– I segnali sonori più interessanti della settimana. “Lux” della cantautrice spagnola è un’opera lirica moderna in cui strumenti e melodie classiche si fondono perfettamente con influenze flamenche, sperimentali, sintetizzate e persino pop, in 18 canzoni cantate in 13 lingue
– Snocaps segna l’abbraccio fra le sorelle Crutchfield. Vede finalmente la luce MTV Unplugged dei Cranberries. I nuovi singoli di Geolier, Ilary Duff, The Niro, Setak, JB, Francamente. Marco Castello rimette a nuovo Siracusa, spazzando via gli orrori del turismo di massa
“LUX”, ROSALÍA
Rosalía ha sempre sognato in grande, come pop star con ambizioni sperimentali, ma, nel suo quarto album in studio, Lux, la cantautrice spagnola spinge i confini ancora più lontano con una straordinaria successione di tensione, dramma e tregua. È un ciclo di diciotto canzoni in quattro “movimenti”, basato sulla vita di diverse sante e che vede la trentatreenne star catalana cantare in tredici lingue diverse (dal siciliano al giapponese), con l’accompagnamento fragoroso della London Symphony Orchestra e le collaborazioni di artisti come la cantante islandese Björk (con cui aveva già collaborato a Oral, 2023), il produttore americano Yves Tumor, i fratelli messicano-americani Yahritza y su Esencia, le cantanti spagnole Estrella Morente e Silvia Pérez Cruz e la portoghese Carminho, Patti Smith che legge una poesia, il trio di Washington Yahritza e il coro maschile Escolania de Montserrat i Cor Cambra Palau de la Música Catalana.
La splendida voce di Rosalía è al centro della scena, insieme a una vasta gamma di suoni, in particolare strumenti e melodie classiche, che si fondono perfettamente con influenze flamenche, sperimentali, sintetizzate e persino pop. E più che mai, i testi sono sentiti, confessionali e altamente esplicativi. «Mejor hablar / Ahora que / Callarme para siempre», («Preferisco parlare ora che tacere per sempre») canta nella “siciliana” Focu ‘Ranni, un probabile richiamo a Que No Salga la Luna di El Mal Querer, cantato come lo sposo abusivo del testo occitano del XIII secolo Flamenca che ha ispirato l’album: “Si hay alguien que aquí se oponga / Que no levante la vo’” (“se qualcuno si oppone, non alzi la voce”). Un’altra santa citata, la “santuzza” Rosalia, ha annullato il suo matrimonio il giorno prima della cerimonia prevista per vivere come un’eremita. Questa potrebbe essere una delle esperienze che ha attratto Rosalía verso le storie di donne che hanno trasceso le proprie circostanze, anche se non ha intenzione di confessarlo. Quando le viene chiesto se la ricerca di una guida spirituale abbia ispirato Lux, risponde con un secco dissenso: «Certamente, come tutti gli esseri umani»
Insieme al lavoro Everybody Scream di Florence + The Machine, Lux si candida a miglior disco dell’anno.
“SNOCAPS”, SNOCAPS
C’è una citazione di Bruce Springsteen che si adatta bene a questo album: parla di un’auto, piena di tutte le persone che eri. «Un nuovo sé può entrare, ma i vecchi sé non possono mai uscire», recita. Nel loro primo album come Snocaps, le sorelle Crutchfield mettono in pratica questa idea, ricollegandosi con la loro relazione creativa formativa e celebrando anche tutti i modi in cui sono cresciute e cambiate mentre erano separate.
Nel decennio e mezzo da quando si sono allontanati da P.S. Eliot, la band punk traballante che li ha introdotti per la prima volta al mondo, le sorelle si sono evolute in parallelo, lavorando insieme di tanto in tanto mentre si impegnavano per sviluppare i propri stili individuali. Qui, sposano l’indie-rock super-melodico del lavoro di Allison con i dischi di Katie con Waxahatchee.
In tandem con i compagni di band multi-task MJ Lenderman e Brad Cook, offrono canzoni che sono calde e semplici mentre accentuano i punti di forza complementari: lo stile avvolgente di Allison abbraccia i modelli vocali discretamente drammatici di Katie. Entrambe suonano semplicemente grandiose.
