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Playlist #145. Il pop tempestoso di Charli xcx

– I segnali sonori più interessanti della settimana. La cantautrice inglese sorprende con l’album “Wuthering Heights”, che è più di una colonna sonora, muovendosi fra darkwave e avanguardia con la complicità di John Cale, ex Velvet Underground
– “Strange Life” segna il debutto degli australiani Howling Bells. Il nu-folk dei Mumford & Son, il nu-soul del Jake Mason Trio, il boom-bap di Jill Scott. I singoli con cui i Bleachers, Lykke Li, Distropical annunciano i loro rispettivi nuovi lavori

“WUTHERING HEIGHTS”, CHARLI XCX

Charli xcx chiude l’era “Brat”, che le ha fatto guadagnare un grande consenso nel pop, e sembra pronta ad andare oltre con Wuthering Heights: una colonna sonora dell’omonimo film in questi giorni nelle sale italiane. La svolta è chiara sin dallo spettrale brano iniziale, House, registrato con John Cale, ex Velvet Underground. Pochissimi si sarebbero aspettati un pop provocatore e sfacciato in piena epopea post-industriale. House suona come un’ode al terrore, un thriller psicologico reso nel suono claustrofobico, inquietante e vagamente terrificante.

John Cale e Charlie xcx

La successiva Wall of Sound approfondisce l’atmosfera gotica: l’ansia cessa di essere un’emozione e diventa un paesaggio, vasto, soffocante, ineluttabile. Facendo eco a Wuthering Heights stessa, la canzone incornicia l’amore e il desiderio come forze che sopraffano l’individuo, rendendo la resistenza futile e il movimento impossibile.

Uno dei punti di forza dell’album, Dying for You, vira nella direzione opposta: una composizione pop quasi impeccabile, nella quale Charli estende la sua fissazione sul desiderio; setacciando la memoria e il dolore, soffre ancora per l’amato assente. Il tormento continua su Out of Myself, uno dei tagli più pop-lean dell’album: Wuthering Heightsprospera nel bilanciare avanguardia con un songwriting accessibile. Un’altra sorpresa è l’improvvisa apparizione di Sky Ferreira in Eyes of the World. La chiusura di Funny Mouthconclude con una nota drammatica, ricordando l’apertura di House con le sue trame darkwave neoclassiche e la voce tremante di Charli. 

È difficile considerare Wuthering Heights come una mera colonna sonora: questo è un disco che contiene più di un accompagnamento cinematografico funzionale. Liricamente dimostra la lettura ravvicinata del romanzo da parte di Charli; musicalmente offre un’ampia gamma di sperimentazione. Per un artista che ha trascorso gli ultimi due anni tenendo i corpi appuntati alla pista da ballo, Wuthering Heights sembra una vittoria creativa.

“PRIZEFIGHTER”, MUMFORD & SONS

Marcus Mumford e co. non intendono fermarsi. Continuano a cercare di sviluppare la loro arte, mentre si aggrappano al loro concetto iniziale di nu-folk. Hanno aggiunto alcuni nuovi elementi per rafforzare il loro suono, dandogli una dimensione di uno stadio con l’aiuto di Aaron Dessner dei The National. Anche quando in superficie le canzoni, come Clover, sembrano acusticamente semplici, Mumford dimostra di avere un orecchio per scegliere i toni giusti per un ascolto appagante.

D’altra parte, la propensione della band per forti riferimenti letterari è ancora lì. Ad esempio, in Icaro, Mumford canta: “Vedi attraverso il fumo / Solo una carta in gioco / Su cui hai scritto il mio nome / Respirando al freddo / Come potrebbe buttarmi via / Almeno aspetta che abbia le ali”, mescolando la mitologia con la magia. Con la notorietà che Mumford & Sons ha costruito fino ad oggi, sono in grado di portare alcuni nomi noti agli ospiti: Justin Vernon alias Bon Iver, Hozier, Gigi Perez, Gracie Abrams e Chris Stapleton prestano tutti la loro voce. Eppure, nessuno ruba i riflettori.

Prizefighter è improbabile che riesca a catturare le orecchie di coloro per i quali il suono di Mumford & Sons è svanito in secondo piano dieci anni fa, ma segna il loro ritorno dopo un’assenza prolungata, dimsotrando di aver trovato nuovo slancio.

“STRANGE LIFE”, HOWLING BELLS

Primo album della band australiana residente nel Regno Unito, la cui uscita è accompagnata da un nuovo video per il brano Sweet Relief. Il trio, composto da Juanita Stein (voce, chitarra), Joel Stein (chitarra) e Glenn Moule (batteria), intraprenderà un tour nel Regno Unito a marzo e aprile. 

«Sweet Relief è una canzone su un nostro amico che ha sofferto di problemi di dipendenza», spiega Juanita Stein. «Parla di trovare meccanismi di adattamento per qualsiasi difficoltà e sfida la vita possa presentarci. Inoltre, è un promemoria per noi stessi, per rimanere empatici con chiunque possa trovarsi in difficoltà. Dopotutto, nessuno di noi è immune alle sfumature estreme della vita. Alcuni di noi sono semplicemente più attrezzati a reagire».

