunatropica, A Place To Bury Strangers, Afghan Whigs e Lizzo

“ARIRANG”, BTS

I BTS hanno pubblicato il loro nuovo attesissimo album, Arirang, insieme al loro nuovo singolo Swim e al relativo videoclip ufficiale. Si tratta del primo disco della band ad uscire da 3 anni e 9 mesi. Il titolo dell’album viene da una canzone tradizionale coreana, conosciuta nel Paese d’origine e in tutto il mondo. Trascendendo il tempo e le generazioni, la canzone è stata spesso associata alle emozioni della connessione, distanza e del ritrovarsi.

L’album è una riflessione profonda sull’identità e le origini dei BTS. Il gruppo, conosciuto per l’autenticità delle storie che è in grado di raccontare attraverso la musica, ha pubblicato un disco pieno di narrazioni che solo i BTS possono creare. In Arirang la band racconta i sentimenti di nostalgia, desiderio e gli “alti e bassi” della vita, scegliendo quella parola come titolo del disco per la sua forte risonanza con il viaggio intrapreso fino ad ora. Ancora, la band esplora le emozioni universali del desiderio e dell’amore in questo nuovo progetto, che farà presa sui loro fan in tutto il globo e avrà un impatto senza tempo fra le diverse generazioni e culture.  I BTS torneranno con una una performance monumentale intitolata BTS The Comeback Live: Arirang a Gwanghwamun Square a Seoul domani (l’evento si potrà vedere in streaming su Netflix il 21 marzo). Dal 27 marzo, invece, solo su Netflix sarà disponibile il documentario BTS: IL RITORNO. Diretto dall’acclamato regista Bao Nguyen (The Stringer, We are the World: la notte che ha cambiato il pop) e prodotto dalle rinomate This Machine (Martha, Karol G) e HYBE, il film offre uno sguardo senza precedenti, seguendo il grande ritorno dei BTS all’inizio di un nuovo viaggio destinato a essere scolpito nella storia della cultura pop, riflettendo al contempo sul percorso che ha trasformato sette giovani coreani in icone globali.

“GIRLFRIEND”, GRACE IVES

La newyorkese Grace Ives è esplosa come artista pop da bedroom, autoproducendo 2nd, il suo album di debutto del 2019, e ampliando il suo suono per l’attraente Janky Star del 2022. Il suo terzo album abbandona la cautela per aprirsi a canzoni che sfrecciano veloci fuori dalla sua camera da letto e brillano di stupore cosmico.

Grace Ives è andata a scrivere in California, trovando sicurezza in un contesto nuovo. La sua determinazione e vulnerabilità alimentano Girlfriend, che condivide la dolcezza e lo scintillio dei classici pop cult di Lorde (Melodrama) e Sky Ferreira (Night Time, My Time). Le canzoni di Ives ribollano di dettagli – Avalanche ribolle con sintetizzatori glitchy, pianoforte agitato, archi affilati e frammenti EDM – ma non soffoca mai la sua voce improvvisa, che spinge melodie orecchiabili. Ci sono cenni ai classici dei club britannici: Fire prende in prestito la corsa esistenziale di You’re Not Alone di Olive; l’eccellente Stupid Bitches è un gioioso esorcismo che evoca Where’s Your Head At di Basement Jaxx.

“IS THIS ALL THERE IS?”, ANNA CALVI

Annunciato come il primo di tre uscite correlate su cui Anna Calvi riflette su temi di identità e cambiamento, Is This All There Is? vede la cantautrice condividere il microfono con Iggy Pop, Laurie Anderson e Matt Berninger del National. Quest’ultimo è presente nella title track, la più vicina nello stile a ciò che ci si potrebbe aspettare da Anna Calvi: le loro linee vocali sono complementari. Iggy Pop porta una spavalderia fragorosa in apertura di God’s Lonely Man: la sua voce burbera crea un intelligente contrasto con il registro inferiore di Anna, mentre Mike Hadreas di Perfume Genius è vicino a un lamento nella rilettura di I See A Darkness di Bonnie “Prince” Billy, mentre la traccia si espande spettrale, quasi epica, dietro di lui. 

