– I segnali sonori più interessanti della settimana. Il divertente, ma dai contenuti importanti, “Fuori di me” della cantautrice di Civita Castellana. “Blues hotel” è un romanzo in musica. Giorgio Quarzo Guarascio dipinge i nostri tempi come un quadro di Picasso o un fumetto di Jacovitti
– Andrea Casale va alla riscoperta dei suoni degli anni Settanta. “Il Mito” del Canzoniere Grecanico Salentino e la Piccola Orchestra Materana Onyx. Claudio Vignali e Javier Girotto fra Argentina e Italia. Mika esplora la tensione tra digitale e fragilità umana, raccontando un “hyper-love”
– Patrizia Laquidara duetta con Giulia Mei. Harry Styles apre la discoteca. Il ritorno degli Arctic Monkeys per un progetto umanitario che raccoglie moltissimi big della scena britannica potrebbe far preludere a un nuovo album. I “5 minuti” che hanno reso Giorgia Malerba una star di TikTok
“FUORI DI ME”, OLIVIA XX

Un lavoro profondamente emotivo, nato da una frattura interiore personale, silenziosa e devastante. Fuori di Me è il racconto sincero e senza filtri di una crisi esistenziale attraversata nell’arco di due anni: un percorso che parte dal momento in cui qualcosa si spezza e arriva, tra rabbia, ironia e fatica, a una lenta ricostruzione di sé. I testi, a tratti schizofrenici ed esistenzialisti, si muovono su arrangiamenti prevalentemente elettro-acustici, capaci di restituire e amplificare la varietà emotiva che attraversa l’intero album.
«Otto tracce che sono otto tappe, una specie di Via Crucis che culmina nell’accettazione di me stessa e nel conforto trovato nel labirinto mentale di chi mi assomiglia», spiega la cantautrice di Civita Castellana. «Una resurrezione dopo una specie di morte interiore che è durata un po’ più di tre giorni quindi, una delle poche certezze che ho avuto dopo questo percorso, è che non sono Gesù».
Nella copertina dell’album, Olivia XX è ritratta seduta all’interno della propria bocca, a cavallo della lingua. Un’immagine volutamente diretta e simbolica, nata dal bisogno di tornare a guardare le cose con chiarezza e semplicità dopo un periodo di profonda confusione. Uno sguardo essenziale, quasi infantile, che diventa metafora di un processo di presa di coscienza e di riappropriazione della propria voce.
“BLUES HOTEL”, MAMABABA
Il nuovo album di Mamababa, artista e cantante e tra le più autorevoli del panorama musicale italiano, è un concept album in cui le storie si muovono come una bobina magnetica: avanti e indietro nel tempo, tra rimandi, echi e vite che si sfiorano e si intrecciano come in uno spettacolo teatrale.
I protagonisti di Blues Hotel – nel solco della grande tradizione narrativa cara a Fabrizio De André – non esistono mai in modo isolato, ma si riflettono l’uno nell’altro, consciamente o inconsciamente. Sono figure tormentate e disilluse, talvolta opportuniste o strumentalizzate, alla costante ricerca di attenzioni, segnate da curiosità e mistero, ma anche da una forte determinazione. Un affresco di un’umanità fragile e autentica, raccontata senza filtri, che prende forma traccia dopo traccia.
Musicalmente, il disco affonda le radici negli stilemi del blues e nella cultura afroamericana, aprendosi a suggestioni soul e in una dimensione di pop “colto”. La scrittura in lingua italiana rende l’opera immediata e accessibile, permettendo a un pubblico ampio di coglierne ogni sfumatura narrativa ed emotiva. Blues Hotel è un viaggio sonoro e umano, da ascoltare come si leggerebbe un romanzo.
“LUNEDÌ”, TUTTI FENOMENI
Il disco segna il ritorno dopo tre anni di silenzio dell’artista romano – al secolo Giorgio Quarzo Guarascio – e arriva dopo due album (il fulminante esordio Merce Funebre e il successivo Privilegio Raro) diventati dei piccoli grandi culti della scena musicale indipendente, e dopo il debutto come attore al fianco di Pietro Castellitto nel suo film Enea.
Anticipato dai singoli Piazzale degli Eroi, La ragazza di Vittorio e Vanagloria, l’album è prodotto da Giorgio Poi, che lo ha anche suonato e registrato. Un sodalizio artistico sorprendente, capace di coniugare due mondi in apparenza distanti ma che si ritrovano vicini e complementari, plasmando una cifra espressiva peculiare e potente.
Rispetto ai lavori precedenti, Lunedì ha infatti un sound più morbido e chiaro, più ricco, luminoso e arioso, a tratti orchestrale a tratti rarefatto. Una cornice sonora più vicina alla tradizionale forma canzone, che si discosta dal mondo più dichiaratamente rap delle origini, pur senza mai rinnegarlo, muovendosi verso paesaggi musicali immediati ma raffinati, a tratti cinematografici.
Sonorità che abbracciano perfettamente la penna acuta e inconfondibile di Tutti Fenomeni, capace di guardare con lucidità il contemporaneo, sottolineandone le storture, le debolezze e le contraddizioni con cinismo mordace e ironia pungente e puntuale. Dal sesso (il sesso è una forma di controllo militare come l’alcool, la droga e i panini col salame) alla religione (cerco un Dio perché da solo ho paura del vuoto), dalla riflessione sociale e generazionale (essere magre essere grasse è diventata la lotta di classe / Mia nonna era femminista proprio perché non sapeva di esserlo, e forse è per questo che ha campato cent’anni / Chissà cosa penserebbe Freud della sessuologa di TikTok, dei calciatori coi capelli rosa, dei gin tonic, delle cene wannabe Carmelo Bene) a quella più esistenziale (la notte è meglio viverla da svegli, i sogni è meglio averceli da vecchi / la pigrizia è una passione, è più violenta dell’ambizione, così come l’umiltà perché è una finta sottomissione), Tutti Fenomeni si muove come sempre tra accostamenti inediti e spiazzanti, punchline destinate a incastrarsi nelle orecchie, citazioni colte e altre più pop – da Mozart a Berlusconi, da Nico a Elon Musk, da Mao a D’Annunzio passando per Loredana Berté. Come un quadro di Picasso o un fumetto di Jacovitti.
“A NIGHTWALK ON A SUNNY ROAD”, ANDREA CASALE