Parlando poi dell’album, aggiunge: «Nel decennio trascorso per questo lavoro abbiamo vissuto vite diverse. Abbiamo creato famiglie, svolto altri lavori, creato nuove comunità e vissuto enormi perdite. Tutte queste esperienze ci hanno donato sfumature e colori per creare nuove tele musicali. Strange Life è stato un decennio di lavoro. In questo periodo ci siamo seduti in silenzio e abbiamo osservato il mondo intorno a noi cambiare radicalmente. Un carosello selvaggio e frenetico di musica, arte e politica ci ha tolto il fiato. Eppure, siamo rimasti curiosamente ambiziosi e saldi nel nostro impegno per la nostra arte e il nostro sound. Strange Life è una testimonianza di tutto questo».

“THE MODERN ARK”, JAKE MASON TRIO

Dieci brani che fondono la grinta del soul‑jazz anni Sessanta con una coscienza contemporanea, riflettendo sulla danza instabile dell’umanità con il proprio ambiente. Il Jake Mason Trio svela finalmente il suo attesissimo secondo album The Modern Ark, registrato in presa diretta su nastro con una produzione dal gusto vintage che rende omaggio all’epoca d’oro delle incisioni Blue Note di Rudy Van Gelder — un suono caldo, presente e umano — con echi di Jimmy Smith, Brother Jack McDuff e Larry Young, portando però avanti quella tradizione grazie a una immersiva presentazione in Dolby Atmos.

“TO WHOM THIS MAY CONCERN”, JILL SCOTT

Jill Scott ha pubblicato il suo ultimo album, Woman, nel 2015. Quel disco era caratterizzato da un blues emotivo, da fiati che si pavoneggiavano del funk degli anni ’60 e R&B pieno di organi che suonavano come se fosse stato registrato proprio dietro il pulpito. Dieci anni dopo, tornando in studio per il suo sesto album, la nativa di Filadelfia si dimostra una donna matura, sbocciando nella positività e nell’autenticità senza dover attingere al passato. Accordi e archi di chitarra oziano attraverso jam appasssionate, Jill Scott rappa sul boom-bap, e porta persino DJ Premier e Tierra Whack per dare il via a una festa multigenerazionale. Ascoltala quando ribadisce in apertura: “Sono brava / faccio cose fantastiche”.

YOU AND FOREVER”, BLEACHERS

I Bleachers sono tornati con un altro nuovo album. Il quinto LP in studio della band, Everyone for Ten Minutes, in uscita il 22 maggio. Ad annunciarlo è il singolo You and Forever, pubblicato ora insieme a un video musicale diretto da Alex Lockett con Margaret Qualley e Jack Antonoff. Nella clip, il cantante dei Bleachers cammina per la città mentre prende pugni e striscia sotto la pioggia, mentre Qualley balla nel suo appartamento e gioca con un piccolo cane.

Anche se Everyone for Ten Minutes ha i suoi momenti di oscurità, un comunicato stampa descrive ampiamente l’album come «un disco ottimista che sembra innamorato e pieno di speranza». Arriva più di un decennio nella carriera dei Bleachers e due anni dopo che hanno rilasciato il loro più recente LP omonimo. Il singolo è una ballata carica di tensione, nella quale sassofoni intervengono nel caos ritmico evocando il caratteristico suono rock della East Coast reso famoso da Bruce Springsteen, mentre i sintetizzatori e il riverbero della voce di Antonoff rendono inquietante ed eterea You and Forever.

“LUCKY AGAIN”, LYKKE LI

Il nuovo album di Lykke Li arriverà questa primavera. The Afterparty atterra su Neon Gold Records/Futures l’8 maggio, annunciato dal singolo Lucky Again. Il nuovo disco della cantante svedese segna il suo primo LP da EYEEYE del 2022. Ha registrato The Afterpartya Stoccolma con un’orchestra di 17 elementi e quello che descrive, in un comunicato stampa, come “bonghi apocalittici”.

«Trovo che siamo in un’epoca in cui tutti parlano di “Il mio sé superiore”. Fanculo così», ha commentato Li. «Questo è un album che si occupa del tuo sé inferiore: il tuo bisogno di vendetta, la tua vergogna, la disperazione, tutto».

“CALIPSICA”, DISTROPICAL

Calipsica, un manifesto synth-pop e disco: sognante, romantico, luminoso, introduce Drivers, EP in uscita il 20 marzo nel quale i Distropical tornano a esplorare e ridefinire i confini della club music, giocando con la decontestualizzazione dei suoi stilemi più classici e immergendoli in un immaginario inatteso. L’EP nasce dall’incontro tra elettronica, field recordings e suggestioni world, dove campionamenti e suoni organici si innestano in una visione che fonde la Riviera italo-house e disco degli anni ’90 con le atmosfere del Golfo Persico.

Il risultato è un lavoro che attraversa epoche e geografie, trasformando materiali sonori tradizionali in tracce pensate per il dancefloor, senza rinunciare a una forte componente narrativa e culturale.

La title track Divers rappresenta il cuore del progetto ed è il brano più direttamente collegato alla produzione precedente del duo formato dai DJ e produttori Govind Singh Khurana e Stefano Greco. Un canto di lavoro dei pescatori di perle del Golfo Persico viene trasformato in una traccia house percussiva, pensata come danza liberatoria e collettiva, in cui il ritmo diventa strumento di connessione e condivisione.

Chiude l’EP Farsi Amici, che attraverso un sample vocale in persiano rilegge l’estetica della piano house in chiave contemporanea. Un omaggio a tutte le persone per cui anche il semplice atto di ballare può diventare un gesto rivoluzionario, di rottura.

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