Immagini

“Mimì, tutti ne parlano, io l’ho conosciuta”

– Viene presentato oggi a Roma il docufilm su Mia Martini. «Non è un racconto dell’artista in sé, perché la sua storia è già stata narrata in tutti i modi possibili. È piuttosto il racconto del mondo che questa artista ha creato intorno a sé», spiega il regista Lazotti
– Girato tra Bagnara Calabra e Porto Recanati, il film si sviluppa attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta personalmente: amici, persone comuni e fan. «I contributi di personaggi noti sono limitati a chi ha avuto un legame autentico con lei»

Mia Martini, nome che, nel corso degli anni, ha segnato indelebilmente il destino della musica italiana, continua a essere un faro luminoso nella memoria collettiva di un Paese che ha conosciuto la sua arte come una tempesta di passione e dolore. Non è facile, infatti, fare giustizia a una figura che ha attraversato le ombre del successo e della solitudine, eppure ha regalato alla musica italiana una delle voci più intense e autentiche che si siano mai ascoltate. Una voce che, proprio come lei, sfugge a ogni definizione. Molti hanno cercato di raccontarla, pochi sono riusciti nell’intento.

Mimì, tutti ne parlano, io l’ho conosciuta, scritto e diretto da Gianfrancesco Lazotti, prova a raccontare Mia Martini da una prospettiva non convenzionale, concentrandosi sul lato umano dell’artista più che sul percorso dei successi già noti al grande pubblico. Il docufilm è ispirato all’omonimo libro scritto da Davide Matrisciano, che ha anche curato alcune delle musiche originali. Il volume, di oltre 600 pagine, raccoglie documenti, immagini e testimonianze inedite sulla vita di Mia Martini. E nasce dalla volontà di «raccontare una Mimì diversa, lontana dalle polemiche e dai cliché, mettendo al centro la donna e non solo l’artista». Per questo motivo «nel film i contributi di personaggi noti sono limitati a chi ha avuto un legame autentico con la cantante».

Il racconto si sviluppa attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta personalmente: amici, persone comuni, colleghi e fan. Fra le più stravaganti quelle di Pippo Bruno, amico del cuore, di Vincenzo Adriani, fondatore di “Casa Mimì”, di Rino Rodio, attore che porta sempre in tasca la foto di Mimì, di Vasilica Gavrilas Burlacu, attrice che traduce in romeno i brani di Mia Martini. Compaiono anche alcuni volti noti del mondo della musica, presenti in quanto legati da stretti rapporti con la cantante, tra cui Leopoldo Mastelloni, Enzo Gragnaniello, autore del brano Cu’ mme, Red Canzian e Silvia Mezzanotte.

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995)

Il docufilm è stato girato tra Bagnara Calabra e Porto Recanati, vale a dire i luoghi dell’infanzia di Mia Martini. Per comporre quello che Lazotti definisce un «patchwork», il regista si è servito dei repertori ufficiali, Teche Rai, archivi televisivi ecc., e repertori privati, tirati fuori dai cassetti di famiglia, di fan, di amici, di impresari. Foto, filmini super8, abiti, lettere, disegni, appunti, testi di canzoni mai pubblicate o entrate nella storia della musica.

«Non è un racconto dell’artista in sé, perché la sua storia è già stata narrata in tutti i modi possibili», spiega il regista Lazotti. «È piuttosto il racconto del mondo che questa artista ha creato intorno a sé. Si tratta di un fenomeno difficile da raccontare, ed è proprio questo che abbiamo cercato di fare con il film. Per quanto riguarda la regia attraverso diverse regioni, visto che ci siamo effettivamente spostati, è stata un’esperienza molto interessante. Conoscevo già i calabresi e la loro accoglienza, che è proverbiale, e ho capito ancora meglio perché Mia Martini fosse profondamente calabrese. In questa terra c’è una passionalità e un’umanità che ritrovo ogni volta che torno, qualcosa di unico, viscerale».

Il docufilm «non intende ripercorrere la carriera artistica in senso tradizionale, ma raccontare il mondo che Mia Martini ha creato intorno a sé e il segno profondo lasciato nella vita di molte persone», sottolinea ancora Gianfrancesco Lazotti.

Mimì, tutti ne parlano, io l’ho conosciuta verrà presentato a Roma lunedì 29 dicembre, per poi essere distribuito nelle sale in febbraio, quando sono previste proiezioni accompagnate da una serie di eventi speciali in diverse città italiane. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *