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Playlist #114. Sorpresa Marta, torna Gerardina

– I segnali sonori più interessanti della settimana. La messinese Pitì mostra una voce soul e graffiante nello stile di Macy Gray. Il nuovo singolo della Trovato a 25 anni dal suo ultimo Sanremo. L’estate malinconica di Mameli, Alosi riscopre le atmosfere buie e blues del Pan del Diavolo
– Con “Moisturizer”, le Wet Leg abbracciano sonorità più abrasive e ritmi serrati di chitarra stile Strokes. Il primo album di Jessica Winter, autrice pop queer underground di Portsmouth. S’intitola “Swag” il ritorno di Justin Bibier. E ancora: Poor Creature, KATSEYE, Wolf Alice e Big Thief

“LUCKY STAR” MARTA PITÌ

Se oggi non ci fosse il dubbio dell’intelligenza artificiale, potremmo con sicurezza dire che ci troviamo davanti a una voce portentosa, soul e graffiante come quella di Macy Grey, solo che Marta Pitì, classe 2007, viene da Patti, Sicilia. Questo è il suo secondo singolo per l’etichetta MusicantieRecords, con la produzione di Alessandro Di Dio Masa, il primo cantato in inglese per l’artista messinese che conferma la vocalità importante e talentuosa già messa in luce con le precedenti uscite. La canzone sviluppa un pop di respiro internazionale, con leggere influenze R&B nel cantato e nell’arrangiamento, e può contare su un ritornello orecchiabile di forte impatto.

Lucky star parla di «una relazione che all’inizio sembrava speciale ma che è finita male, nonostante la promessa di far funzionare ogni cosa», spiega Marta Pitì a proposito del brano. «Invece ci si trova di fronte a un tradimento della fiducia, per cui la persona protagonista del brano prova dolore, rabbia e desiderio di libertà. E la raggiunge scegliendo se stessa, affrancandosi dalla relazione tossica e decidendo di andare avanti».

“CREDO NEI MIRACOLI”, GERARDINA TROVATO

L’ultima volta che vidi Gerardina Trovato è stata a Sanremo. Eravamo nel 2000 e lei si presentò con la canzone Gechi e vampiri con la quale si piazzò al sesto posto. Si reggeva a mala pensa in piedi, sembrava disorientata ed era inavvicinabile. Da allora le sue tracce si sono perse dai radar, non solo miei. Una lunga, tormentata e controversa odissea, dalla quale sembra stia finalmente uscendo, nella speranza che non venga nuovamente sedotta e abbandonata. 

Questo brano, che esce a oltre trent’anni dal debutto al Festival di Sanremo – era il 1993 quando conquistò il secondo posto tra le Nuove Proposte con Ma non ho più la mia città –, segna il ritorno (e la rinascita?) di Gerardina Trovato. Presentato in anteprima su Rai1 durante il programma “La volta buona”, nel giorno del 58° compleanno dell’artista (27 maggio), il singolo appare una dichiarazione d’intenti. «È una canzone che parla di tutti noi e del perché è così difficile essere se stessi fino in fondo», ha raccontato Trovato durante la trasmissione, spiegando come il brano sia nato da una profonda esperienza personale di crescita e consapevolezza.

Credo nei miracoli si muove su atmosfere sospese tra speranza e riflessione, sostenute da una scrittura autentica e intensa. Il testo – “Crederei / che esistono i miracoli / e che c’è qualcuno lì / dietro a quelle nuvole…” – esprime il desiderio di liberarsi dalle proprie paure e ritrovare la libertà interiore: un passaggio simbolico nel percorso umano e artistico dell’autrice.

“DAL TRAMONTO ALL’ALBA (UOMINI IN NERO)”, ALOSI

Un viaggio visivo tra ombre, blues e suggestioni notturne nel videoclip (regia e montaggio di Luca “Kudu” Anello) di Dal Tramonto all’Alba (Uomini in Nero), nuovo singolo di (Pietro Alessandro) Alosi, palermitano classe 1985. Dal Tramonto all’Alba segna un nuovo capitolo per Alosi (fondatore de Il Pan del Diavolo): «È il tempo del cambiamento, delle ombre, della resistenza e della trasformazione», scrive l’artista. Un brano viscerale e cinematografico, un ponte tra ciò che ha reso Alosi riconoscibile negli anni – scrittura intensa, visione lucida, suono distintivo – e il futuro, con un nuovo progetto discografico nato dopo tre anni di lavoro, contaminazioni e ricerca artistica. In questo singolo, strumenti e mondi sonori si intrecciano, il didgeridoo si fonde con il blues, creando un paesaggio musicale che è arcaico e moderno allo stesso tempo, ipnotico e inquieto come le figure evocate dal titolo: gli Uomini in Nero, simboli di poteri invisibili e paure collettive.