“MTV UNPLUGGED”, CRANBERRIES

In cima alla lista dei desideri dei fan dei Cranberries c’è sempre stata l’uscita ufficiale del loro concerto acustico del 1995, parte dell’incredibile serie di esibizioni di MTV Unplugged. Mai prima d’ora disponibile come versione standalone, MTV Unplugged vede la luce oggi. Originariamente registrata il 14 febbraio 1995, la favolosa performance di nove canzoni ha fatto il suo debutto televisivo il 18 aprile di quell’anno. Filmato alla Howard Gilman Opera House di Brooklyn, NY, è stato trasmesso durante la sesta stagione dell’acclamata serie che ci ha mostrato, all’interno di un’ambientazione spoglia e acustica, alcuni degli artisti e musicisti più popolari.
Eseguita dopo l’uscita del loro secondo album No Need to Argue, la scaletta di MTV Unplugged includeva brani tratti da quell’album fondamentale, tra cui Dreaming My Dreams, Ode To My Family, Empty, Zombie e la title track. Tra gli altri brani eseguiti sono presenti anche le hit Linger (dal loro debutto Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?), Free to Decide e I’m Still Remembering, che sarebbero stati pubblicati l’anno successivo nell’album del 1996 To The Faithful Departed.
“ULISSE”, THE NIRO
È il biglietto da visita di Davide Combusti, in arte The Niro, in vista dell’uscita del nuovo album di inediti, La Nascita, in arrivo il 14 novembre. Una canzone che racconta di odissee e di miraggi, e che auspica un porto dove finalmente approdare. Sembra quasi sentire il rumore delle onde nell’andamento del brano, in cui la vocalità del cantautore è sostenuta da un arrangiamento in cui suoni analogici e digitali si mescolano a disegnare un paesaggio mitologico: chitarre, piano, basso, batteria, djambé, shaker e synth, il tutto orchestrato e suonato da The Niro. Il risultato è un brano che trasporta nel racconto di un viaggio reale, metafora di un percorso personale
«Ulisse è strettamente collegato a La Nascita», spiega l’artista. «Dov’è il porto sicuro in cui riposarsi dalle difficoltà della vita? Non lo so ancora, ma vorrei tanto trovarlo. Ulisse racconta quella parte di noi che, nonostante la paura, continua a viaggiare. È un brano che parla di smarrimento, ma anche di speranza. Scriverlo è stato il mio modo per dire che, anche quando non vediamo il porto, la vita (il mare) può comunque insegnarci chi siamo».
“SANGUE E LATTE”, SETAK
È la nuova canzone di Setak, cantautore Targa Tenco 2024 per il Miglior album in dialetto con Assamanù. Uscito a sorpresa, il brano chiude lo speciale per i cinquant’anni della morte di Pier Paolo Pasolini organizzato dal quotidiano abruzzese Il Centro, ed è ispirato dalle poesie abruzzesi dell’antologia pasoliniana del Canzoniere. «Pasolini ha fatto un lavoro sulla memoria e sul dialetto a cui mi sento molto vicino, ha recuperato e catalogato materiali, modi di dire e poesie della tradizione che mi hanno comunicato un fortissimo senso di modernità, di attualità, racconta Setak. «In più dalla sua ricerca emergono i silenzi, la vergogna, la reticenza, la paura, le caratteristiche per me più interessanti dell’emotività abruzzese, che Flaiano chiamava “il pudore dei sentimenti”. Ti rendi conto di questo quando leggi una cosa scritta 100/150 anni fa e ti risulta estremamente contemporanea. Vuol dire che è senza tempo».
“COME SEI”, JOE BELLUZZO

Dopo il successo di Non spegnere la notte – entrato in playlist editoriali, trasmesso in radio e portato live in Italia e all’estero – Joe Belluzzo presenta il nuovo singolo. Il brano racconta la forza di chi sa essere allo stesso tempo forte e fragile, e il valore che gli altri riescono a riconoscere in noi anche quando facciamo fatica a vederlo. «Scrivere questa canzone è stato come guardarmi allo specchio con uno sguardo diverso: a volte ci dimentichiamo quanto valiamo davvero, ma per fortuna non siamo soli.», dichiara Joe Belluzzo. «Come sei è un invito a guardarsi con gli occhi di chi ci vuole bene e sa vedere il bello che portiamo dentro».