Il momento più interessante è Laurie Anderson in un’altra cover, Computer Love dei Kraftwerk, dove il suo ruolo è quello di recitare i testi della canzone come se stesse iniziando a capirli in tempo reale. Una versione strabiliante rispetto alle altre tre tracce. Una curiosità breve e dolce che segna una vera svolta per Anna Calvi.

“ERA SERENASE”, BGR

Dopo sei anni di silenzio discografico, gli Era Serenase tornano con BGR, un EP di tre tracce in uscita che rappresenta la prosecuzione naturale di un discorso rimasto in sospeso, che oggi prende forma attraverso un progetto compatto e molto preciso. BGR è un concept nato attorno a un’idea semplice e radicale: raccontare la fine del mondo attraverso tre colori primari, ciascuno legato a un’emozione fondamentale. 

Non un racconto apocalittico in senso spettacolare, ma un attraversamento del collasso, tre modi diversi di stare dentro la fine. BGR attraversa la fine del mondo senza trasformarla in spettacolo, ma scegliendo tre reazioni umane fondamentali: la tristezza e la nostalgia di Blu, l’ironia quasi festosa di Giallo, il rifiuto e la rabbia di Rosso

Sul piano sonoro, il progetto conferma l’estetica del duo, in equilibrio tra elettronica, rap e immaginario distopico, articolandosi in tre produzioni differenti firmate da Sicket Simpliciter, OHME clctv e Frank Blake. 

“QUELLI COME NOI”, SABÙ ALAIMO

Nuovo EP del cantautore palermitano Sabù Alaimo. «Questo progetto discografico pone l’accento su una forma di disadattamento sociale, cioè la difficoltà di riconoscersi nei modelli imposti e il senso profondo di alienazione che ne deriva», dice il cantautore. «Il titolo dell’EP racchiude l’illusione di poter risolvere questo disagio attraverso la ricerca di simili, di qualcuno che condivida lo stesso sguardo sul mondo».

In questi brani Sabù Alaimo trasforma in musica la voce dei reietti del nostro tempo: canzoni che somigliano a un grido di aiuto, dirette, urgenti, capaci di parlare più allo stomaco che alla testa. Ne nasce una cifra definibile come “punk cantautorale”, che si riferisce a una forma di comunicazione sincera, ruvida e necessaria, più che all’aspetto strettamente musicale.

In Quelli come noi, ogni brano contribuisce a costruire un racconto unitario sul disadattamento. Il meglio apre un percorso intimo e consapevole, scavando nella propria verità fino a toccarne i punti più inquieti per poi provare a perdonarsi e tornare a guardare al futuro con fiducia, scegliendo l’ottimismo come atto necessario e coraggioso. Con Disadattato emerge la difficoltà di riconoscersi nei modelli imposti e il senso di solitudine che ne deriva: un racconto generazionale che attraversa i ricordi delle occupazioni scolastiche di fine anni Novanta, i primi amori e i sogni irrisolti, restituendo la bellezza fragile di un’adolescenza che sembra non finire mai.

Quelli come noi racconta di persone che, al di là di qualsiasi appartenenza o livello culturale, si sentono fuori dalle etichette della vita moderna, unite dall’illusione – spesso disattesa – di poter alleggerire le proprie ansie condividendole con i propri simili, per poi scoprire che ognuno possiede una unicità che sfugge a qualsiasi etichetta. Con Spazzatural’EP si fa più diretto e urgente: un brano che traduce in musica il bombardamento quotidiano di notizie, tra cronaca, politica e leggerezza, restituendo la confusione mentale del presente. Chiude Totò, dedicato a Totò Schillaci, figura simbolo di riscatto sociale e appartenenza collettiva, capace di andare oltre il calcio per diventare emblema di un Sud che si riconosce, ancora una volta, in “quelli come noi”.