“ESTATE BLU”, MAMELI

Il cantautore siciliano Mario Castiglione, in arte Mameli, raccoglie in questo EP quattro ballate che sarebbe errato definire anti-estive. Il mood e le emozioni trasmesse non sono infatti contrarie all’estate, ma una delle possibili sfaccettature dell’estate stessa, non necessariamente fatta di mojito e balli in spiaggia ma anche di momenti tristi e di sguardi malinconici lanciati contro il mare.

Il trailer e i visual dell’EP ritraggono Mameli ed una ragazza che trascorrono una giornata al mare che procede in modo tutt’altro che gioioso e sereno. Litigi, sguardi evitati, malessere e incapacità di comunicare, di dirsi le cose come stanno, sono i protagonisti di una Estate blu, in cui in molti possono riconoscersi mentre cercano di schivare i tormentoni estivi e di concentrarsi invece sulle proprie emozioni.

“MOISTURIZER”, WET LEG

“Ciao 999, qual è la tua emergenza?” chiede a Rhian Teasdale con calma il gestore delle chiamate prima di fare la sua autodiagnosi orgasmica: “Io…IO…IO…Io…io…io…io sono innamorata!”. E tutto l’album è una raccolta di canzoni d’amore: alcune sdolcinate (Pond Song), altre eccitanti (Pillow Talk), altre ancora più maniacali (Catch These Fist). L’incessante tournée della band negli ultimi anni dà i suoi frutti anche qui, con la loro coesione che risplende tra gli arrangiamenti impeccabili di ogni traccia. E anche se non ci sono così tanti “banger” immediati rispetto al loro debutto, compensano ampiamente con una musicalità più ricca. Non c’è traccia di sindrome da secondo album qui. Moisturizertrasuda sicurezza e Wet Leg continua a sfruttare i propri punti di forza con stile.

Sono passati quattro anni da quando Rhian Teasdale and Hester Chambers, ovvero le Wet Leg, hanno iniziato il loro percorso per diventare superstar indie. Quanto lontano sono arrivati da allora (due Grammy, due Brit Awards, mezzo miliardo di stream) è piuttosto notevole. Ora, con il loro tanto atteso secondo album, sono più diabolicamente divertenti che mai. 

Con Moisturizer, le Wet Leg abbracciano sonorità più abrasive e ritmi serrati di chitarra in stile Strokes. Le due sono più consapevoli ma non hanno perso il gusto per l’imprevedibile. È il disco di una band che vuole lasciare il segno (anche live, con gli appuntamenti italiani per quest’estate: il 15 luglio a Milano, Ippodromo La Maura prima di Olivia Rodrigo agli I-Days, il 16 luglio a Cesena, Rocca Malatestiana).

“MY FIRST ALBUM”, JESSICA WINTER

Intitolato come un adolescente innamorato che apre un diario, l’album di Jessica Winter, l’autrice pop queer underground di Portsmouth, è davvero divertente e, francamente, un po’ strano. Il suo predecessore – l’EP Limerance del 2023 – è stata una grandiosa espressione di infatuazione accecante che lanciato la musica di Jessica come «l’estroverso alt-pop più emozionante del Regno Unito» e ha raccolto tutte le sue leggendarie influenze amalgamate (che vanno da Elton John ai Kraftwerk). Ha anche presentato Jessica come il prodigio del pop: una donna ansiosa trentenne che evita varie forme di angoscia.

Il singolo principale L.O.V.E. dipinge un’insaziabile dipendenza dall’amore su un inno da pelle d’oca, mentre Feels Good (For Tonight) è una catarsi scritta nelle tonalità luminose di Kylie Minogue di nu-disco; è certamente più appetibile del brano di apertura Nirvana. Più avanti, canta nella tonalità extraterrestre di Bowie – “sarò sempre la persona peggiore del mondo” – sul taglio glam-pop: nevrosi queer e insicurezza, ma irrimediabilmente romanzati.

“ALL SMILES TONIGHT”, POOR CREATURE

La tenerezza del nome della band si riflette nella loro musica, e il maggiore senso di spazio di cui richiedono rende All Smiles Tonight un contributo più arioso e ottimista alla nuova ondata irlandese, nonostante le canzoni tradizionali perseguitate dalla malinconia e dalla perdita. L’amore di MacDiarmada e Clinton per la musica country si traduce anche in cover di Lorene dei fratelli Louvin e The Whole Town Knows di Ray Lynam e The Whole Town Knows  delle star del country irlandese Philomena Begley. Clinton, nel frattempo, mette in primo piano la voce di Landless, mentre esplora ritmi a volte incantatori, incorniciati da Murphy in vaste camere che riecheggiano e primi piani intimi.