«Ho iniziato a lavorare a questo disco in un momento in cui avrei pensato che non avrei più fatto musica. Era il 2019, ero appena tornato in Italia dopo due anni passati per lavoro in Burundi e la vita mi stava portando altrove. Per quanto possa sembrare un cliché, il lockdown mi ha dato il tempo di pensare e di registrare cose nuove, a casa. Ma sentivo che quello che stavo registrando mancava di una regia che potesse trasformare delle ottime idee in un disco vero e il mio incontro con Francesco Ambrosini nel 2023 è stato fondamentale».
Nasce così, dal ritorno dopo un’esperienza importante e vitale, dalle difficoltà del lockdown, dal desiderio di fare musica, il secondo album di Andrea Casale A Nightwalk on a Sunny Road, pubblicato da 045records e prodotto da Francesco Ambrosini (alias Duck Chagall) del collettivo psichedelico C+C=Maxigross. Un album anomalo, che guarda sia al prog classico degli anni ’70 (Genesis, Yes, King Crimson), alle eminenze grigie del decennio successivo (Peter Gabriel, David Sylvian, Kate Bush) ma anche alle sonorità internazionali di Kings Of Convenience e Bon Iver.
Un art-rock sofisticato, ricercato, d’atmosfera, come sottolinea Andrea Casale: «Mentre scrivevo i brani mi immaginavo camminare in un quadro di Edward Hopper, quelle atmosfere rarefatte dei film noir degli anni ‘40. Oppure i paesaggi notturni degli anni ’80, le luci al neon richiamate in copertina. Il tono del disco è notturno, introspettivo e forse a tratti anche spirituale. La musica, per me, serve a riconnettersi con i propri sentimenti inespressi. E chi ascolta può fare altrettanto. Le canzoni, pur mantenendo la loro identità, sono coerenti e legate. Non si tratta di un concept, ma i brani sono nati tutti da stimolazioni emotive molto simili tra di loro».
“IL MITO”, CANZONIERE GRECANICO SALENTINO

Undici brani per raccontare cinquant’anni di storia dell’esperienza di musica popolare più longeva e influente della scena pugliese. È Il Mito, ventunesimo album del Canzoniere Grecanico Salentino. Guidata da Mauro Durante e composta da Giulio Bianco, Emanuele Licci, Massimiliano Morabito, Giancarlo Paglialunga, Alessia Tondo e Silvia Perrone, l’attuale formazione – protagonista dei più recenti traguardi internazionali – rilegge alcune delle canzoni che hanno segnato il percorso artistico e umano del gruppo.
Intitolato come l’omonimo testo scritto da Rina Durante, fondatrice nel 1975, e musicato da Daniele Durante, Il Mito è un invito a entrare nella grande famiglia del CGS: un viaggio tra memoria e contemporaneità, dove la tradizione incontra nuovi linguaggi e visioni. Dal repertorio ormai parte dell’immaginario collettivo (Kali Nifta con Roberto Licci, voce simbolo della cultura grika e padre di Emanuele; Lu rusciu de lu mare, con Rossella Pinto, madre di Mauro e cantante del Canzoniere per oltre trent’anni; Fimmene Fimmene e Aremu), alle canzoni nate dal sodalizio tra Rina e Daniele Durante (Quistione Meridionale, Il Mito), fino ai successi degli ultimi anni (Beddhu Stanotte, Dumenica Matina, Pizzica di Cosimino, A Mmera a Lecce). Chiude il disco una versione remastered di Taranta, celebre composizione di Mauro Durante e Ludovico Einaudi (2015): un ponte tra passato e futuro, con il pianoforte dell’artista piemontese a suggellare una musica che cura, unisce e fa danzare.
“POMO”, PICCOLA ORCHESTRA MATERANA ONYX