“IN VIAGGIO VERSO IL PARADISO”, ACHILLE LAURO

Dopo un periodo straordinario, segnato da alcuni dei momenti più significativi dello spettacolo italiano – dalla Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona alla co-conduzione del Festival di Sanremo 2026 -, nel pieno del trionfale tour nei palazzetti, sold out da tempo in tutta Italia, e mentre svela le date del suo primo grande tour negli stadi in programma nel 2027, Achille Lauro esce con un nuovo singolo.

In viaggio verso il paradiso è una ballad intensa che mette al centro una promessa d’amore assoluta: esserci, proteggersi, farsi rifugio. Presentata per la prima volta dal vivo durante le prime date del tour nei palazzetti attualmente in corso, è diventata immediatamente uno dei momenti più intensi dello show. Accolto con grande partecipazione dal pubblico, il brano aggiunge un nuovo tassello al racconto musicale di Achille Lauro, confermando la sua forza espressiva nel tradurre dimensione personale in linguaggio universale.

“L’ORO DEL FIUME”, DIMARTINO

A sette anni dal suo ultimo album Afrodite, e dopo la fruttuosa collaborazione con Colapesce, Dimartino annuncia L’improbabile piena dell’Oreto, il suo quinto album di studio e il ritorno alla dimensione solista. Ad anticipare il disco è L’oro del fiume, il brano che apre l’album e che introduce fin da subito l’immaginario sonoro e narrativo del nuovo capitolo discografico che prende forma attorno a un’immagine centrale: quella del fiume, luogo di mistero, ricerca e trasformazione.

L’oro del fiume racconta la storia di un cercatore d’oro fermo nel mezzo del fiume a interrogarsi sul senso della propria ricerca: una riflessione poetica sull’uomo contemporaneo e sugli obiettivi che inseguiamo e lo scorrere del tempo. Nel testo il cercatore d’oro diventa una figura simbolica che si muove nella corrente della vita inseguendo un obiettivo, salvo poi accorgersi che proprio quella ricerca rischia di allontanarlo da ciò che conta davvero. La canzone è una delicata ballad folk.

L’uscita del nuovo album, l’8 maggio, sarà accompagnata anche dal ritorno live con L’improbabile piena dell’Oreto Tour 2026, una serie di concerti in cui Dimartino porterà dal vivo le nuove canzoni – insieme al repertorio che negli anni ha segnato il suo percorso di autore e musicista – in una veste unplugged. Sei appuntamenti chitarra e voce a Roma (8 maggio), Bari (9 maggio), Milano (11 maggio) e Torino (13 maggio), Firenze (14 maggio), Fano (15 maggio). «Già durante la scrittura del disco immaginavo una dimensione live molto acustica», racconta Dimartino. «La mia idea è quella di spogliare la canzone per restituirne la fragilità. Ho scelto di suonare in alcuni luoghi mistici non per fare un rito, ma semplicemente per predisporre il pubblico ad un ascolto più attento».

“UMORE BLU”, LEULTIMEPAROLEFAMOSE

Il nuovo singolo di LeUltimeParoleFamose è un brano che parte dal concetto di burnout: uno stato emotivo opprimente che emerge quando la richiesta di essere sempre performanti inizia a consumare energie e lucidità. È la condizione in cui la fatica diventa silenziosa e quotidiana, lasciando poco spazio alla vulnerabilità.  Il “blu” diventa così un colore simbolico che non rimanda soltanto alla malinconia, ma restituisce una fotografia del presente: la pressione costante di un mondo che richiede presenza continua e non ammette errori o distrazioni.

Nel brano, questo scenario viene affrontato a partire da un punto di vista intimo che si fa progressivamente collettivo. Con uno sguardo diretto e contemporaneo, mette in luce la necessità di alleggerirsi, di togliersi di dosso ciò che schiaccia per tornare a respirare. Non c’è negazione del disagio, ma la consapevolezza che la fragilità sia parte dell’esperienza, senza l’obbligo di mostrarsi sempre efficienti.

LeUltimeParoleFamose è il progetto di Valentina Lattanzi, romana, a Milano per seguire la musica come passione primaria. Si distingue fin da subito per il suo linguaggio diretto e attuale, astratto e per certi versi imprevedibile. Emozionante per la forza del contenuto e le riflessioni che sottende, alterna parlato e cantato, per affermare una propria cifra stilistica al di là dei cliché, senza aver paura di toccare, con grazia, il cantautorato e l’R’n’B, con uno sguardo attento al presente.

