Zoom

Le “montagne russe” di JESSIE J

– La popstar britannica pubblica un album al veleno contro il fidanzato Channing Tatum, divo di Hollywood, dopo la fine della relazione. Una carriera di sali e scendi che risorge sull’onda del pop confessionale
– Se una volta Dylan, Stevie Nicks e Adele raccontavano silenziosamente i loro tormenti di cuore, oggi le nuove protagoniste del pop spiattellano tutto nei minimi dettagli urlando ferocemente la loro vendetta
–  Mostrare i panni sporchi è diventato un obbligo professionale per rimanere al passo con i tempi in un’epoca in cui le celebrità trasmettono in diretta streaming la loro routine e i fan pretendono trasparenza emotiva

Un tempo, una canzone di Jessie J garantiva una pirotecnia vocale paragonabile a quella dei fuochi d’artificio di Disneyland. Questo è ancora vero in Don’t Tease Me With a Good Time, ma il primo album della cantante britannica Jessie J in otto anni – che bilancia ritmi R&B con un pop anni ‘80 – fa di più con meno. Nel singolo principale No Secrets, Jessie J offre una delle sue performance più sobrie, mentre affronta la vita sotto i riflettori. «Sono qui nuda/Ma ho scelto i riflettori», canta. «A volte lo odio, a volte è piacevole».

Don’t Tease Me With a Good Time rientra nel filone degli album che raccontano la fine traumatica di una relazione. Adele ha trasformato la fine del suo matrimonio in un elogio funebre così tenero nel suo album 30 da farci piangere sotto la doccia. I Fleetwood Mac, in piena implosione romantica, hanno sublimato i loro rancori in Rumours, un album così bello da giustificare le loro reciproche pugnalate alle spalle. Blood on the Tracks di Bob Dylan – scritto mentre il suo primo matrimonio scivolava sgraziatamente fuori asse – è stato definito «forse la migliore raccolta di canzoni d’amore del XX secolo».

La copertina dell’album Don’t Tease Me With a Good Time

In questi album i cuori degli artisti sanguinavano silenziosamente, artisticamente, nei loro quaderni, piuttosto che urlare al microfono. Il nuovo disco di Jessie J arriva invece con tutta la delicatezza di un mattone lanciato contro la finestra di un ex fidanzato. Laddove Dylan sospirava e Stevie Nicks rimuginava, Jessie sfodera il suo tirapugni emotivo per una lotta senza esclusione di colpi contro il suo ex fidanzato Channing Tatum, così feroce da far sembrare diplomatiche anche le frecciatine più taglienti della Lily Allen di West End Girl, nel quale descrive la fine di un rapporto coniugale.

La popstar britannica Jessie J e il suo fidanzato tutto americano Channing Tatum nel 2020 sembravano sempre una strana coppia. Lui era la star di Hollywood tutta americana, noto per successi di successo come 21 Jump Street e Magic Mike. Lei era una diva britannica audace la cui promettente carriera iniziale – si esibì con i Queen alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012 e poco dopo entrò a far parte del talent show della BBC The Voice come giudice – aveva iniziato a rallentare.

Gli account social di Jessie si riempirono improvvisamente di foto di lei e Tatum che si baciavano (con tanto di didascalie sdolcinate) anziché di istantanee della sua carriera pop. Entro la fine del 2019 la coppia si era lasciata, si era riunita brevemente e si era definitivamente lasciata nell’aprile 2020. Sulla carta: una storia d’amore ordinata durata 18 mesi. Nella vita reale: una relazione a singhiozzo che sembrava sempre in crisi.

La vita di Jessie era ancora più difficile dietro le quinte. Doveva destreggiarsi tra problemi di salute che andavano da una patologia cardiaca alla perdita dell’udito, problemi di fertilità (incluso un aborto spontaneo) e – come ha recentemente raccontato alla stampa –una diagnosi di cancro al seno.