La grande bellezza della musica, della città, dello stare insieme e avere un sogno comune racchiusa in un cd. È il dono fatto a Matera dall’Onyx Jazz Club per il 2026 attraverso la POMO, un altro acronimo che è la sintesi di una grande idea, di un progetto, ma anche di un modo di concepire la cultura come momento di produzione e non solo di consumo. POMO sta per Piccola Orchestra Materana Onyx, un organico di jazzisti allestito in casa, con poche risorse e tanto entusiasmo, composto da giovani e meno giovani, affermati o in fase di crescita.
L’incisione, una produzione Onyx Dischi, la 39ª della serie, è molto di più di un lavoro collettivo. Il suo titolo coincide con Piccola Orchestra Materana Onyx. Riflette qualità e sensibilità molto differenti, eppure in grado di dialogare fra loro e parlare la stessa lingua. Atmosfere medievali e temi swing, blues e rock, jazz classico che rende omaggio ad icone come Ornette Coleman, Thelonious Monk e Astor Piazzolla. Nove le tracce, quattro della quali a firma di Ettore Fioravanti, batteria e percussioni, che dirige la POMO, le altre di Pasquale Mega, pianoforte, che con Fioravanti è una delle colonne portanti dell’orchestra, di Kevin Grieco, chitarra, direttore artistico dell’Onyx, di Pierdomenico Niglio, sintetizzatore, elettronica, percussioni, di Gianni Vancheri, clarinetto basso, con il contributo di Marta Gadaleta, voce e autrice del testo, presente anche in uno dei brani di Fioravanti, e Pino Melfi, tromba. Tutte le tracce sono impreziosite dalla raffinata voce di Rossella Palagano.
L’apporto strumentale si completa con le prove di Damiano Niglio, contrabbasso, Biagio Orlandi, sax soprano, Mike Rubini, sax contralto, Giuseppe Lapiscopia, Pepi Romaniello, sax tenore, Nicola Pesce, trombone, Aldo Di Caterino, flauto, talento emergente del jazz, e Luigi Esposito, presidente dell’Onyx, per il suo contributo alle percussioni nel nono e ultimo brano, San Diego, che Fioravanti immagina essere diventato l’inno dell’orchestra.
“ARGENTALIA”, CLAUDIO VIGNALI e JAVIER GIROTTO
Tra jazz e identità migranti, tra memoria e contemporaneità. Argentalia è il nuovo progetto discografico di Claudio Vignali e Javier Girotto. È un viaggio sonoro che unisce e fa dialogare le tradizioni culturali italiane e argentine, muovendosi con naturalezza tra tango e cantautorato. Attraverso il sassofono soprano di Girotto e il pianoforte di Vignali, l’album propone raffinate rivisitazioni di opere selezionate dal repertorio di alcuni dei più grandi e popolari autori del Novecento.
Le melodie di Astor Piazzolla e Ariel Ramírez si intrecciano con quelle di Bruno Lauzi e Francesco De Gregori, dando vita a un dialogo musicale intenso e personale. Le scelte stilistiche fondono elementi di jazz e classica, mantenendo al centro l’emotività delle composizioni originali. Il risultato è un’esperienza sonora intima e coinvolgente, in cui la sensibilità interpretativa dei due musicisti trasforma brani celebri in nuove narrazioni, capaci di parlare a pubblici diversi e di superare confini geografici e culturali.
Argentalia si propone così come un ponte ideale tra due mondi, un disco di grande eleganza e profondità espressiva che conferma la forte sintonia artistica tra Claudio Vignali e Javier Girotto. Questa la tracklist: “Rimmel”, “Libertango”, “Alfonsina y el mar (intro)”, “Alfonsina y el mar (long)”, “Caruso”, “Almeno tu nell’universo”, “Acidito”, “O sole mio”.
“HYPERLOVE”, MIKA
Mika pubblica il nuovo album Hyperlove. Ad anticiparlo il singolo Immortal Love, che conferma l’identità pop visionaria dell’artista e segna l’inizio di una nuova fase creativa. Il brano intreccia profondità emotiva e atmosfere luminose, riflettendo sul tema della connessione e delle energie invisibili che accompagnano la vita. Una riflessione ispirata anche dalla presenza costante del suo golden retriever quindicenne, che diventa simbolo di un amore capace di attraversare il tempo.
Con Hyperlove, Mika torna al pianoforte come centro della scrittura e costruisce un album che unisce il calore delle imperfezioni analogiche alla vitalità del pop elettronico. Un lavoro che esplora la tensione tra digitale e fragilità umana, raccontando un “hyper-love” inteso come forza euforica e necessaria per dare senso al mondo contemporaneo. «L’ingrediente segreto di Hyperlove è la libertà elettrica», spiega Mika. «L’ho scritto in purezza, senza pensare alle conseguenze, assumendomi il rischio di osare. Dopo vent’anni sono ancora qui perché celebro la mia parte alternativa, anche facendo pop».
“NESSUNO DEVE RESTARE DI FUORI”, PATRIZIA LAQUIDARA

