Disco

PINK FLOYD – “The Dark Side of the Moon”

Ogni domenica, segnalisonori dà uno sguardo approfondito a un album significativo del passato. Oggi rivisitiamo uno dei più grandi capolavori del rock e un punto di riferimento nella storia della musica contemporanea

The Dark Side of the Moon è il leggendario album dei Pink Floyd, pubblicato il primo marzo 1973. È considerato uno dei più grandi capolavori del rock e un punto di riferimento nella storia della musica contemporanea. L’album è nato da una serie di esperimenti sonori che i Pink Floyd avevano iniziato durante i loro concerti dal vivo. La band, composta da Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason, cercava di creare un’opera che andasse oltre le convenzioni del rock tradizionale. Le loro esperienze precedenti con album concettuali come Meddle e Atom Heart Mother hanno gettato le basi per il progetto ambizioso che sarebbe diventato The Dark Side of the Moon.

La genesi dell’album

Nel 1973 i Pink Floyd erano a un punto di svolta importante. Avevano pubblicato sette album e superato l’abbandono del loro primo leader (Syd Barrett se ne andò nel 1968 con evidenti problemi mentali), ma non aveva ancora trovato un suono che collocasse il gruppo in un’altra dimensione con l’obiettivo di restare per decenni. Waters e Wright avevano 29 anni, Mason 28 e Gilmour 26. 

The Dark Side Of The Moon è un concept album nato dalle preoccupazioni di Roger Waters, un’opera di enorme ambizione artistica che rappresenta la grande tragedia moderna: riflette sull’avidità, il passare del tempo, la mortalità e la salute mentale. Mezzo secolo dopo, l’attualità dei testi (tutti scritti da Waters) è palpitante. 

I Pink Floyd hanno iniziato a interpretare le canzoni dell’album mesi prima di entrare in studio di registrazione, nel loro particolare vortice di tour. Qualcosa di impensabile nei tempi attuali di karaoke/concerto. Questo ha permesso al quartetto, oltre ad apprezzare la reazione del pubblico alle nuove composizioni, di modellare le canzoni, scartare o aggiungere dettagli. Hanno continuato con i concerti e hanno fatto tappa negli studi londinesi di Abbey Road. Da quando hanno iniziato a registrare finché hanno finito, sono passati circa sette mesi, ma sono stati solo quaranta giorni di registrazione effettiva. Il tutto con l’aiuto di un tecnico del suono di 25 anni di nome Alan Parsons che aveva imparato dai dischi di George Martin e dei Beatles. Parsons tre anni dopo cominciò la sua carriera solista all’avanguardia.

Il contributo di Alan Parsons è stato fondamentale per il successo dell’album. Oltre a gestire le registrazioni, Parsons ha introdotto tecniche innovative che hanno permesso alla band di realizzare la loro visione artistica. La collaborazione tra i membri della band e Parsons è stata caratterizzata da una sinergia creativa che ha portato alla realizzazione di un’opera senza precedenti.

Dieci tracce

È un album di dieci tracce che si apre con Speak to Me, pezzo strumentale che raccoglie tutti gli effetti sonori che compaiono lungo tutto l’album (ognuno con il suo significato): un registratore di cassa, il battito di un cuore, il ticchettio di un orologio, monete che cadono, l’ululato delle eliche di un elicottero, qualche risata… E una voce in sottofondo avvisa: «Sono stato pazzo per tanti fottuti anni, assolutamente tanti anni. Sono stato al limite per molto tempo». Poi irrompe Breathe, con una bellissima pedal steel guitar probabilmente ispirata alle canzoni di Neil Young. 

I brani scorrono concatenati, per facilitare un ascolto completo. Il tempo è un punto culminante, non da ultimo a causa del lavoro colossale di Gilmour sull’intera registrazione sia al canto sia alla chitarra. In Money, Waters denuncia l’effetto corrosivo del denaro: è stata la canzone più radiofonica dell’album, quella che ha permesso a The Dark Side… di vendere milioni di copie nel mondo. Nell’assolo di chitarra di Money (terzo minuto della canzone), nella prima parte Gilmour usa una lunga pennellata perché il suo suono ha un’eco. Cinquanta secondi dopo, toglie l’eco e mette la chitarra asciutta, le note sono brevi pennellate. Prima è Van Gogh e poi un puntinista. Un capolavoro.

