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Nuove Proposte, vince Nicolò Filippucci

– Alla sfidante Angelica Bove i premi della critica “Mia Martini” e “Lucio Dalla”. Il premio “Enzo Jannacci” assegnato a Mazzariello fermatosi alle semifinali

«Sono contentissimo, non so cosa dire. Grazie davvero, grazie maestro, grazie orchestra, grazie a tutti, è un sogno, davvero». Nicolò Filippucci resta per un istante immobile, quasi incredulo, mentre l’Ariston si alza in piedi. La sua voce trasmette profonda gratitudine. A 19 anni, il cantautore umbro si aggiudica la vittoria nelle Nuove Proposte 2026 con Laguna, una ballad intensa e personale che racconta amore, perdita e scoperta di sé.

Il momento della proclamazione è reso ancora più simbolico dalla presenza di Laura Pausini, che accompagna lui e Angelica Bove nel punto esatto del palco dove Pippo Baudo la portò nel 1993, quando vinse con La Solitudine. «Vi voglio vedere in giro per il mondo con la nostra musica italiana», dice Pausini, in un gesto che sembra cucire passato e futuro in un unico filo e che oggi come allora la commuove.

Nicolò Filippucci premiato per la vittoria nella categoria “Nuove proposte”

A decretarne la vittoria sono state le tre anime del sistema di voto del Festival: stampa, tv e web insieme a radio e al televoto del pubblico da casa. Un equilibrio che ha premiato Filippucci dopo un percorso iniziato con Sanremo Giovani 2025 e culminato nella sfida finale. La canzone ha convinto per scrittura, interpretazione e coerenza artistica, emergendo come una delle proposte più mature dell’intera sezione. Laguna racconta la fine di una relazione senza rabbia, con quella consapevolezza dolceamara che arriva solo quando si è attraversato il dolore. L’acqua diventa metafora e si fa distesa immobile in cui i ricordi restano sospesi.                  

«Ero pronto a mettermi continuamente in discussione
Fino a dimenticarmi di me stesso, dimenticarmi di me stesso»

Sono parole che parlano di un amore vissuto fino al limite dell’annullamento, di un’identità sacrificata sull’altare del “noi”. Nei versi c’è la fragilità di una generazione che si interroga continuamente, che teme di non essere abbastanza e che, per restare, rischia di perdersi.

«Ora sei acqua passata Ci siamo persi in mezzo alla laguna
Come radici in cerca della luna»

Qui la laguna è spazio interiore, territorio dell’incompiuto. Non c’è rancore, ma una malinconia adulta. Ciò che è stato resta, ma non trattiene più. La canzone vede la collaborazione di Riccardo Schiara, in arte Arashi, Roberto Lamacchia e Gianmarco Grande, che insieme a Filippucci hanno costruito un brano dove melodia e testo si intrecciano con naturalezza. L’arrangiamento accompagna la voce senza sovrastarla, lasciando spazio alla parola e alla sua vibrazione emotiva.

Nicolò Filippucci inizia a interessarsi alla musica a sette anni, ispirato dalla madre, e a nove entra nel coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia. Dopo aver partecipato a diversi concorsi locali, nel 2023 si sposta a New York per la finale del contest NYCanta, dove ottiene il secondo posto. La svolta arriva con l’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi, dove perfeziona la scrittura e la presenza scenica sotto la guida delle coach.

Angelica Bove

Se il titolo va a Filippucci, la critica incorona Angelica Bove, che conquista sia il Premio della Critica “Mia Martini” sia il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, entrambi assegnati dalla sala stampa accreditata. Romana, classe 2003, cresciuta in una famiglia di sei fratelli — tre dei quali nati con lei da una gravidanza quadrigemellare — Angelica porta sul palco una storia segnata dalla perdita improvvisa dei genitori a 18 anni. “Mattone” è il suo modo di trasformare quel peso in parola condivisa. Una storia che mette in brividi e che lei porta sul palco dell’Ariston con una profondità dettata dal dolore ma che guarda al futuro.

Ed è proprio nel ritornello che la sua voce si fa preghiera laica, confessione e promessa insieme:

«Quanta pioggia ancora cadrà per un po’ di pace in queste giornate, ah-ah
So che prima o poi passerà. L’ha detto il dottore che mi devo abituare
a stare male in modo normale, come tutte le altre persone.
A stare male in modo normale Come tutti gli altri
e ritornare a vivere!»

Sono versi che hanno attraversato l’Ariston come una crepa luminosa. Angelica li canta senza difese, con quella nudità emotiva che non cerca l’effetto ma la verità. La canta sussurrandola fino a quando poi diventa un canto liberatorio e pieno di fiducia nella vita, nonostante tutto. “A stare male in modo normale” diventa così un verso generazionale, la fotografia di un tempo che chiede di imparare a convivere con le proprie fragilità senza smettere di desiderare la luce. La canzone è stata scritta insieme a Matteo Alieno e a Federico Nardelli, con i quali ha realizzato anche il proprio primo disco Tana, pubblicato il 30 gennaio ed è un rifugio sonoro dalle sfumature soul e retrò, un luogo dove il dolore si fa materia viva e condivisa.

Mazzariello

C’è spazio anche per una rivincita. Mazzariello, dopo la mancata qualificazione alla finale, conquista la decima edizione del Premio Enzo Jannacci con Manifestazione d’Amore. Il riconoscimento, istituito dal Nuovo Imaie insieme alla famiglia di Enzo Jannacci, premia «un artista gentile, inconsueto e sincero», capace di unire ricerca musicale e sguardo critico sul tessuto sociale. Alla consegna del premio sono intervenuti anche Dodi Battaglia e Paolo Jannacci, in un momento che ha avuto il sapore della continuità tra generazioni.

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