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MIMÌ “sottovoce” a Sanremo Giovani

– La vincitrice di X Factor 2024 alla potenza vocale e al groove preferisce la soul ballad nostalgia. «Voglio fare più gavetta possibile. Questo è un palco che ti permette di crescere e confrontarti con tanti artisti»
– La cantante d’origini maliane, come le sue colleghe Angelica Bove e Cainero, ha seguito una traiettoria comune alla nuova generazione del pop italiano: i talent come trampolino, il festival come banco di prova
– Dalla terza serie di sfide a due, andata in onda come sempre a tarda notte, sono usciti altri tre semifinalisti: il rapper salentino Welo, Caro Wow e Petit le scelte banalissime della commissione musicale

Talent come fucina di nuovi volti per Sanremo. D’altronde i “neo sanremesi”, ovvero quei cantanti che frequentano con assiduità il palco del Teatro Ariston, non sono gran parte provenienti da “Amici” o da “X Factor”? La nuova generazione del pop italiano sembra seguire una traiettoria già tracciata: i talent come trampolino, Sanremo come banco di prova. Mimì Caruso, vincitrice di X Factor 2024, Angelica Bove (Sanremo Giovani, X Factor) e Noemi Cainero (Area Sanremo, Amici) sono approdate a Sanremo Giovani con un obiettivo: scrollarsi di dosso l’etichetta che le hanno rese riconoscibili per costruirne una nuova, più intima e personale. 

Mimì Caruso, nata in Mali, adottata a soli otto mesi e cresciuta a Usmate Velate, un piccolo centro vicino Monza, canta Sottovoce, «è un inno a lasciare andare le persone che ci fanno solo del male, è un atto di cura verso noi stessi». Lei ha l’estensione vocale di Mina, il groove di Mary J.Blige, ma in questo brano si presenta “sottovoce”. «Siamo partiti da un beat ispirato a SZA, dall’album Ctrl”», spiega. «Volevo quella nostalgia R&B mischiata al soul, con quel kick un po’ trap. Cercavo quella vibe, e poi abbiamo provato a renderla il più italiana possibile. Da lì è nata Sottovoce».

Mimì Caruso, nata in Mali, adottata a soli otto mesi e cresciuta a Usmate Velate, un piccolo centro vicino Monza

Angelica Bove, che si è già conquistato un posto per la semifinale del 9 dicembre, è una ripetente di Sanremo Giovani, dove partecipò nel 2024 senza fortuna. L’anno prima si era fermata in semifinale a X Factor. La sua storia personale – la perdita dei genitori, il parto quadrigemellare (Angelica è nata con tre fratelli gemelli) – insieme alla voce intensa e alla capacità di emozionare, le hanno fatto guadagnare un posto nei cuori del pubblico e la percezione di essere una delle voci emergenti più autentiche nell’attuale scena italiana. Il suo brano è una ballata pianistica, intimista e sofferta, ben interpretata. È più facile essere in simbiosi con i cani mentre «non ci capiamo come figli e genitori», la frase simbolo.

Cainero

Cainero era una delle punte di diamante fra i 24 in gara. La sua canzone Nuntannamuràfonde sonorità pop contemporanee e influenze urban con un tocco soul. Sembra un mix fra Elodie, Rocco Hunt e Angelina Mango, che lei esalta con la sua voce calda e graffiata, capace di passare con naturalezza dalla delicatezza emotiva alla potenza espressiva frutto di anni trascorsi fra talent e palco (nel 2023 ha partecipato al Concerto di Natale in Vaticano su Canale 5).

Tutte e tre nutrono rispetto e riconoscenza per le esperienze televisive passate. «Assolutamente sì, X Factor è stata la mia prima esperienza e, come tale, ho fatto errori ma ho anche imparato tantissimo», dichiara Angelica Bove. «Ho riconosciuto i miei limiti e le mie potenzialità, trasformando tutto ciò in una grande risorsa. Quest’esperienza è stata, per me, un “oro assoluto”».

«I talent sono una vetrina importantissima perché ti permettono di arrivare a un pubblico ampio in poco tempo», le fa eco Mimì. «Aa volte c’è ancora chi stigmatizza quel tipo di percorso e allora devi dimostrare di essere un progetto vero, con qualcosa da dire». Per lei, il talent è un inizio ma «poi tocca a te». 