In un momento storico in cui molti si sentono inadeguati o invisibili, JB riporta al centro della scena musicale italiana il tema dell’autostima e dei rapporti umani, con la sensibilità e l’intensità che da sempre lo contraddistinguono. Prodotto da Ainé e Gorbaciof, il brano intreccia melodie pop e groove R&B con un sound fresco, elegante ed emotivo. Gli arrangiamenti fondono un groove ispirato ai primi anni 2000 con percussioni tribali, lampi di synth e armonie vocali neo-soul, dando vita a un mix raffinato e contemporaneo che valorizza la voce calda e riconoscibile di Joe Belluzzo.
“TELEPHONE TANGO”, FRANCAMENTE

È la nuova canzone di Francamente in uscita per Carosello Records, che inaugura la collaborazione tra un’artista dal timbro e dalla personalità inconfondibili, che unisce canzone d’autore ed elettronica, e la storica realtà discografica indipendente, da sempre al fianco di cantautrici e cantautori di grande qualità.
Dopo la preghiera laica e innamorata, sacra e dissacrante, di Zagara, l’artista torna con una canzone dall’anima intensa e fortemente autobiografica. Nel brano Francamente fotografa con grazia ed efficacia, con affetto e un pizzico di nostalgia, ciò che porta con e dentro di sé di Berlino, città in cui ha vissuto per quattro anni. Un luogo speciale, che l’ha cresciuta e le ha lasciato tanto, in primis un modo di intendere la vita e di abitare il mondo, libero e plurale, accogliente e dinamico: il cielo è come mi hai insegnato, senza muri, cosce fuori, angeli sui treni quando piove. A intrecciarsi con questo viaggio nei ricordi, che si muove tra raffinato cantautorato e tappeti di elettronica densi di sfumature luminose, c’è Milano, la città che ora è il suo presente. Due realtà che trovano nella musica e nell’anima della cantautrice la loro congiunzione.
«Telephone Tango nasce dal rumore di un macchinario simile a un telefono. Insieme a Goedi (alias Diego Montinaro) – con cui produco e scrivo la mia musica – lo abbiamo ascoltato a ripetizione fino al formarsi nella mia testa di un’idea di connessione tra Berlino e Milano», racconta Francamente. «Tra le due città c’è un legame che ha come risultato la mia identità e che assomiglia a un ballo senza sosta, poiché solo attraverso il movimento si scopre se stessi/e».
“MATURE”, HILARY DUFF
La super star mondiale Hilary Duff torna con questa nuova scintillante traccia, un vero e proprio pezzo di “auto-fiction”, ispirato alle sue giovani avventure romantiche. «Mature è come una chiacchierata che l’Hilary di oggi fa con l’Hilary più giovane», spiega Hilary. «E insieme ricordano le esperienze passate con un sacco di affetto. È come una risatina complice, un occhiolino e tanta gratitudine per essere arrivate dove siamo ora tutte intere».
Il brano è un pop brillante, pieno di energia e stratificato con l’ironia e l’emotività che solo Hilary sa regalarci. Mature arriva accompagnato da un video musicale super evocativo diretto dalla bravissima Lauren Dunn (che ha lavorato con Olivia Rodrigo, Dove Cameron e Saweetie).
“ALL’ACQUA GHIACCIATA”, MARCO CASTELLO

Marco Castello fa pulizia nella sua città, Siracusa, spegnendo le «porcherie pubblicitarie / che ci hanno tolto buio ed eleganza. Coi baracchini delle gite accenderemo un gran falò / Di l’Ape Calessini una mattanza / E ci riapproprieremo degli spazi / E rifaremo bella la città / E impareremo ancora a fare cose con le mani / Finalmente, finalmente meno artisti e più artigiani». Raccogliendo un tema lanciato da sicilianpost, il cantautore porta in musica l’esigenza di difendere l’identità delle città minacciate dal turismo di massa e dalla gentrificazione. E lo fa con leggerezza e ironia.
“FOTOGRAFIA”, GEOLIER
Geolier ha pubblicato a sorpresa poche settimane fa AMEN Freestyle, una traccia in cui ha ribadito ancora una volta di essere un fuoriclasse, un artista capace di piegare il linguaggio e la metrica a suo piacimento, con un controllo assoluto. Adesso, reduce dall’annuncio della chiusura del quarto disco, fa uscire un nuovo singolo dal titolo Fotografia, un singolo che unisce intensità, verità e una scrittura sempre più matura.
Forte della sua credibilità in ogni registro, con il brano mostra ancora una volta quanto sia uno degli artisti più completi e riconoscibili della scena. La sua autenticità e la sua versatilità, infatti, lo rendono senza dubbio un unicum nel panorama musicale italiano.