Questo disco è l’anello di congiunzione tra gli esperimenti britannici degli anni Sessanta e l’arrivo dei Radiohead. Non è un album lungo (42 minuti) ed è pensato per essere ascoltato nella sua interezza come un viaggio emozionale. Ogni canzone conduce alla successiva senza intoppi, senza salti. 

I temi dell’album

The Dark Side of the Moon esplora temi profondi e complessi, come la malattia mentale, il conflitto interiore, il tempo, la morte e l’avidità. Questi temi sono stati ispirati dalle esperienze personali dei membri della band, in particolare da quelle di Roger Waters, il principale autore dei testi.

La malattia mentale. Uno dei temi centrali dell’album è la malattia mentale, in particolare quella che ha afflitto l’ex membro della band Syd Barrett. Canzoni come Brain Damage e Eclipse affrontano il tema della follia e della perdita di contatto con la realtà, riflettendo le preoccupazioni di Waters per la salute mentale di Barrett.

Il tempo e la morte. Il concetto di tempo è esplorato in modo magistrale nella canzone Time, che riflette sulla natura fugace della vita e sull’inevitabilità della morte. I suoni degli orologi che aprono la traccia sono diventati iconici, e i testi di Waters invitano l’ascoltatore a riflettere sul significato del tempo e sulla propria mortalità.

L’avidità. L’avidità e il materialismo sono temi centrali in Money, una delle tracce più conosciute dell’album. Il riff di basso e i suoni di casse registratori e monete creano un’atmosfera unica, mentre i testi criticano la società consumistica e l’ossessione per il denaro.

Le curiosità della registrazione

Ci sono molti aneddoti che punteggiano la registrazione. Il gruppo ha distribuito poster con domande scomode (quando è stata l’ultima volta che hai colpito qualcuno? Hai paura della morte?) a chi si aggirava per lo studio, da Paul McCartney, che stava registrando un album lì con i Wings, al portiere. Infine, le risposte dell’ex beatle sono state omesse «perché erano troppo fredde». Il guardiano, di nome Gerry O’Driscoll, invece, ha avuto l’onore di chiudere l’album. In Eclipse, il pezzo finale, oltre a ripetere il battito del cuore con cui si apre l’album, si sente una riflessione di O’Driscoll: «In realtà, non c’è alcun lato oscuro della luna: anzi, tutto è oscuro». E i battiti continuano a filtrare finché non vengono spenti. 

Una delle lezioni dell’album è che accettare la mortalità è inevitabile ed è un sollievo andare avanti. Un altro personaggio di supporto è stata Clare Torry, che ha fornito la voce inquietante per The Great Gig In The Sky. La cantante inglese ha guadagnato soltanto trenta sterline per quella sessione. Dopo l’enorme successo dell’album, fece causa al gruppo chiedendo più soldi, visto che aveva creato lei la melodia a cui dava voce. L’ha ottenuto nel 2005. Da allora la sua composizione vocale è stata accreditata e viene pagata per questo.

L’inizio della fine del gruppo

Le straordinarie vendite dell’album colsero i musicisti con il piede sbagliato e ognuno le digeriva come meglio poteva. Del resto, era un’opera che indagava temi cupi e la delusione della condizione umana, un materiale con scarse possibilità di successo presso il grande pubblico. Invece, lo ha avuto. Il successo mise tutti a disagio, ma soprattutto Waters, che vedeva le sue convinzioni socialiste in contrasto con il suo nuovo status di ricchezza. Ora doveva scegliere tra rimanere socialista o guardare al capitalismo. Ha scelto il secondo. 

The Dark Side Of The Moon è riconosciuto anche come «l’inizio della fine del gruppo» a causa delle controversie fra Waters e Gilmour. Dopo quel disco, questo stesso quartetto dei Pink Floyd pubblicò Wish You Were Here (1975), Animals (1977) e The Wall (1979). Opere monumentali, elaborate in un continuo conflitto tra due galli narcisisti nello stesso studio di registrazione.

6 Comments

  • Max Agosto 25, 2025

    È un capolavoro senza tempo.quando lo ascolti entra dai pori della pelle e non ne esce lasciandoti stupefatto ad ogni ascolto

  • steph Agosto 26, 2025

    Capolavoro assoluto della storia del rock. Era, è è sarà sempre in anticipo sui tempi. Anzi: completamente fuori dal tempo!

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