Angelica Bove

«Mi ha fatto capire qual era il mio percorso», spiega Cainero. «Da lì ho capito che la musica doveva far parte della mia vita, mentre prima la ritenevo solo una passione, un hobby, non qualcosa da inseguire anche per il mio percorso professionale. Da “Amici” ho capito che avevo una possibilità, che dovevo scegliere se fare una vita comune o fare musica. Ho scelto la seconda. E ora mi trovo al Saint Louis College of Music di Roma a studiare canto, pianoforte e songwriting».

  • E Sanremo Giovani cosa rappresenta? Un traguardo, un passaggio importante o nuova partenza?

Angelica Bove: «È un grande trampolino di lancio e concretamente è anche un modo per guadagnare credibilità tra gli addetti ai lavori e nel mondo della musica. È un’opportunità concreta per iniziare seriamente questo percorso professionale. Ne sono molto grata, perché è quello che desidero fare nella vita».

Mimì: «È un passaggio importante, un banco di prova, fa parte di un percorso che ti permette di arrivare alla tua maturità. Voglio fare più gavetta possibile. Questo è un palco che ti permette di crescere e confrontarti con tanti artisti. Il Festival è come gli Oscar: ci sono le icone, ma ci sono anche gli emergenti che si sono fatti notare e vedono celebrata la propria musica». 

Cainero: «Un passo necessario perché io un po’ di esperienze ne ho fatte e questo Sanremo Giovani potrebbe essere un’ottima opportunità per dare quello slancio in più alla mia carriera».

La terza sfida a due

Caro Wow, artista classe 1999, nome d’arte di Carolina Spreti, artista Trident: pop adolescenziale stile Sabrina Carpenter

Cominciata come al solito dopo la mezzanotte, si è svolta la terza serie di sfide a due che coinvolgevano anche Mimì e Cainero, entrambe però eliminate. 

Welo

I primi a salire sul ring sono stati il ventiseienne rapper salentino Welo, all’anagrafe Manuel Mariano, con la banalissima Emigrato e Cainero con Nuntannamurà. Incredibilmente, la giuria abbocca agli scontati temi sociali del pugliese, dandogli il pass per la semifinale. 

Impari il secondo confronto che ha visto Ddoje Criature presentata da Deddè, al secolo Gabriele Giuseppe Mazza, 19 anni, nato e cresciuto a Torre del Greco, proveniente da Amici e discepolo di Rocco Hunt, travolto dalla orecchiabile Cupido di Caro Wow, artista classe 1999, nome d’arte di Carolina Spreti, artista Trident: pop adolescenziale stile Sabrina Carpenter. Siamo «figli illegittimi di qualche trauma, siamo la generazione nata già con l’ansia», la frase clou.

Terzo match fra due proposte completamente opposte: da una parte la ballad soul “sottovoce” di Mimì, dall’altra Petit, all’anagrafe Salvatore Moccia, rapper e cantante romano noto al pubblico tv grazie al programma Amici di Maria De Filippi con il brano Un bel casino interpretato con grinta nello stile di Ultimo. La banale giuria preferisce il secondo.

Il meccanismo

A giudicare i cantanti la Commissione musicale composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia – insieme ai “giurati fuori onda” Carlo Conti (direttore artistico del Festival di Sanremo) e Claudio Fasulo – Vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time.

I tre vincitori di serata Welo, Caro Wow e Petit si aggiungono ad Angelica Bove, Antonia, cmqmartina, La Messa, Soap e Nicolò Filippucci che avevano conquistato la semifinale nelle puntate precedenti. L’ultima scrematura martedì 2 dicembre per definire i dodici che il 12 dicembre affronteranno nuovamente il discutibile meccanismo delle sfide a due, vera offesa alla musica. I sei vincenti approderanno al Teatro del Casinò di Sanremo il 14 dicembre per la finalissima “Sarà Sanremo”, quando i due artisti prescelti staccheranno il biglietto per il Festival 2026, insieme ai due giovani provenienti da Area Sanremo, votati dalla medesima Commissione Musicale capitanata da Carlo Conti.

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