Professionalmente, aveva intrapreso una delle deviazioni più strane del pop moderno: era scomparsa in Cina, era apparsa in un concorso canoro televisivo, l’aveva vinto ed era diventata un nome familiare lì, pur venendo dolcemente derisa in patria. Per una donna con una voce da stadio, tre singoli al primo posto nel Regno Unito e un premio Brits Critics Choice, era in qualche modo diventata una novità nel suo Paese (un video virale del 2014 che sovrapponeva la sua hit Bang Bang con una voce orribile ha aggravato la sua crisi d’immagine).

Si lamentava in alcune interviste del fatto che gli ascoltatori britannici non riuscissero ad «apprezzare la mia voce» – una volta descritta da Justin Timberlake come la migliore al mondo – e si dedicava a lavori secondari sempre più casuali, come esibirsi su un autobus scoperto di Londra per promuovere McDonald’s. 

In questo contesto, il veleno di Don’t Tease Me With a Good Time improvvisamente sembra meno un’esagerazione e più uno sfogo. Quando canta “ho messo il mio cuore sul tavolo… è stato allora che è diventato scomodo”, seguito da “ti ho dato il mio amore e tu l’hai buttato via”, in Threw It Away, o “il tuo ego è ferito” in The Award Goes To, sta omaggiando Tatum, ma sta anche rivisitando un momento della sua vita in cui tutto stava crollando all’improvviso. Salute, carriera, relazione: tutto in rovina. “Io sono la bellezza, tu la bestia”, sbotta.

A un listening party a Londra, ha detto ai fan di aver scritto la canzone nel 2020, e ha lasciato intendere «potete capire con chi uscivo». Nella struggente I’ll Never Know Why, si lamenta: “Quando te ne sei andato ho perso un pezzo della mia mente… come hai potuto dirmi addio senza dire addio?”. In Complicated affronta la sua lotta affronta a testa alta, dalle “montagne russe” della fama al sentirsi dire, nel 2015, che “non potevo avere figli” (ha avuto un figlio con il compagno Chanan Colman nel 2023). 

Sarebbe facile inquadrare Jessie come un’artista che fa terra bruciata – la sua furia forse scatenata dalla nuova relazione di Tatum con la modella Inka Williams, che ha 19 anni meno di lui – ma in realtà sta solo operando all’interno delle nuove regole per le donne nel pop, le stesse usate da Shakira, Miley Cyrus e Lily Allen che hanno mesi in un vero e proprio tour di vendetta, raccontando gli alti, i bassi e i deragliamenti dei loro matrimoni falliti. Un tempo, le popstar proteggevano le loro pene d’amore. Ora le trasformano in armi. Conseguenze dei social che hanno trasformato le vite in reality show.

Mostrare i propri panni sporchi è diventato un obbligo professionale, il biglietto d’ingresso per rimanere al passo con i tempi in un’epoca in cui le celebrità trasmettono in diretta streaming la loro routine mattutina e i fan pretendono trasparenza emotiva come se gli fosse dovuta. I tabloid si aspettano drammi. Gli algoritmi premiano la confessione. E gli artisti sanno che per tenere la situazione sotto controllo, non c’è molta scelta se non alimentare la bestia.

In questo contesto, il pop confessionale non è più un genere, è un’economia. E ci si aspetta che le donne, in particolare, forniscano la materia prima, con un continuo rimescolamento di traumi come contenuti e di sofferenze come pubbliche relazioni. Gli incentivi sono inequivocabili. Se i Fleetwood Mac scrivessero Rumours oggi, Nicks non starebbe scarabocchiando su un diario: trasmetterebbe in diretta streaming le sue discussioni con Lindsey Buckingham su TikTok.

Quindi Jessie J e Lily Allen non sono anomalie, ma il modello. Le loro rotture e i loro crolli sono stati assorbiti nel pacchetto dell’intrattenimento non perché manchino di dignità, ma perché la dignità non è più un bene commerciabile. La popstar di successo del 2025 non è la sirena misteriosa: è la donna disposta a trasformare la sua vita privata in proprietà pubblica. Che questa sia liberazione o solo l’ultima iterazione dell’autosfruttamento è oggetto di dibattito. Ma una cosa è certa: nel pop odierno, se non sei tu a lavare i panni sporchi, qualcun altro lo farà volentieri per te.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *