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Olimpiadi, incognita GHALI: io censurato

  «È un gran teatro», post polemico del rapper italo-tunisino ospite della cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina. «Mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace ma una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo». La sua partecipazione aveva sollevato le proteste della Lega

Incognita Ghali sulla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina che si svolgerà venerdì 6 febbraio allo stadio di San Siro. Il rapper è fra gli ospiti musicali, insieme a Laura Pausini, Mariah Carey e Andrea Bocelli. La sua partecipazione aveva immediatamente sollevato polemiche, in seguito alle sue prese di posizione a favore della Palestina e contro Israele. 

Ghali si era distinto come portavoce della causa palestinese sul palco del Festival di Sanremo nel 2024. Al termine della sua esibizione aveva fatto dire al pupazzo-alter ego che lo accompagnava la frase “stop al genocidio”. Un’uscita criticata dall’allora ambasciatore israeliano in Italia Alon: «Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile», le parole del diplomatico dello Stato ebraico. Alle quali il giorno dopo, durante “Domenica In” su Rai1 in diretta dall’Ariston, il rapper aveva replicato così: «Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco. Ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino». E aveva aggiunto: «Stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono viva la pace. Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanto geni, ci sono lì in mezzo».

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, commentando la presenza di Ghali all’evento, aveva rassicurato: «Ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco». La Lega aveva, infatti, definito Ghali «un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal». Su questa scia era intervenuta anche Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: «Spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida sul ruolo che deve svolgere». 

Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali, Ghali ha rotto il silenzio, pubblicando su Instagram un post polemico. È uno sfogo nel quale cita il celebre articolo di Pasolini “Io so”.  «Lo so. So quando una voce viene accettata», scrive. «So quando vene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato». 

Il post, che è tradotto anche in inglese e in arabo, prosegue entrando nel dettaglio della partecipazione del rapper e delle condizioni che gli sarebbero state imposte. «So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia», prosegue. «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo». 

Le parole fanno capire che Ghali avrebbe voluto recitare una lirica con dei versi in arabo, ma che la scelta è stata censurata.  «So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un gran teatro», conclude il cantante, il cui compenso per partecipare alla cerimonia non è stato reso noto, e che lascia intendere che non intende fare marcia indietro e che parteciperà alla cerimonia con un «a domani», che ha il sapore di una sfida e di una minaccia.

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