– La cantante londinese, segnalata da Segnalisonori tre anni fa, domenica 1 febbraio ha vinto un Grammy Award e sabato scorso ben quattro Brit Awards
– «A volte ho l’impressione che mi sia stato rubato il candore. Cerco di ritrovare la mia innocenza attraverso nuove forme d’arte. La mia musica parla… di me»
Non sono Jon Landau che il 22 maggio 1974, due settimane dopo aver assistito allo show di Bruce Springsteen all’Harvard Square Theatre, Cambridge, pubblicò sulle pagine della rivista “The Real Paper” l’articolo “Growing Young with Rock and Roll”, un interessantissimo spaccato del panorama musicale di quegli anni, noto principalmente per la famosa citazione: «Ho visto il futuro del rock and roll e il suo nome è Bruce Springsteen». Ma a riportarmi all’articolo di Landau è l’esibizione di Olivia Dean lo scorso novembre alla Gaîté Lyrique di Parigi per ARTE Concert Festival.
È l’incipit dell’articolo pubblicato il 26 marzo 2023 su Segnalisonori. Tre anni dopo, Olivia Dean ha vinto domenica 1 febbraio l’ambito premio di “rivelazione dell’anno” ai Grammy Awards 2026 – superando una folla di artisti brillanti, da Addison Rae a Sombr passando per Lola Young – e sabato 28 febbraio ha trionfato ai Brit Awards raccogliendo quattro premi. Insomma, non sono Jon Landau, ma “growing young with soul music”.
Olivia Dean non è soltanto un’altra stupenda voce che si aggiunge a quel fermento d’oltre Manica che si è sviluppato sotto la fioca luce di piccoli club fra jazz, funky, soul, per conquistare i palchi dei più importanti festival. La cantante e modella londinese ha trovato la via per dare un nuovo respiro alla musica “old school” senza conservarla nella formaldeide. Ha un’eleganza che non cerca di sedurre, ma si impone quasi per evidenza. La sua silhouette snella rifiuta la posa. C’è in lei una dissonanza disarmante: qualcosa di malizioso che non corrisponde del tutto alla profondità che distilla nelle sue canzoni.
Nella tradizione delle grandi voci del soul
In The Art of Loving, il suo secondo album in studio pubblicato lo scorso settembre, la cantante ventiseienne sembra aver trovato questo fragile divario, questo sottile confine fra tradizione soul e sviluppo pop, e, con una delicatezza assoluta, esplora l’amore in tutte le sue dimensioni: romantico, amichevole e terribilmente intimo.
Il disco non cerca di reinventare i codici del soul britannico: ai ritornelli attesi, la giovane inglese preferisce un sottile intreccio armonico, come un gioco di sovrapposizioni che rivela un tessuto musicale più ricco della sola melodia. Il ritmo è a volte sincopato alla maniera di una bossa nova, a volte di una semplicità spaventosa.
Questa cura nella composizione e alla scrittura non appare per caso. Olivia Dean spiega di aver costruito questo album in un luogo unico: uno studio allestito in una casa a est di Londra. «Nessuna musica era ancora stata composta. Abbiamo trovato una casa e ci ho vissuto per otto settimane… Dovevo concentrarmi per immaginare storie oneste e calorose».
Rifiutando la finzione, costruisce canzoni ancorate al reale, che risuonano come piccole fette di vita. «A volte ho l’impressione che mi sia stato rubato il mio candore. Cerco quindi di ritrovare la mia innocenza attraverso nuove forme d’arte. Il disegno, per esempio. La mia musica parla… di me. La mia identità e le mie storie personali rimangono il filo conduttore di questo disco».
Nata nel 1999 nel quartiere londinese di Haringey, su uno sfondo di meticciato culturale – madre giamaicana-guyana, padre britannico -, Olivia Dean è cresciuta a Walthamstow, nutrita dal gospel, da una certa dolce solitudine e dalle influenze di Lauryn Hill, Amy Winehouse, Carole King e delle Supremes. «Vivevo vicino a una foresta e a un grande lago, potevo andare in bicicletta e passeggiare un po’ dappertutto. Diciamo che ho avuto un’infanzia felice, anche se sono stata a lungo l’unica ragazza meticcia della mia classe… È stato solo molto più tardi che mi sono resa conto che non l’avevo vissuta così bene».
Una rivelazione spinta dalla canzone “OK Love You Bye”
Dietro la sua sicurezza si nasconde ancora una ragazza timida. Questa dualità tra fragilità assunta e padronanza tecnica spiega forse la sua influenza. Né stella fiammeggiante né ombra, ma una presenza chiara, intera, che sembra dire sia “eccomi” come “guarda”. Questa autenticità è stata d’altronde la chiave del suo successo. Ex cantante del gruppo di drum and bass Rudimental, è stata catapultata da sola alla ribalta nel 2021 grazie al suo brano OK Love You Bye. In seguito, Amazon Music la consacra artista rivelazione dell’anno, arrivando a sviluppare un piano globale, personalizzato e a lungo termine per accompagnare la sua carriera, in particolare attraverso una messa in evidenza sulle sue playlist e un supporto per concerti trasmessi in diretta.
Due anni dopo, Olivia Dean è stata selezionata per il BBC Music Introducing Artist of the Year e nominata per il Mercury Prize grazie al suo primo album Messy, che traccia i contorni della sua sensibilità musicale, mescolando soul, jazz, pop e tocchi narrativi ereditati dalle sue radici. Tuttavia, rifiuta di essere rinchiusa in una scatola: «I paragoni mi infastidiscono. Parlando di me, si parla sempre di Jorja Smith, Celeste o Joy Crookes… come se la gente ascoltasse la musica con gli occhi».
Un’artista dalla presenza magnetica
Sul palco, Olivia Dean non ha più nulla dell’ombra timida che a volte evoca nelle interviste. Ai festival Glastonbury o Lollapalooza, impone una presenza magnetica, una voce che sembra dialogare direttamente con il pubblico senza mai alzare il tono. Ogni canzone diventa uno scambio, una confidenza condivisa con la folla. Non cerca l’effetto spettacolare, ma l’equilibrio: una musica allo stesso tempo precisa e porosa. Al di fuori del palco e dello studio, anche la sua immagine pubblica si afferma. Ora testimonial della maison Chanel, Olivia Dean incarna un’eleganza che non è mai artificiale, ma deriva da un’intima coerenza.
È anche un glamour strategico diventato indispensabile nell’industria: un’artista che si irradia senza fard ma i cui spostamenti interessano i paparazzi. Fino ad allora risparmiata dal gossip della celebrità, ha recentemente visto il suo nome mescolato a una voce sentimentale con Harry Styles. Lungi dall’alimentare le chiacchiere, la cantante ha tranquillamente smentito, ricordando che «non ha bisogno di essere in coppia per esistere». Una risposta disarmante che conferma ciò che si sapeva già di lei. In un’epoca avida di pettegolezzi e scandali, la sua lucidità e la sua moderazione disegnano un’altra forma di forza: quella di un’arte che non si nutre di rumore, ma di silenzio volontario.