“STUPIDA”, ROB

Dopo La mia storia, scritto insieme a Naska, la vincitrice di “X Factor 2025” Roberta “rob” Scandurra annuncia pubblica Stupida, scritta in collaborazione con Andrea Pula, con la composizione e produzione di Simone Guzzino e Blame. È un brano pop rock ruvido e liberatorio che racconta la lucidità brutale di quando capisci di stare tornando, ancora una volta, dalla persona sbagliata.

Messaggi alle tre di notte, promesse che si perdono nel fumo delle sigarette e quella sensazione familiare di ricadere nello stesso errore. Una storia che si ripete anche quando sai perfettamente come andrà a finire.

Nel brano, rob trasforma tutto questo in una confessione rabbiosa e autoironica, dove la lucidità arriva, ma non abbastanza presto da salvarti. Rimane solo la consapevolezza, detta ad alta voce, senza scuse e senza filtri.

“TOTAL BLACK”, BIRTHH

Nuovo singolo della cantautrice e produttrice Birthh che prosegue il viaggio verso il suo primo album in italiano, Senza fiato, in uscita il 24 aprile per Carosello Records. Un nuovo episodio autobiografico che racconta una vita divisa tra l’Italia e New York, stavolta calandosi nel cuore della notte, all’interno di un club queer newyorkese, per raccontarci il clubbing come un’esperienza metafisica in cui dissolvere ansie e paure.

Come racconta la stessa Birthh, «Total Black è nata dopo una serata passata al Basement, un club queer di Brooklyn, poco distante da dove vivo. Il dress code del locale, con vibe check super rigido alla porta, era total black, ma io di solito mi vesto molto colorata. È come se quella sera avesse sbloccato in me un nuovo modo di essere me stessa, più cupo ma anche più misterioso e sensuale. Mentre ballavo sulla techno ho sentito dissolvere il mio continuo sentirmi fuori posto, le mie ansie per il futuro, la paura di ciò che sta succedendo nel mondo. Mi ricordo di aver pensato: “Io sono fatta per ballare”. Immergermi nella musica quella sera mi ha fatto sentire a casa per la prima volta dopo tanto tempo. Credo che il diritto a vivere la leggerezza, al giorno d’oggi, sia importante tanto quanto viverci la serietà di questo periodo storico. Le due cose non si escludono a vicenda, anzi, ci aiutano a ricordare per cosa valga la pena lottare».

Dopo i precedenti singoli Little Rat e Truman, questo brano presenta la cantautrice-producer toscana in una veste inedita, fuori dagli schemi, che sintetizza alla perfezione il talento sfaccettato di Birthh, sia come cantautrice che produttrice: combinando strofe dal flow hip-hop con un ritornello melodico all’italiana, il brano gioca con atmosfere club, ritmica elettronica e contaminazioni latin sofisticate.

“ROSA”, RAIZ

Nuova versione del brano scritto da Raiz nel 2024 per la quarta stagione di Mare Fuori, la fortunata serie tv nel quale ha interpretato il ruolo di Don Salvatore Ricci. L’uscita è accompagnata da un videoclip inedito, nel quale il cantante asseconda i passi di sua figlia Lea, muovendosi fra saloni di grande bellezza. Girato completamente all’interno del Museo e Real Bosco di Capodimonte, la regia e la coreografia sono di Alessandra Sorrentino.

Il testo della canzone ha sempre avuto, per Raiz, una duplice chiave di lettura; partendo da un elemento di fantasia, una dedica a sua figlia Rosa Ricci (interpretata nella fiction da Maria Esposito), in cui sogna per lei un futuro diverso e più sereno, arriva a collimare con un momento privato, concreto, dove Lea Della Volpe, sua figlia nella realtà, è stata musa ispiratrice nella verità e nella profondità di significato della canzone.