Nuovo singolo e brano che apre Flòrula, album d’imminente, «Nessuno deve restare di fuori è per me da sempre il cuore politico ed emotivo del progetto», spiega Patrizia Laquidara. «Nato come Ti ho vista ieri, il brano ritorna in una veste più corale e rituale, trasformandosi in un invito inclusivo: dalle donne del mio albero genealogico fino ai popoli “minori” del mondo, allargando lo sguardo a un’idea di comunità più ampia, dove nessuno è escluso. È per tale motivo che per questa canzone ho deciso di chiamare un ospite a cantare con me. Un ospite speciale». La palermitana Giulia Mei, per sottolineare ancora una volta il suo forte legame con la Sicilia.
“APERTURE”, HARRY STYLES

È il singolo principale del quarto album di Harry Styles Kiss All the Time. Disco, Occasionally, in uscita il 6 marzo. L’artista ha anche annunciato una residenza di 30 notti al Madison Square Garden di New York. Gli spettacoli fanno parte del suo più grande tour Together, Together, che inizia il 16 maggio. Come lascia intuire il titolo dell’album, il brano d’Aperture ci conduce sulla pista da ballo. Aprendo con un fondo elettronico minimalista e un riff carino e oscillante, ci vuole tempo perché la voce leggermente filtrata di Styles emerga dal fumo della discoteca. Quello che inizia come un pulsare scheletrico stile LCD Soundsystem si riempie di chitarra e di un ritornello gioioso: “We belong together”, una richiesta molto Styles per l’unità.
“OPENING NIGHT”, ARCTIC MONKEYS
Gli Arctic Monkeys hanno condiviso la loro prima nuova canzone in quattro anni: s’intitola Opening Night ed è contenuta nel nuovo album di beneficenza indie all-star di War Child HELP (2) in uscita il 6 marzo. Ispirato al disco storico HELP del 1995, prodotto e gestito da James Ford (Arctic Monkeys, Gorillaz, Florence + The Machine, Blur, Pet Shop Boys) HELP(2) è stato registrato negli Abbey Road Studios durante una settimana nel novembre 2025.
L’lbum presenta anche Anna Calvi, Arlo Parks, Arooj Aftab, Bat For Lashes, Beabadoobee, Beck, Beth Gibbons di Portishead, Big Thief, Black Country, New Road, Cameron Winter, Damon Albarn di Blur e Graham Coxon, Depeche Mode, Dove Ellis, Ellie Rowsell di Wolf Alice, English Teacher, Ezra Collective, Foals, Fontaines D.C. e frontman Grian Chatten, Greentea Peng, Kae Tempest, King Krule, Nilüfer Yanya, Olivia Rodrigo, Pulp, Sampha, The Last Dinner Party, Wet Leg, l’icona degli Smiths Johnny Marr e Young Fathers.
L’organizzazione benefica lavora per proteggere, educare e sostenere la salute mentale dei bambini colpiti dalla guerra – e arriva in un momento di conflitti in Palestina, Ucraina, Sudan, Siria e oltre.
“5 MINUTI”, GIORGIA MALERBA

È il nuovo singolo della cantautrice Giorgia Malerba che spopola su TikTok. 5 minuti mette al centro le scelte incompiute, quelle mancate e il peso che ognuna di esse esercita nel definire il proprio percorso. Il brano, intimo e riflessivo, nasce come un dialogo sincero con i propri “se” e di come questi potevano condurre a strade differenti da quella intrapresa. Tra possibilità mancate e occasioni sfiorate, il brano racconta di come basti una decisione, anche la più piccola, per cambiare il destino e di come siano proprio queste a definire chi siamo. Giorgia Malerba guarda al passato con nostalgia e gratitudine, costruendo la sua identità (artistica e personale) non solo sulle scelte compiute, ma anche attraverso quelle lasciate andare.
«5 minuti parla dei bivi della vita». racconta Giorgia Malerba. «Delle scelte fatte e di come queste influenzino le emozioni, i desideri, la crescita personale, il modo di vivere le relazioni e affrontare la vita in generale».