“SWAG”, JUSTIN BIEBER

Justin Bieber ha pubblicato a sorpresa un nuovo album chiamato Swag. L’album presenta Dijon, Lil B, Sexyy Red, il comico Druski, Gunna, Cash Cobain, 2 Chainz e altri. La produzione proviene da Dijon, Mk.gee, Knox Fortune, Daniel Caesar e altri, e un cantautore chiave in tutto l’album è Tobias Jesso Jr.

Swag è il settimo album in studio di Bieber e il primo da Justice del 2021. Aveva iniziato il suo Justice World Tour l’anno successivo, ma ha dovuto annullarlo in anticipo a causa di problemi di salute. La cancellazione del tour ha portato a problemi finanziari con il suo allora manager Scooter Braun, che avrebbe aiutato Bieber a coprire gli oltre 20 milioni di dollari che il cantante doveva al promotore del tour, AEG Presents. Bieber e Braun hanno recentemente risolto la loro disputa, secondo The Hollywood Reporter e TMZ.

“GABRIELA”, KATSEYE

Le KATSEYE, il supergruppo tutto al femminile che sta scalando le classifiche mondiali con il singolo Gabriela, secondo estratto dal loro secondo EP, Beautiful chaos, sbarca in Italia. È una sorta di “Jolene” della GEN Z, un avvertimento con sguardo ammonitore avvolto in ritmi hip-swing, che contiene la prima strofa del gruppo in lingua spagnola ad opera di Daniela, che appartiene alla prima generazione Latino-americana. Il brano è co-scritto con Charli XCX (fra gli altri autori) ed è prodotto da Andrew Watt (Lady Gaga, Jungkook) e John Ryan (Sabrina Carpenter).

Nel videoclip ufficiale di Gabriela, che ha ottenuto già quasi 10 milioni di visualizzazioni in tre giorni su YouTube, c’è una protagonista d’eccezione: l’attrice Jessica Alba. Un video che rende omaggio alle telenovelas, pietra miliare della cultura latin. «Il nostro video per il brano è vibrante, colorato, drammatico e pieno di cuore», racconta il gruppo. «Ci siamo spinte nel mondo delle telenovelas perché sono iconiche e oltre le righe nel miglior modo possibile- dalla recitazione, ai capelli, fino ai costumi. Volevamo onorare questo spirito, divertendoci a giocare con la storia. È tutto un concentrato di amore, omaggio e …. dramma!».

“THE SOFA”, WOLF ALICE

Secondo singolo estratto dal quarto album in studio della band britannica, The Clearing, in uscita tramite RCA Records il 29 agosto. La canzone è una ballata auto-riflessiva basata sul pianoforte, con la cantante Ellie Rowsell che canta di trovare la sua pace, nonostante i progetti non realizzati: “Non ce l’ho fatta in California/ Dove pensavo di poter pulire la lavagna/ Mi sembra un po’ di essere bloccata a Seven Sisters/ North London, oh England/ E forse va bene”.

«Si tratta di non sforzarsi così tanto per capire tutto, riflettere sull’invecchiare e cercare di non agonizzare per cose che sono o non sono successe nella tua vita», ha spiegato Rowsell nel comunicato stampa. «Si tratta anche di cercare di fare i conti con gli aspetti polarizzanti della propria vita quando si è in una band. Hai appena fatto un tour enorme, arrivi a casa e ceni sul divano. Per me, è riassunto nel modo in cui tratto la tv. Non guardavo mai la stessa cosa due volte perché pensavo di avere così tanto da scoprire! E ora sono tipo, va bene se voglio solo rivedere Peep Show per la tredicesima volta».

“ALL NIGHT ALL DAY”, BIG THIEF

I Big Thief hanno pubblicato il secondo singolo del loro prossimo album Double Infinity. La cantante Adrianne Lenker non ha mai evitato gli aspetti più raccapriccianti dell’infatuazione, a cui torna in questa ballata, ma qui sono incorniciati in un modo più tranquillo. “Tutta la notte, tutto il giorno potrei scendere su di te, / sentirti cantare il tuo piacere”, inizia esplicitamente, prima di passare al più metaforico: “Ingoia il veleno, ingoia lo zucchero / a volte hanno lo stesso sapore / Compra, so che il tuo amore non è altro”. Sostenuta da sintetizzatori scintillanti e bassi galleggianti, la traccia è un sogno scintillante di amore idealista e la necessità di dare e prendere in una storia d’amore impegnata.

https://open.spotify.com/playlist/5ZcFEtql8YLtWka4vU7Nx2?si=081eddc1442b4d1c

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