« È una canzone sulla genitorialità, sul rapporto esclusivo che lega un padre e sua figlia in un momento di estrema difficoltà», spiega Raiz. «Il testo descrive un sogno, lui che immagina lei da adulta, in abito da sposa, ma che ancora cammina con la mano nella sua; una laurea, una famiglia, dei figli, la forza di saper cambiare il proprio futuro lasciandosi alle spalle l’oscurità.

“VESUVIO”, LUNATROPICA

Un film che si muove lento, tra cenere e luce all’alba, in una Pompei immaginaria. Vesuvio, terzo singolo dei Lunatropica, racconta un amore fragile e sussurrato, sospeso tra la dolcezza dei ricordi e l’inquietudine di un vulcano pronto a risvegliarsi. Chitarre acustiche, leggere pulsazioni elettroniche e sfumature di bossa nova e folk psichedelico creano un paesaggio sonoro intimo e sognante. Il testo cattura piccoli gesti e grandi emozioni: cenere che cade, sguardi che si cercano, parole che restano sospese, come se ogni istante potesse essere l’ultimo. “Vivere sotto al vulcano mette tutto in prospettiva”, cantano i Lunatropica: un mantra delicato che trasforma la precarietà in poesia e il distacco in bellezza, lasciando nell’aria una sensazione di saudade.

Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film. Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale. 

“WHERE ARE WE NOW”, A PLACE TO BURY STRANGERS

La band newyorkese A Place To Bury Strangers pubblica  il terzo singolo/video tratto dal loro nuovo album Rare And Deadly, in uscita il 3 aprile per Dedstrange. Dopo l’attacco sonoro a tutto campo di Acid Rain, in cui «il frontman Oliver Ackermann canta con tono impassibile, quasi cantilenante, un testo sulla crudeltà sistemica» (Consequence), Where Are We Now, trascinata da un basso pulsante e ipnotico fra richiami ai Joy Division, vede gli A Place To Bury Strangers riflettere sul passato: “Dove siamo adesso // È troppo tardi // Dovrei tendere la mano // Dove siamo adesso // intrappolati nelle nostre vite // i nostri sogni sono svaniti?”.

Ackermann afferma che la canzone parla di «guardare indietro agli amici con cui si sono persi i contatti. Chiedersi che fine abbiano fatto. Ricordare quando tutto sembrava possibile». Il video che accompagna il brano è stato realizzato da Ackermann con filmati provenienti dagli Archivi Nazionali della Biblioteca del Congresso. Ackermann afferma di aver realizzato il video perché «credo che dobbiamo guardare di più le persone e riconoscere il valore e la meraviglia della vita, in modo da poter essere compassionevoli verso gli altri».

“HOUSE OF I”, AFGHAN WHIGS

Gli Afghan Whigs tornano con il loro primo inedito in quattro anni, dopo aver condiviso un paio di cover qualche mese fa. House of I, prodotto e mixato da Greg Dulli e Christopher Thorn, precede il tour del 40 anni di carriera dei veterani indie-rock, che li porterà da costa a costa a partire dal prossimo mese. Dulli ha detto in un comunicato stampa: «L’ho fatto a New Orleans la scorsa estate. Stavo cercando un banger a ritmo sostenuto e mi sembra di averne trovato uno qui».

“DON’T MAKE ME LOVE U”, LIZZO

La superstar vincitrice di GRAMMY® ed Emmy Award, cantante, autrice, rapper, polistrumentista e attrice Lizzo ha pubblicato un nuovo brano e video, Don’t Make Me Love U, che dà il via alla sua nuova era musicale.

Il video, diretto da Tanner K Williams e girato da Bentley Rawle, offre uno sguardo surreale e visivamente sorprendente in una relazione familiare fatta di lotta con il proprio io passato, riflessione ed evoluzione finale attraverso l’apprendimento e la crescita. È tanto cinematografico e sincero quanto satirico, raccontato attraverso la lente cerebrale di Lizzo e Lizzy, il suo alter ego.

https://open.spotify.com/playlist/1FaTMQWeJstVyXH4D47UAF?si=68836d7434b944e6

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